di redazione
Intitolata una via della città alla giovane, donatrice d’organi, prematuramente scomparsa nel 2014
Con una sobria ma sentita cerimonia, la via della città di Ragusa, attualmente denominata via 520, è stata intitolata a Laila Busacca, una giovane ragusana di 29 anni prematuramente scomparsa nel 2014 a causa di un aneurisma cerebrale.
La decisione è stata assunta dalla Giunta Municipale, con proprio provvedimento, a seguito di una specifica richiesta che fu presentata, lo scorso anno, al sindaco Federico Piccitto dall’ex presidente del Consiglio Comunale Giovanni Iacono che propose di intitolare una via cittadina a Laila Busacca – donatrice d’organi. Fu appunto grazie all’espianto di alcuni organi della giovane donna, che si poté restituire un futuro e la speranza della vita a cinque pazienti in lista di attesa per un trapianto.
Presente il Sindaco, Federico Piccitto, il Presidente del Consiglio Comunale, Antonio Tringali, e il consigliere Giovanni Iacono, che fu promotore dell’iniziativa, con la partecipazione dei genitori, di parenti e amici della scomparsa, quattro palloncini bianchi ed uno rosso a forma di cuore sono volati verso il cielo, a rappresentare, simbolicamente, le cinque vite a cui la giovane Laila Busacca, prematuramente scomparsa due anni fa, ha regalato un futuro e ridato speranza donando i suoi organi.
Si è conclusa in questo modo con un lungo applauso la partecipata e commossa cerimonia nel corso della quale è stata scoperta la targa toponomastica promossa dall’Amministrazione comunale, per l’intitolazione di una strada della città a Laila Busacca- donatrice d’organi.
Il Sindaco e il Presidente del Consiglio comunale hanno sottolineato il grande gesto di amore compiuto dai genitori di Laila, che hanno consentito l’espianto degli organi della giovane figlia e dato una nuova vita a cinque pazienti in lista di attesa per il trapianto.
Giovanni Iacono, intervenendo, in particolare ha ringraziato il sindaco per aver accolto la sua richiesta presentata due anni prima, nella qualità di massimo rappresentante del Consiglio comunale.
Un ringraziamento particolare Iacono ha voluto indirizzarlo anche all’ex Prefetto di Ragusa, Annunziato Vardè, per aver agevolato tutte le procedure necessarie che consentissero, a pochi anni dalla morte di Laila Busacca, la intitolazione di una strada.
Anche Padre Raffaele, Parroco della Chiesa SS. Annunziata, presente alla cerimonia, ha espresso parole di affetto verso Laila e profonda gratitudine per i genitori che hanno mostrato grande solidarietà ed amore verso il prossimo.
Ci piace ricordare i passaggi istituzionali dell’iniziativa che fu intrapresa, da Giovanni Iacono, con una lettera inviata al Sindaco nella qualità di Presidente del Consiglio Comunale, in data 3 febbraio 2015, che appresso, pubblichiamo integralmente.
A seguito di quella lettera il 13 marzo 2015 vi fu una deliberazione della Giunta Municipale e, poi, la richiesta alla prefettura, in data 7 aprile 2015.
Il 29. dicembre dello stesso anno la Società di storia patria della Sicilia orientale diede parere negativo alla intitolazione della via, perché non erano trascorsi i 10 anni.
Giovanni Iacono volle insistere e rivolse istanza al Prefetto Vardè per un suo parere positivo, viste le ragioni evidenziate nella nota, e l’8 gennaio 2016, nel corso di un incontro, in Prefettura, nell’ultimo giorno di permanenza di Sua Eccellenza a Ragusa, fu accolto dal Prefetto con queste parole: “Presidente, le consegno l’ultimo atto della mia permanenza a Ragusa, questa è l’autorizzazione da lei sollecitata”
Era l’autorizzazione all’intitolazione della via a Laila Busacca, che portava la data del 7 gennaio 2016.
Questo il testo della lettera che Giovanni Iacono inviò al Sindaco:
Al Sig. SINDACO del Comune di Ragusa
Oggetto: proposta di intitolazione di via cittadina
Preg.mo Sindaco,
sottopongo alla Sua valutazione la proposta di intitolazione di una via cittadina a Laila Busacca di 29 anni prematuramente deceduta un anno fa.
Laila, sposata da diciotto mesi, era una ragazza solare, estroversa, con la gioia di vivere. Gioia che manifestava a chiunque essa incontrava.
Tutto questo finiva domenica sera, 26 gennaio 2014.
La corsa in ospedale, la tac, la diagnosi: il sangue aveva inondato il cervello di Laila. La speranza aveva lasciato il posto alla disperazione.
Un aneurisma cerebrale, fulminante, devastante spegneva, per sempre, la carica vitale, il sorriso, i sogni, il futuro, la vita.
Laila rimane in coma dalla domenica fino a martedì sera, fino a quando l’ultimo encefalogramma non risulta completamente piatto.
I genitori vivono un incubo, un dramma indicibile, dichiarano più volte un ‘no’ definitivo all’espianto degli organi.
Improvvisamente, ‘non sanno nemmeno loro cosa sia successo’, quel ‘no’ si trasforma in un ‘si’ convinto e la notte tra il 28 e il 29 gennaio 2014 la giovane vita si spegne regalandosi ad altre vite.
Inizia la catena virtuosa dell’amore e della generosità.
L’aeroporto di Comiso rimane aperto tutta la notte.
Il cuore di Laila è stato il primo ad essere espiantato nella provincia di Ragusa. Oltre al cuore, volato a Cagliari, il fegato è andato ad un bimbo di Roma, i polmoni a Palermo, un rene a Catania e l’altro rene è rimasto nella nostra provincia.
Cinque vite quella notte rinascevano, mentre una se ne andava. Per sempre!
Dopo quattro mesi i genitori ricevono una lettera dal Centro Donazione Organi: tutti i riceventi godevano di ottima salute.
Da un evento drammatico e tragico è nata una nuova vita per cinque persone.
Sono certo che Laila, prima di salire in cielo abbia voluto dare un messaggio di Amore, di altruismo, di generosità civica.
Il modo più semplice, per la nostra Città, di ringraziare Laila e i suoi straordinari genitori è quello di dedicargli la via dove abitava ed abitano i suoi genitori.
La normativa di riferimento (R.D. L. n. 1158 del 10 maggio 1923, Legge n. 1188 del 23 giugno 1927 e successive circolari e disposizioni) prevede che sia l’Amministrazione Comunale a deliberare e presentare istanza al Prefetto e la stessa normativa prevede la possibilità di poter derogare al limite temporale decennale dalla morte.
Io penso che vi siano tutte le motivazioni per superare eventuali cause ostative.
In tal senso vorrei sottolineare la straordinaria valenza valoriale, civica e sociale dell’atto compiuto dai genitori di Laila. L’intitolazione della via a Laila diventa un messaggio forte a sostegno della donazione degli organi.
Da sempre, la Presidenza della Repubblica Italiana, ha sostenuto l’altissimo valore della donazione degli organi.
Penso sia utile riportare, brevemente, messaggi e dichiarazioni delle più alte ed autorevoli personalità della nostra Repubblica e della storia più recente.
L’ex Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi:” La donazione è l’espressione più alta di sentimento, quello dell’amore per la vita, è l’affermazione del diritto a sperare. Con crescente consapevolezza si avverte oggi la necessità di radicare nella coscienza comune la cultura della donazione, come generosa opportunità capace di ridare prospettive di speranza e di vita a coloro che ne hanno bisogno”.
Durante l’ultima edizione, 31 maggio 2014, della Giornata Nazionale della donazione e trapianto di organi e tessuti svoltasi sotto l’alto patrocinio della Presidenza della Repubblica lo stesso Presidente Giorgio Napolitano ha elogiato i risultati ottenuti dalla campagna pubblicità progresso che in 18 mesi aveva fatto aumentare gli iscritti all’AIDO di 50.000 unità.
Queste le parole di Giorgio Napolitano: “La grave insufficienza di donatori di organi può essere colmata solo con uno scatto di sensibilità e consapevolezza dei cittadini, anche superando il tabù del parlare del proprio destino di morte e preparandosi ad un evento che possa avere una ricaduta sociale positiva per chi continua a vivere e anche per chi magari è all’inizio della vita”.
Papa Giovanni Paolo II: “È essenziale non ignorare i valori morali e spirituali che entrano in gioco quando degli individui decidono liberamente e consapevolmente di donare una parte di sé, una parte del loro corpo, al fine di salvare la vita di un altro essere umano. Ogni intervento di trapianto d’organo, come già in altre occasioni ho avuto modo di sottolineare, ha generalmente all’origine una decisione di alto valore etico: offrire senza ricompensa una parte del proprio corpo per la salute ed il benessere di un’altra persona. Proprio in questo risiede la nobiltà del gesto, che si configura come un autentico atto d’amore. Non si dona semplicemente qualcosa di sé, dal momento che, in forza della sua unione sostanziale con un’anima spirituale, il corpo umano non può essere considerato solo come un complesso di tessuti, di organi e funzioni, ma è parte costitutiva della persona che attraverso di esso si manifesta e si esprime.”
Papa Benedetto XVI°: “È lecito aderire, spontaneamente ed in piena coscienza, alla cultura dei trapianti e della donazione degli organi. Io sono iscritto da anni all’associazione e porto sempre con me questo documento dove è scritto che sono disponibile a offrire i miei organi a chi ne avesse bisogno: è un atto d’amore.”
Se può aiutare ad una migliore valutazione della presente proposta sottolineo che il 24 ottobre 2014, l’ANCI-Sicilia con il suo presidente Leoluca Orlando e Federsanità-Anci da me rappresentata, hanno stipulato un protocollo d’intesa con il Centro Regionale Trapianti per sostenere ogni azione con i Comuni e le Aziende Ospedaliere tesa a favorire la donazione degli organi.
Sono ancora tante e lunghissime le liste di attesa. Tante persone che attendono di poter continuare a vivere.
L’intitolazione di una via è un piccolissimo riconoscimento ma ha un altissimo valore simbolico, etico e civico teso ad affermare che la donazione è un dovere morale e sociale.
Dichiaro la piena disponibilità a fornire la massima collaborazione ed eventuali ulteriori informazioni che possano essere utili allo scopo della presente richiesta e certo della Sua attenzione e sensibilità colgo l’occasione per porgerLe i più cordiali saluti.
3.2.2015
Il Presidente del Consiglio Comunale
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