Impiantisca pubblicitaria: un affare di stato ?

di Cesare Pluchino
Dalla riunione di commissione emerge un dato gravissimo: ci sarebbero impianti autorizzati ma non compatibili con le norme

Seduta della 6a Commissione – Sviluppo Economico, Industria, Artigianato, Commercio, Agricoltura, Turismo e Politiche Giovanili, presieduta da Giorgio Mirabella, per discutere di impiantistica pubblicitaria e del riordino del settore.
Assente, del tutto, l’amministrazione, hanno accolto l’invito alla partecipazione il Comandante della Polizia Locale, dott. Giuseppe Puglisi, accompagnato dalla dott.sa Amarù e l’arch. dott.sa Accillaro, in rappresentanza dell’ufficio tecnico, che sostituiva il dirigente arch. Marcello Dimartino.
La partecipazione massiccia dei componenti la commissione, un solo assente nelle file del M5S, sanciva l’importanza dell’argomento e la valenza della seduta sollecitata dal consigliere La Porta e da alcuni colleghi della minoranza consiliare. Non è mancato il tentativo, malcelato, di alcuni consiglieri del Movimento 5 Stelle di sminuire la rilevanza delle seduta, forse infastiditi dal fatto, emerso naturalmente, che l’amministrazione pentastellata indugia troppo nel trovare rimedio alla caotica situazione del settore.
Un dato è emerso, comunque, fin troppo evidente, di un approccio, anche degli uffici, del tutto inadeguato alla consistenza della problematica. In un tavolo dove pochi erano i soggetti che dimostravano padronanza della materia, si è fatto l’errore, forse comune alla trattazione generale della tematica da parte dell’amministrazione e degli uffici, di mettere insieme abusivismo e nuove autorizzazioni, poster (l’impiantistica 6 x 3 ) e targhe direzionali, sicurezza stradale e inquinamento visivo.
Il tutto con una assordante assenza dell’amministrazione, puntualmente stigmatizzata dal consigliere Maurizio Tumino che lamentava l’impossibilità di poter interloquire con la componente politica, la sola in grado di esprimere la volontà delle politiche delle scelte.
Tumino ha recriminato per una giunta assente, latitante, che obbliga ad una riformulazione della convocazione, perché i consiglieri vogliono sapere cosa vuole fare per il passato, per il presente e per il futuro.
Due dati, preoccupanti, emersi dalle parole del dirigente, dott. Puglisi, e dell’arch. Accillaro.
Il comandante della Polizia Locale, introducendo lo stato dell’arte della situazione, ha parlato di una fase di stallo nel tentativo di eliminare gli impianti abusivi, attualmente bloccato per i ricorsi pendenti di fronte al giudice di pace. Non si è certi dell’esito del contenzioso, in quanto alcuni abusivi farebbero appello  all’avvenuto pagamento delle tasse di affissione che potrebbe rendere, di fatto, sanati gli abusi.
Una tesi azzardata che, in ogni caso, non terrebbe conto dell’esistenza di palesi violazioni al codice della strada e direttamente influenti sulla sicurezza stradale.
Ancora più preoccupante il dato, fatto emergere dalla dott.sa Accillaro, sulla presenza di impianti autorizzati ma non compatibili, in parole povere impianti autorizzati dagli uffici in palese contrasto con le norme del codice della strada.
Ci sarebbero in giro anche autorizzazioni che potremmo definire creative, ‘ a tempo ‘, meraviglie della prima repubblica, esilaranti nei contenuti.
Su tutta la questione aleggia la presenza di un famoso piano pubblicitario, partorito a suo tempo in maniera assai discutibile, mai entrato in attuazione, parzialmente utilizzato, alla bisogna, per far valere norme che interessavano, disatteso per altre.
I consiglieri si sono addentrati nell’argomento in maniera stentata, molta retorica e poca sostanza, come se immersi in un grande centro commerciale sconosciuto, senza obiettivi precisi di acquisto.
Disparati i temi trattati, dal regolamento, che appare complicato e vessatorio per le autorizzazioni, alle giuste rimostranze del consigliere Leggio che esigeva, invece, severità e adozione di precise normative tecniche in nome della sicurezza.
Trapelava, da parte di tutti, il tentativo di tutelare gli operatori economici senza fermarsi, per un attimo, a pensare sui costi da imporre, necessariamente, per selezionare l’installazione di impianti.
Sembrava che si volesse concedere tutto a tutti, senza capire che con costi bassi e facili autorizzazioni la città diventerebbe una foresta di cartelli pubblicitari, targhe direzionali, installate anche a 8 km dalla sede dell’azienda, manifesti pubblicitari e pannelli informativi.
Sulla carta ci sarebbero 263 impianti autorizzati, 234 abusivi, su aree pubbliche e private; da un ultimo censimento, del 2013, risulterebbe coperta la superficie utile, prevista dal regolamento, per gli impianti.
Nessuno dei consiglieri, per la maggior parte patiti dell’accesso agli atti, ha chiesto di avere documentazione sugli impianti, sui censimenti, sull’inoltro dei verbali.
Dei temi ambientali si è occupato il consigliere Ialacqua, del Movimento Città, soffermandosi sul forte inquinamento visivo e sull’abbandono della carta di risulta delle affissioni.
Il più concreto, in chiusura della seduta, il consigliere Lo Destro che ha dato un tempo utile all’amministrazione per definire tutte le questioni e le linee programmatiche sulla tematica, fino alla fine del mese di marzo, riservandosi di presentare, dopo questo termine, una proposta di iniziativa consiliare.
La seduta è stata aggiornata, ma, nel frattempo, l’amministrazione dovrebbe dare segnali precisi: dirimere la questione degli abusivi, iniziando da quelli, sicuramente ce ne sono, che non hanno pagato alcunché, parimenti eliminare la selva di targhe indicatorie e direzionali, per le quali è ancora meno probabile il pagamento delle tasse, affidare il riordino del comparto ad un esperto della materia pubblicitaria, avendo l’accortezza, come non fu fatto per la redazione del regolamento, di scegliere soggetti non direttamente interessati nel settore.
Un vero e auspicabile cambiamento sarebbe poi quello di istituire una commissione a cui sottoporre i contenuti grafici, cromatici e redazionali degli spazi pubblicitari che, se artisticamente gradevoli e apprezzabili, possono anche costituire piacevole elemento di arredo urbano. 

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