La politica di piccolo cabotaggio che non si addice al Partito Democratico

Comunicati pieni di enfasi e pomposi, che vorrebbero far apparire l’attività amministrativa come risultato delle sollecitazioni dell’opposizione.
È un malvezzo diffuso, quello del ‘l’avevamo detto noi’, prodotto di una opposizione che, raramente, si butta sui problemi reali e imbarazzanti, non solo in questa sindacatura, preferendo fare opposizione di facciata.
Riconosciamo che questa amministrazione è anche specialista del “noi ci avevamo pensato”, ma a tutto c’è un limite.

L’amministrazione comunale rescinde il contratto con la cooperativa che si occupava della gestione dei servizi cimiteriali, secondo il consigliere D’Asta ha preso atto delle segnalazioni provenienti dai consiglieri del Partito Democratico.
In effetti ci sono state delle segnalazioni, ancorché insistenti su questioni inerenti il personale, che, occorre ricordarlo, non è dipendente del Comune ma di una ditta privata, questioni che, comunque, sono state oggetto di interessamento del competente assessorato che ha inoltrato diffide e avviato azione legale per il rispetto dei termini contrattuali.
Varie inadempienze contrattuali hanno innescato un’azione degli uffici, fatta di sanzioni, di avvisi, di diffide, che si sono risolte in una risoluzione del contratto, avvenuta, non come si vorrebbe far apparire, per le sollecitazioni delle opposizioni, ma dopo attenta valutazione degli aspetti legali.
Del resto, questa amministrazione, e l’assessorato ai due rami in particolare, hanno già una storia di rescissioni di contratti che si può considerare epocale nella storia di Palazzo dell’Aquila, ci riferiamo al contratto con la Lamco, che è stato affrontato a viso aperto dal Sindaco e dall’assessore Iacono, nell’esclusivo interesse della città.
Lo stesso non si può dire delle opposizioni che, talvolta, come accaduto anche nella precedente consiliatura, sollevavano problemi simili, non tanto nell’interesse della collettività, quanto di ditte escluse dall’appalto, interessate solo a creare confusione nel tentativo di rientrare.
Ora c’è la rescissione, l’affidamento del servizio, con regolare procedura, ad altra impresa, in attesa della gara alla quale, se la vecchia ditta potrà partecipare, nonostante il contenzioso con il Comune, sarà l’apposita commissione a stabilirlo o la legge, addirittura, e non certo gli amministratori o tantomeno le opposizioni, magari in cerca di tutela per qualche ditta ‘amica’.

Anche il servizio del 118 di ambulanza al Maria Paternò Arezzo è stato riattivato e un altro consigliere del PD si trastulla a far comunicato per dire che “a volte le sollecitazioni servono”, con l’aggiunta che la sollecitazione era rivolta, come sempre al Sindaco, che non ha competenze ma veniva coinvolto come massima autorità sanitaria della città, ma nel comunicato non è per nulla coinvolto come possibile elemento che abbia contribuito a far rimettere le cose a posto.
IL caso della mancanza dell’ambulanza al Maria Paternò Arezzo era una delle tante performance dell’organizzazione regionale che si trova con un parco automezzi da rottamare e senza una vettura sostitutiva per ogni città.
Così si sfascia il mezzo di Pozzallo e si porta lì quello di Modica, quello di Ibla va a Modica, ma nessuno alza la voce per un sistema dell’emergenza assistenziale che non è al passo con i tempi.
Servirebbe levare alta la voce, anche quando ci sono discrasie in provincia, perché come si vede, la discrasia in provincia si riflette su una postazione del 118 diversa.
Ma l’importante è cercare il Sindaco per dirgli qualcosa, cercare l’assessore regionale, il presidente, i vertici locali della sanità o direttamente quelli del SEUS da cui dipende il servizio non è concepito da queste opposizioni che, come loro stessi ammettono, fanno solo politica e solo al politico si rivolgono, ma, spesso, a quello sbagliato.
Per restare in tema di sanità, per esempio, perché non occuparsi delle file nei siti vaccinali e per i tamponi, perché non andare a verificare organizzazione, orari, prenotazioni, disponibilità dei vaccini, disponibilità di personale e sistema dell’accoglienza di anziani e soggetti fragili che vengono lasciati al freddo e al sole, senza che nessuno si preoccupi?

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