A seguito della partecipazione, assieme ai colleghi Presidenti di altri Comuni della provincia, alla manifestazione per la legalità, svoltasi a Vittoria, il Presidente del Consiglio Comunale di Ragusa, Antonio Tringali, ha diffuso una nota dai contenuti pregnanti, segnale che vuole proseguire la strada segnata dal suo predecessore, Giovanni Iacono, che della Consulta fu l’ispiratore e colui che ne voleva fare un organismo, possibilmente istituzionalizzato, che non rimanesse solo tavolo di riunione per esibizioni retoriche ma diventasse organo importante, al di sopra delle divisioni ideologiche e partitiche, per una azione unitaria e produttiva per la valorizzazione e lo sviluppo dei territori, in un’ottica di coesione e di intenti comuni.
Questo il testo della nota diramata dal Presidente Tringali:
“E’ stata una giornata di riscatto a cui la Consulta dei Presidenti dei Consigli Comunali del territorio ibleo non ha voluto mancare.
Ieri mattina a Vittoria la marcia per la legalità è stata vissuta come un’azione corale e forte di denuncia, ma anche come prova di determinazione di un territorio contro il malaffare. Ho marciato con orgoglio accanto agli altri presidenti, primi cittadini, associazioni, sindacati, mondo del volontariato e ragazzi.
Ritengo che potrebbe essere interessante e produttivo lavorare tutti insieme affinché una simile iniziativa possa divenire itinerante, dunque toccare tutti i comuni della nostra provincia per dare un segnale forte di coesione contro ciò che non ci appartiene.
È intendimento della Consulta dei Presidenti dei Consigli Comunali incontrarsi quanto prima e verificare in che modo sia possibile redigere un programma di iniziative ed eventi che abbia come comune denominatore la legalità.
Ogni territorio ha il dovere istituzionale, sociale ed etico di esprimere con forza il desiderio di legalità e respingere in modo palese azioni criminose.
Lo vogliamo fare tutti insieme, come Consulta dei Presidenti, chiedendo il sostengo ai vertici istituzionali, alla conferenza dei sindaci e alle nostre comunità per continuare a marciare tutti insieme”.
