Gara 2 dei quarti dei playoff del campionato di basket femminile di serie A1 vede il passaggio alle semifinali di Venezia che ha la meglio, a Ragusa, sulla squadra di casa.
Non c’è molto da commentare per una partita che pure aveva visto le squadre alla pari dopo 20 minuti di gioco. Al rientro dagli spogliatoi, un micidiale inizio di Venezia ha subito fornito l’idea di quale sarebbe stato l’epilogo della gara.
Del resto, il divario tecnico e di esperienza fra le due squadre era noto, considerate tutte le vicende negative che hanno affranto Ragusa, il disputare già i playoff è stato un successo: affrontare il campionato con Spinelli indisponibile per Infortunio e perdere per lo stesso motivo l’ultimo promettente acquisto, Yuskaite, sono stati elementi determinanti per la stagione, anche il cambio di allenatore, per quanto apparentemente proficuo, ha lasciato il segno.
Il rendimento di qualche elemento della rosa ha, sicuramente deluso, ma, nel complesso ci sono state ottime prestazioni che depongono a favore di una impostazione della squadra che non può essere criticata.
Il tutto nel contesto di un PalaMinardi desolatamente vuoto, anche per una gara dei playoff, che certo non può costituire propellente per qualsiasi squadra.
Alla fine della stagione, tutto ciò considerato, non si può non ringraziare la proprietà per l’impegno ancora una volta profuso per la società che è andato a vantaggio di una città e di sportivi che non meritano tanto.
Non è il momento di commentare il rendimento delle singole atlete, si spera solo che le scelte per il prossimo anno, al di là della indiscutibile valenza di quelle fatte finora, riescano a trattenere gli elementi veramente validi, per non vederli eccellere, come abbiamo visto fino a ieri, in altre squadre dello stresso campionato.
Ormai la lista è troppo lunga, Ragusa non può continuare ad essere stazione intermedia di crescita e valorizzazione, per gente che va via facilmente, mentre non vengono valutate scelte che brillano altrove.
Sin da ora si può dire che le scelte per le straniere si sono rivelate fondamentalmente azzeccate, servono guardie che hanno dimestichezza con il tiro da tre punti e serve gente di esperienza con le opportune doti di leadership che, forse, hanno costituito la vera mancanza della squadra.
“Siamo dispiaciuti per avere finito la stagione senza essere andati nemmeno alla bella con Venezia – ha detto il tecnico Lino Lardo – la squadra non ha mai trovato la chimica giusta, gli infortuni non hanno mai aiutato ma nelle partite importanti non c’è stato mai risultato. Ci dispiace soprattutto per la società che ha investito su questa squadra, per i tifosi che anche oggi ci sono stati vicini. Arrivando sesti sapevamo che avremmo trovato una delle migliori squadre. Oggi c’era stato l’approccio giusto ma poi siamo andati in debito di fiato, loro già alla fine del primo quarto avevano cambiato tutto il quintetto. Voglio ringraziare la società che mi ha chiamato a stagione in corso, ho trovato un ambiente molto serio, per me un’esperienza positiva nonostante i risultati”.
