La corsa a sindaco di Ragusa assume toni da guerra fredda

Poteva e doveva essere un giorno di quelli inutili, sospeso fra la festività domenicale e quella del 25 aprile, il classico ponte che non doveva offrire nulla di istituzionalmente e politicamente importante.
È stata trasformato, invece, in una giornata campale dal punto di vista dello scontro elettorale fra i candidati a sindaco e anche fra i candidati a consigliere comunale.
Campagna elettorale che, finalmente, si fa viva, accendendo gli animi e rendendosi, si spera, artefice di un contenimento dell’astensione che caratterizza le ultime consultazioni.
Per dipingere il quadro della giornata si deve partire dall’apertura, dopo anni di chiusura per indispensabili adeguamenti di sicurezza che avrebbe dovuto realizzare il Comune, proprietario dei locali, del Museo Archeologico di via Natalelli.
Apertura con tanto di nastro da inaugurazione che ha visto, in prima fila la presenza dell’on.le Assenza, deputato capogruppo di Fratelli d’Italia alla Regione, il soprintendente di Ragusa, DeMarco, il Direttore del Museo, in quanto Direttore del Parco Archeologico, Buzzone, il sindaco Cassì e il suo assessore alla cultura, Clorinda Arezzo.
Apertura che abbiamo già definito, in sordina, apertura che, dopo indecenti ritardi, poteva essere evitata come festosa cerimonia, perché ci sarebbe stato solo da vergognarsi.
Ma era improponibile, in periodo di campagna elettorale, per il sindaco Cassì, farsi scappare l’occasione di far passare quattro lavori obbligati per la sicurezza, come importante opera del mandato. Basti pensare che nei suoi post viene citato anche il rifacimento dei bagni, conformi anche alle direttive per i disabili, come se fosse qualcosa di straordinario.
E proprio sulle questioni dei disabili e dell’accessibilità per i disabili al Museo è inciampato, rovinosamente Cassì. Dopo la festa si sparge la voce che per il Museo manca del tutto l’accessibilità per i disabili, c’è solo una scala per accedere al piano dell’esposizione, non ci sono ascensori o ausili meccanici per permettere l’ingresso agli impediti o alle carrozzelle.
In pratica, un parterre di notabili ha fatto festa, dimenticando chi è diversamente abile che, peraltro, va tutelato per legge.
Naturalmente, tutti gli strali sul ricandidato sindaco, anche in maniera poco opportuna, come avremo modo di scrivere in altra parte del giornale.
Tanto che l’attuale primo cittadino è costretto, dopo il canonico comunicato per la riaperta della struttura, ad un secondo post e a un secondo comunicato stampa per assicurare che nei giorni a seguire saranno predisposti gli opportuni accorgimenti per permettere l’accesso ai disabili.
Una pezza peggiore del buco, considerato anche che le preannunciate attrezzature, il cosiddetto “scoiattolo”, da gente che vive la disabilità, sono considerate precarie e non idonee per tutti i diversamente abili.
In ogni caso il diluvio di commenti negativi alle dichiarazioni del sindaco ha messo in risalto che si è avuta fretta solo di aprire con tanto di festeggiamento, ma i disabili non hanno potuto partecipare.
Un autorevole commento è stato quello che ha così concluso: “In questi 5 anni ancora non ha capito le problematiche relative alla disabilità e all’inclusione sociale. Rifletta… “
Come accennato, in altra parte del giornale riferiremo di quanto accaduto all’uscita del Museo, episodio che Cassì ha definito messinscena di dubbio gusto per strumentalizzare un tema delicato, organizzata da qualcuno ben identificato, “con tanto di attore inconsapevole, figuranti facilmente riconducibili ed egli stesso appostato a filmare”
Il sindaco conclude con la solita recriminazione che la città non merita una campagna elettorale degenerata a questi livelli, il solito piagnisteo sui metodi di campagna elettorale che non condivide, noi vorremmo un sindaco che, intanto, faccia nomi e cognomi delle persone che avrebbero organizzato il tutto, vorremmo un sindaco che reagisca, anche se difendere quanto accaduto relativamente alla mancata accessibilità del Museo è assai difficile.
Una nostra riflessione è quella che l’on.le Assenza ha partecipato, nonostante tutto, alla cerimonia, speriamo che intervenga, adeguatamente con l’assessore regionale per quanto di grave accaduto, ma c’erano anche i vertici della soprintendenza, il direttore del Museo, i padroni di casa, che nessuno ha tirato in ballo.
Del resto, ci pare, se non andiamo errati, che accedere alla Soprintendenza è altrettanto difficile, se non impossibile per i disabili.
Il qui bus della questione sta proprio nel fatto di identificare di chi sono le responsabilità per la mancata accessibilità e chi di dovere dovrebbe pagare andando a casa, sindaco o vertici della soprintendenza che, peraltro, a proposito del Museo a Ibla e di altre emergenze locali, non mancano di forti responsabilità, solo per non denunciare pubblicamente quello che non va e le mancanze dell’assessorato regionale.
Ripetiamo, confidiamo solo nell’azione dell’on.le Assenza che, a Palermo, potrà attivare le giuste manopole per far restituire le dovute attenzioni a Ragusa.

Ma la giornata non è finita, perché intanto l’on.le Assenza, intervenendo alla presentazione della lista di Fratelli d’Italia per il rinnovo del Consiglio Comunale, non ha avuto parole tenere per Cassì, ritenendolo, di fatto, inadeguato al ruolo, appunto per quanto accaduto al Museo, in mattinata e anche per l’inadeguatezza dimostrata per la vicenda aeroporto di Comiso.
Senza mezzi termini si è espresso per l’esigenza inderogabile di una alternativa a Cassì per restituire luce e futuro alla città.
In altra parte del giornale, ci occupiamo anche della serata dedicata alla presentazione della lista di Fratelli d’Italia, in occasione della quale sia il senatore Sallemi che il candidato Giovanni Cultrera hanno avuto parole di inusitata durezza nei confronti di Cassì.
Lo scontro è ormai aperto e non promette nulla di buono, i toni si sono accesi, anche per l’atteggiamento quasi sfottente di Cassì, per cui lo stesso non ha nulla per cui lamentarsi.
Ne vedremo delle belle.

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