C’è un po’ di disorientamento provocato dall’accavallarsi di notizie, non sempre dotate di fondamento e di fonti attendibili.
Così come avviene, solitamente, in ambito sanitario, il trasferimento avrebbe dovuto essere oggetto di regolari bollettini medici, almeno due, uno a metà giornata e un altro alla fine, per informare dello stato di avanzamento dei lavori.
La mancanza di notizie è stata aggravata dall’intervento della Magistratura, tramite la Guardia di Finanza, e dall’allarme che hanno suscitato le letture delle comunicazioni alla Direzione del Prefetto e del Sindaco.
Tutti interventi assolutamente legittimi e dovuti, secondo le rispettive competenze, ma si resta alquanto delusi perché, al netto di questi interventi dovuti, sembra che la platea, più o meno interessata, non aspetti altro che la debaclè, il fallimento dell’operazione.
Non è altro che una replica di quanto avviene in politica, quando si aspetta e si inneggia al disastro per gioire e insediarsi sulle macerie.
Il sintomo di questa atmosfera è che non c’è una sola voce che si mette a disposizione, che offra collaborazione, che dica cosa serve e cosa potrebbe servire.
Senza capire che a soffrire di eventuali ritardi è la comunità, cinico il comportamento di chi persegue fini personali, politici, sindacali, professionali, e l’opinione pubblica, come fa per la politica, assiste impotente allo spettacolo.
Intanto la Direzione strategica, formata dal direttore generale Maurizio Aricò, dal direttore sanitario Pino Drago e dal direttore amministrativo Elvira Amata, ha reso noto, al termine di un briefing pomeridiano, lo stato dell’arte legato al trasferimento delle divisioni del Civile e del Maria Paternò Arezzo nel Nuovo Ospedale di Ragusa-Giovanni Paolo II.
La direzione generale, in merito, alle indagini affidate dalla Procura alla Guardia di Finanza, rinnova la massima disponibilità nel collaborare con la Magistratura.
Precisa che non c’è stata nessuna apposizione dei sigilli nel nuovo presidio, ma soltanto la concessione in uso dedicato di una stanza dove la stessa Guardia di Finanza ha depositato il materiale che ha ricevuto dall’Asp per le indagini.
Per quanto riguarda, invece, il trasferimento lo stesso ha subito, di contro dei rallentamenti anche se le operazioni sono in pieno svolgimento.
La direzione ha posto in essere una intensa attività di programmazione volta all’attivazione del Nuovo Ospedale di Ragusa “Giovanni Paolo II” con un’ampia condivisione di tutti gli attori afferenti ai diversi profili professionali amministrativi, tecnici e sanitari.
«Le attività sono state avviate con linee guida e protocolli procedurali volti alla salvaguardia delle attività assistenziali, demandando la gestione delle eventuali urgenze alle pari specialità presenti nelle altre strutture aziendali, segnatamente presidi ospedalieri di Modica e Vittoria;
in merito alle specialità non presenti in altre strutture aziendali, sono state allertate l’Asp di Siracusa e diverse Aziende Ospedaliere insistenti nel territorio di Catania» – afferma il manager Maurizio Aricò.
Le attività di trasferimento, come annunciato in conferenza stampa la scorsa settimana, sono cominciate martedì 20 giugno con il trasferimento di arredi ed attrezzature, quale adempimento prodromico all’accoglienza dei pazienti.
Inoltre, al fine di facilitare e rendere snello il processo, i Direttori delle varie Unità Operative interessate hanno, con apposita programmazione, provveduto a completare il percorso assistenziale dei pazienti presenti in reparto, che hanno così potuto essere dimessi.
«Ad oggi le procedure di trasferimento sono in fase di svolgimento. Si registra un lieve slittamento rispetto a quanto originariamente programmato, stante l’insorgere di alcune problematiche tecniche per le quali sono in corso di attuazione le opportune soluzioni» – dice ancora Maurizio Aricò che aggiunge: «Si rassicura la collettività sul funzionamento complessivo del sistema di assistenza ospedaliera nell’intero territorio del Libero Consorzio Comunale di Ragusa: in particolare, tutti i pazienti che hanno sviluppato problemi gravi o urgenti, sono stati regolarmente assistiti nelle strutture aziendali».
