Innovare il sistema rifiuti per superare l’emergenza

di redazione
I circoli Legambiente di Ragusa, Modica e Ispica presentano la proposta per andare oltre gli inceneritori, con una specifica ipotesi per il comprensorio di Ragusa

La decisione del governo nazionale di prevedere due grandi inceneritori in Sicilia parte dall’assunto, sbagliato, che l’obbligatorio pretrattamento dei rifiuti urbani residui è uguale all’incenerimento.
Si continua a puntare sull’incenerimento quando l’andamento della produzione di rifiuti solidi urbani è da anni in calo e in controtendenza con le nuove norme approvate dal Parlamento italiano che prevede una serie di interventi sulla prevenzione dei rifiuti, il ritorno del vuoto a rendere, la promozione del compostaggio di comunità.
E non vi è neanche alcuna connessione logica con gli scenari previsti dal nuovo Pacchetto della U.E.  sull’Economia circolare che punta alla massimizzazione progressiva del recupero di materia, obiettivo reso imprescindibile dalla crisi globale di scarsità delle risorse.
Anche l’alternativa proposta dal governo Crocetta per uscire dall’emergenza va nella stessa direzione, l’incenerimento, anzi rilancia: 6 inceneritori più piccoli, di cui uno al servizio delle province di Ragusa e Siracusa, al posto dei due più grandi.
Dimenticando che esistono strategie e strumenti operativi che consentono davvero di procedere sulla strada della riduzione dei rifiuti, del recupero e riuso dei materiali e dello smaltimento della quota residua dei rifiuti in linea con le normative e gli scenari europei.
Come ad esempio gli impianti di pretrattamento a freddo intesi al recupero di materia, cosiddette “Fabbriche dei materiali”, con l’obiettivo di accompagnare una ulteriore crescita delle raccolte differenziate. 
In provincia di Ragusa non servono gli inceneritori – dichiara Claudio Conti componente della direzione di Legambiente Sicilia – con una raccolta differenziata al 65% è possibile recuperare il 73% dei rifiuti. E questa percentuale può salire superando abbondantemente l’80% se si applicasse a tappeto la raccolta porta a porta a tariffazione puntuale (i cittadini pagano per il rifiuto prodotto effettivamente e non in base alla superficie della propria abitazione e a coefficienti presuntivi).
Capoluoghi di provincia come Pordenone, Trento, Verbania, Belluno, Mantova, Novara, Parma, Salerno, Vercelli, Bolzano, Udine, producono ormai meno di 100 kg per abitante all’anno da smaltire contro gli oltre 400 della provincia di Ragusa.
Per raggiungere questi obiettivi c’è però bisogno di nuovi impianti e di nuove regole.
La SRR Ragusa si deve dotare degli impianti necessari ad una corretta gestione come un impianto di Trattamento Meccanico Biologico da 48.000 t., due digestori anaerobici per il trattamento della frazione umida da 15.000 e 20.000 t. e due impianti di compostaggio sempre per la frazione umida (già esistenti e di prossima entrata in funzione) per un totale di 22.000 t.
Con questi impianti si produrrebbero anche 3.000.000 di mc di metano.
La regione Sicilia per far funzionare la raccolta differenziata dovrebbe invece attivare un sistema di premialità/penalità relativo al raggiungimento degli obiettivi, prioritariamente applicato alla gestione della frazione umida, a valere sulla tariffa di conferimento agli impianti di smaltimento/trattamento.
I comuni che aumentano la raccolta differenziata sia dell’umido che degli imballaggi vedono calare la tariffa di conferimento agli impianti, mentre i comuni che mantengono una RD bassa vedono aumentare le tariffe di smaltimento.
A questa misura vanno aggiunti incentivi ai comuni che passano alla tariffazione puntuale, a quelli che riducono la produzione dei rifiuti sotto il 70% della media regionale e a quegli operatori che recuperano cibo altrimenti destinato alla distruzione per donarlo a soggetti in difficoltà economica.
In altre regioni con meccanismi molto simili, ad esempio la Sardegna, si è risolto il problema dei rifiuti e si è attivata una filiera di recupero della materia con effetti positivi anche sull’occupazione.
Un piano di gestione dei rifiuti solidi urbani di Ragusa con rd al 65%
La produzione dei rifiuti della provincia di Ragusa per il 2014 (dati ISPRA) è stata pari a 137.417 tonnellate. Prevedendo una RD al 65%, i rifiuti da smaltire sarebbero CIRCA 48.000 tonnellate.
La tecnologia impiantistica prevista prevede un trattamento Meccanico Biologico a doppio flusso con separazione della parte umida (35%), parte combustibile (35%) e materiali inerti (30%).
La parte umida (17.000 t.) sarà conferita ad un primo impianto di digestione anaerobica con la produzione di biogas, acqua e digestato. 
Il digestato, dopo una fase di biostabilizzazione, sarà conferito in discarica.
Ad un secondo digestore anaerobico verrà indirizzato il 50% dell’umido da RD.
La rimanente parte dell’umido da RD sarà indirizzato agli impianti di compostaggio della provincia di Ragusa che hanno una potenzialità di 22.000 t.
All’impianto di compostaggio sarà inviato anche il 30% dell’umido da RD in uscita dall’impianto di digestione anaerobica.
In tal modo l’umido da compostare risulta circa di 22.000 t. pari alla potenzialità degli impianti di compostaggio.
La potenzialità della digestione anaerobica da garantire sarà di 35.000 t.
I sovvalli da smaltire tra materiali provenienti dall’impianto di TMB, digestato biostabilizzato e scarti dall’impianto di compostaggio saranno pari a 37.000 t.
I fabbisogni impiantistici saranno quindi i seguenti

  1. Impianto di smaltimento per sovvalli da 40.000 mc/anno
  2. Impianto di digestione anaerobica da 35.000 t. da dividere in due impianti uno da 15.000 e l’altro da 20.000 t.
  3. Un impianto da TMB da 50.000 t.
  4. Due impianti di compostaggio uno da 15.000 t. e l’altro da 7.000 t. esistenti
  5. Impianto di selezione del secco (multi materiale leggero, plastiche metalli) esistente

 

L’investimento previsto sarà di circa 26.000.000 di € così suddivisi:

  1. Due impianti di digestione anaerobica 21 milioni di €
  2. Un impianto TMB da 80.000 t. 600.000 €
  3. Un impianto di smaltimento per sovvalli 6 milioni di €

 

I prodotti ricavabili dagli impianti sono:

  1. 15-17.000 t./a di compost di qualità da utilizzare in agricoltura
  2. 5.000.000 di mc di biogas o 3.000.000 di mc di metano per produrre energia elettrica e calore da vendere
  3. 25.000 mc di acqua da utilizzare in agricoltura

 

I rifiuti sottratti alla discarica o all’inceneritore sono pari al 73% dei rifiuti prodotti, che aumenteranno se l’obiettivo di RD dovesse essere superiore al 65%, cosa possibile se si guardano centri urbani di dimensioni simili ai comuni della provincia di Ragusa.

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