Poca pubblicità per l’appuntamento con Di Battista con Cancelleri in avanscoperta

Quelli del Movimento 5 Stelle sovvertono sempre quelli che sono i canoni della comunicazione, appuntamento a Ragusa, con Alessandro Di Battista, che non è quello dell’i-Day, che si terrà domenica a Catania, ma un incontro sulla tematica delle banche. Poca la comunicazione al riguardo, se si eccettuano le condivisioni del post per l’evento su facebook che parecchi consiglieri, come soldatini, hanno diligentemente attivato.
In avanscoperta, arriva, il giorno prima, a Ragusa l’on.le Cancelleri, per delle interviste radiofoniche e in televisione.
Sembra come per gli spettacoli del circo, quando, nel giorno precedete al debutto, la città è invasa dai promoter del circo che distribuiscono biglietti, posizionano locandine e portano in giro l’attrazione principale dello spettacolo.
Quanti si attendevano passaggi importanti riferibili al Movimento 5 Stelle di Ragusa, agli amministratori, alle fibrillazioni interne al meetup e nei rapporti fra gruppo consiliare e giunta municipale, ai dissidenti, ai sospesi dal Movimento, agli espulsi rientrati, sono rimasti profondamente delusi.
Colui che viene, da tutti, anche dagli avversari politici, considerato come il prossimo presidente della regione ha malcelato una realtà ormai assodata, ostentando solo il verdetto finale che dovrà essere dato dalla base, ma sappiamo come, per esempio, è andata a finire a Roma.
Giancarlo Cancelleri ha parlato di una maggiore esperienza e della consapevolezza acquisita su come deve essere amministrata una regione, glissando sulla composizione della eventuale squadra di governo e anticipando di essere al lavoro per capire cosa c’è all’interno della mastodontica macchina amministrativa regionale dalla quale si vuole far emergere il meglio.
Il capogruppo 5 Stelle all’Assemblea Reginale Siciliana ha toccato i temi emergenti della politica regionale, mostrando di intravedere le soluzioni per tutto, per nulla intimorito da esperienze come quelle di Ragusa o di Roma dove la realtà dell’amministrare si è scontrata con le mirabilie dei programmi elettorali.
Tutti settori sono stati oggetto di considerazioni, di eclatante l’annuncio di voler eliminare, una volta al governo dell’isola, l’UREGA e le Soprintendenze ai beni culturali.
Su Ragusa, sull’amministrazione a 5 Stelle capitanata da Federico Piccitto, sul gruppo consiliare al Comune e sugli attivisti locali poche battute, con qualche cenno isolato meritevole di menzione.
Nel ribadire che a nome del Movimento possono parlare solo gli eletti, quindi Sindaco e consiglieri comunali, escludendo, di fatto, gli assessori, ha chiarito che “tutti gli altri non fanno parte del Movimento”, a questo punto nemmeno gli iscritti.
Rispondendo ad una eccezione sui giudizi della consigliera 5 Stelle, attualmente sospesa dal Movimento, sulla mancata attuazione del programma elettorale, Cancelleri ha detto che “gli sembra che a Ragusa stia andando molto bene”
Sui rifiuti si adagiato sulla massima ‘mal comune mezzo gaudio’, perché ha evidenziato che a Palermo la differenziata è al 4 %, a Caltanissetta al 12%, quindi il dato di Ragusa, sul 17 /20 %, è da considerarsi positivo, nel contesto di un settore che, secondo l’autorevole esponente pentastellato, potrà vedersi a regime fra 10/15 anni, almeno, perché occorre ripartire da zero in tutti i comparti del settore, differenziata, compostaggio, estrusione e altro.
Sul passaggio, in città, che ci sarebbe stato, dalla gioia per l’elezione di Piccitto alle fratture insanabili fra gli attivisti e l’amministrazione, costretta ad essere pragmatica piuttosto che seguire pedissequamente i voleri del meetup, Cancelleri si è prodotto in alcune considerazioni, alcune delle quali non potranno che suscitare reazioni polemiche come per quella sfornata, a Roma, ultimamente, da Di Maio.
Ricordando che Ragusa è stata classificata come 4ª città, in Sicilia, per investimenti pubblici, con un considerevole appeal culturale sul quale è bene che vengano investite somme importanti, ha sottolineato la vastità del territorio che impone impegni non indifferenti per l’amministrazione, considerando quasi entità a sé stanti Ragusa, Ibla, Marina di Ragusa e la frazione rurale di San Giacomo.
Toccato il tema delle ricerche di idrocarburi per il quale ha giustamente sgombrato il campo da ogni equivoco polemico sulle reali intenzioni del Sindaco Piccitto, che ha solo concesso una licenza edilizia per la base in cemento atta ad ospitare le attrezzature autorizzate in sede regionale e nazionale, mentre ha significato la netta opposizione di un governo eventuale di marca 5 Stelle per ogni tipo di perforazione per la ricerca e lo sfruttamento di giacimenti nel sottosuolo.
Aggirata, senza nessuna risposta, invece, una domanda sulle costruzioni in verde agricolo, per le quali l’amministrazione di Ragusa continua a mostrare notevole ritardo nell’emanazione di norme chiare e definitive.
In particolare ha voluto sottolineare che a Ragusa le cose non vanno male, che la città è considerata, anche da Beppe Grillo, la punta di diamante, insieme con Torino, fra le 40 amministrate dal Movimento 5 Stelle.
Nel corso delle sue interviste, Giancarlo Cancelleri ha acclarato il dato che i consiglieri che sostengono Piccitto in consiglio comunale sono 15 e ha riconosciuto di essere intervenuto, più volte, a Ragusa per dirimere questioni interne del Movimento, pur ribadendo che lui non decide nulla in merito, non citando, però, che, una volta, si era fatto garante degli accordi fissati, esattamente nel gennaio 2015.
La battuta che, inevitabilmente, susciterà qualche rilievo è quella che i 5 Stelle avrebbero portato, a Ragusa, “innovazioni di standard europeo”, più precisamente che “alcune opere pubbliche hanno reso la città con standard europei” e che ”altrove queste cose non ci sono”.
Molto più rispondente alla realtà la considerazione finale che Ragusa sarà la prima città, amministrata dai 5 Stelle, ad essere chiamata per il rinnovo delle cariche amministrative, per l’elezione del nuovo sindaco, sarà quindi Ragusa a dover dare la prima grande riconferma, a livello nazionale, per il Movimento.

Considerati i contenuti delle tematiche trattate da Cancelleri, sarà verosimile ritenere che ancora di meno potremo ascoltare da Di Battista sulla politica locale del Movimento, se non qualche altra sporadica esaltazione dell’amministrazione guidata da Federico Piccitto, cosa che riteniamo, per buona parte, del tutto legittima.
Per ora siamo fermi, ed è forse naturale, alle prime mosse propedeutiche alla campagna elettorale per le regionali.
Dalla parte del Movimento 5 Stelle, per ora, il grande vantaggio dell’esistenza di un Movimento, a livello nazionale, regionale e, formalmente, anche locale, con leader riconosciuti, con eletti che si muovono per il Movimento, con programmi elettorali definiti nelle grandi linee, con linee programmatiche che affascinano, comunque, l’opinione pubblica e sono foriere di quel consenso che, dai sondaggi, è in costante aumento, nonostante i fatti di Roma o le piccole beghe di Ragusa.
Dall’altra sponda partiti in disgregazione, o già disgregati, una pletora di movimenti, laboratori e liste civiche di dubbia consistenza e opinabile consenso che, almeno fino ad ora, non mostrano di essere in grado di attirare i necessari consensi e dare vita ad una campagna elettorale fondata sulle reali esigenze della collettività e non improntata agli scontri personali per egemonie di piccolo potere locale.

La prossima campagna elettorale sarà come l’ultima sfida di Ragusa con Schio: o saremo subissati dalla potenza di fuoco dei favoriti per la vittoria o, se qualcuno sarà in grado di mostrare gli attributi, i favoriti saranno sconfitti, sarà, in ogni caso, una grande sfida, un grande spettacolo.

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