Il vizietto della vecchia politica

C’è un virus nelle compagini politiche di antiche radici, quello dell’utilizzo di determinate risorse verso destinazioni diverse da quello stabilito per legge.
Nessuno, purtroppo ha dimenticato l’utilizzo anomalo dei fondi residui della Legge su ibla, che furono disallineati (sempre poetica la definizione dell’assessore Stefano Martorana NdR) per nobili fini, chi dice per pagare i camion della SASPI, chi dice per onorare sentenze risarcitorie, somme consistenti, che dovevano essere reintegrate nei capitoli di appartenenza ma che furono, poi, dimenticate, da tutti i sindaci e commissari che sono succeduti nel tempo.
Oggi è il consigliere Gianni Iurato che, anche a nome del suo gruppo di appartenenza, Ragusa Prossima, cerca di suggerire un uso legittimo delle royalties, autorizzato dalla Regione, per ausilio nell’emergenza coronavirus.
Nel momento di grande emergenza, in effetti, non sarebbe desueto pensare, prima di tutto, all’acquisto di idonei dispositivi individuali di sicurezza, per tutto il personale sanitario ragusano, contestualmente all’acquisto di attrezzature specialistiche per la sala rianimazione, al potenziamento della protezione civile comunale con nuovi mezzi e attrezzatura specifica, all’elaborazione di un piano economico per sostenere nel limite del possibile, famiglie, piccole-medie imprese, negozianti, artigiani, attività di ristorazione, attività varie di ricezione turistica, partite Iva e altro ancora.
Proposte già inoltrate all’amministrazione, nel corso di una riunione in sala giunta, alla presenza dei rappresentanti di tutti i gruppi consiliari.
“Consapevoli della crisi sanitaria ed economica, si è suggerito all’amministrazione di inoltrare formale richiesta autorizzativa sia alla presidenza del Consiglio sia al presidente della Regione Sicilia, per poter utilizzare, in forma straordinaria, parte delle royalties destinate al Comune di Ragusa, per il 2020 previste nell’ordine di circa 4 milioni di euro.
Il consigliere Iurato, in una nota, aggiunge: “Si rendeva e si rende necessaria, da parte del Comune di Ragusa, l’inoltro di tale “richiesta di spesa autorizzatoria straordinaria” in quanto la destinazione delle risorse provenienti da royalties sono vincolate e regolamentate dall’articolo 13 comma 4 della legge regionale n. 9 del 15/05/2013. In realtà, la stessa legge regionale in questione prevede l’utilizzo delle royalties per “lo sviluppo dell’occupazione, e delle attività economiche”.
Quindi, molte delle esigenze potrebbero essere coperte, altre non rientrano come destinazioni previste dalla legge, e dovrebbero essere autorizzate espressamente.
Dice bene, Iurato, quando pensa che una istanza di questo genere potrebbe essere accolta di buon grado, e non sbaglia, perché toglierebbe castagne dal fuoco allo stato centrale e a quello regionale.
Secondo noi, rivestiremmo, invece, il ruolo di provincia babba, perché la crisi è di tutti, gli aiuti, prima o dopo debbono arrivare, per tutti e per tutte le categorie economiche e per i settori in crisi.
Se ci facciamo trovare con i soldi a disposizione, ci diranno “per ora voi siete a posto” e faremmo la figura dei pirla.
Casomai, quando la distribuzione degli aiuti sarà completata, allora potremo tirare fuori l’asso e giocare la carta delle royalties, anche senza autorizzazioni, come fu fatto per i fondi residui della Legge su Ibla.
Senza dire che provvedere a investimenti per la sanità e per la protezione civile ci espone, come avvenuto, in altre parti d’Italia, alla confisca dei beni acquistati: al nord, il Piemonte ha acquistato e pagato forniture per le sale rianimazione e le stesse sono state bloccate dalla protezione civile che le ha dirottate dove riteneva ci fossero necessità più impellenti, senza provvedere a rifondere il Piemonte delle somme pagate.
Acquisiremmo attrezzature e presidi, poi ci direbbero che servono a Modica o, addirittura, fuori provincia.
Riteniamo buona l’idea di fondo di ricorrere a fondi comunque disponibili, ma ci vuole una accorta strategia, con quello che c’è in giro.
Piuttosto, Ragusa Prossima, e il consigliere Iurato, perché non cominciano a pensare di rivedere gli stanziamenti per l’effimero, la cultura, gli eventi culturali, poca cosa rispetto alle somme delle royalties, ma pur sempre in gradi di alleviare situazioni critiche?
Più che sollecitare vecchie strategie di utilizzo diverso di fondi, occorre fare fronte comune contro il governo regionale e contro quello nazionale, finora troppo esitanti nelle strategie di sostegno che vengono tirate fuori per gradi, a gocce, senza una considerazione piena dell’emergenza e, soprattutto senza la contezza delle reali esigenze per la ripresa.
Occorre fare fronte comune, senza distinzione di colore politico, per sollecitare idonee misure economiche per la ripresa, senza fughe in avanti che potrebbero pregiudicare il dovuto.
E Ragusa Prossima, considerate queste competenze in campo di strategie economiche, potrebbe tirare fuori qualche suggerimento su come recuperare i fondi residui della Legge su Ibla, ufficializzando, magari, i risultati del lavoro della Commissione di indagine, che identificò i periodi in cui avvennero i disallineamenti, ma evitò di fare i nomi degli amministratori e dei dirigenti dei tempi incriminati.
Curiosità che, stranamente, non hanno avuto tutte le espressioni politiche presenti in consiglio.

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