di Cesare Pluchino
Rilevi e controdeduzioni alla risposta dell’amministrazione per l’interrogazione dei consiglieri Migliore e Nicita sull’attività di volontariato dell’associazione AEOP /AEZA, stilate da un legale su specifico mandato
L’esame della relazione inviata dal legale delle consigliere Sonia Migliore e Manuela Nicita al Sindaco, al Presidente del Consiglio Comunale e al Segretario Generale, oggetto di un incontro con i rappresentanti degli organi di informazione, permette di ripercorrere i punti salienti oggetto della interrogazione sull’attività di volontariato dell’associazione AEOP /AEZA, della corposa risposta dell’amministrazione e della successiva, fino ad ora inusuale, raccolta di rilievi e controdeduzioni presentate da un legale al quale le consigliere hanno conferito specifico mandato.
Si può, innanzitutto, dire che l’articolata relazione del legale, l’avv. Filippo Basile, del Foro di Catania, componente dello Studio Libertini e Associati, costituisce una novità sullo scenario della vita amministrativa locale: usuale per un Comune essere chiamato in giudizio con ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale, inusuale che a farlo siano una o più componenti delle opposizioni.
Inevitabile che la dettagliata raccolta di rilievi e contro deduzioni, stilata in perfetto linguaggio giuridico, costituisca un elemento di valutazione diverso dalle consuete note dei consiglieri comunali, ancorché le consigliere avrebbero potuto far loro la nota e presentarla, ammettendo di essersi avvalse di consulenza legale.
Ci sarà una strategia anche nella scelta di mettere in prima linea il legale, senza ancora aver inoltrato il ricorso al TAR.
La relazione ripercorre gli elementi messi a fuoco nella interrogazione: la posizione del consigliere comunale Gulino che, in qualità di vicepresidente dell’associazione di volontariato, si porrebbe in conflitto di interesse perché l’associazione percepisce contributi economici dal Comune e lo stesso è parte attiva in deliberazioni e atti riguardanti l’associazione.
L’associazione sarebbe priva del requisito dell’iscrizione al registro generale regionale del volontariato, condizione espressamente richiesta dall’avviso pubblico rivolto alle associazioni di volontariato.
Mancherebbero, come evidenziato nell’interrogazione, giustificativi di spesa in relazione ai rimborsi erogati dal Comune.
Ci sarebbe un utilizzo improprio dei volontari, oltre a discrasie fra numero di volontari e numero di associati e insufficienti coperture assicurative.
Sarà per il linguaggio giuridico che rende più severi i contenuti della relazione, ma non si può evitare di considerare pesanti i rilievi mossi nella nota.
Per il legale la risposta dell’amministrazione non affronta in maniera puntuale le specifiche problematiche sollevate nell’interrogazione, si intravede, addirittura, un tentativo di ricostruire diversamente i fatti, con l’adozione di un modello di risposta che sarebbe estraneo alle finalità dell’istituto dell’interrogazione consiliare.
Si arriva a censurare divagazioni e inutili considerazioni per un atto che dovrebbe prediligere uno stile asciutto e schietto. Viene evidenziato come l’interrogazione sia espressione del potere di indirizzo politico dell’organo consiliare, mentre la risposta attiene ai normali compiti di amministrazione in senso lato
In conclusione, le risposte dell’amministrazione vengono considerate inadeguate e gravemente elusive delle circostanziate denunce.
Si considerano non attinenti i contenuti della lunga dissertazione iniziale sull’istituzione del servizio degli assistenti civici in città.
Non sono condivise assolutamente, non essendo né convincenti né pertinenti, le argomentazioni sulla mancanza del requisito di iscrizione al registro regionale del volontariato: sulla questione il legale si sofferma con abbondanza di citazioni normative, giudicando severamente come pretestuosi e di nessun pregio giuridico gli argomenti addotti per giustificare la mancata iscrizione che viene ampiamente dimostrata essere inevitabile.
Se meritevole di ulteriori approfondimenti appare alla questione legata ai rimborsi forfettari, senza giustificativi contabili di riferimento, parimenti si pende atto di quanto risposto per il numero dei volontari e per le coperture assicurative.
Notevoli riserve vengono espresse a proposito della posizione del consigliere Gulino, in palese conflitto di interessi, secondo il legale che, in ogni caso, sconsiglierebbe il perdurare di situazioni al limite della giurisprudenza sulla materia e del tutto da evitare per motivi di opportunità politica.
Le conclusioni giudicano la risposta, eccessivamente prolissa, del tutto elusiva e sfuggente, gravemente erronea e capziosa sui punti più qualificanti.
Stupisce – continua la relazione – nella risposta dell’amministrazione, il tentativo di riscrivere i fatti di cui all’interrogazione, nel malcelato intento di rendere meno evidenti e percepibili le gravi lacune e omissioni relative alle attività dell’associazione di volontariato.
Si arriva, addirittura, a tacciare di ‘falsità’ i fatti siccome rappresentati nell’interrogazione, aspetto che, per le affermazioni gravi e temerarie, non farebbe tollerare ulteriormente le stesse, ove, in denegata ipotesi, si dovesse registrare un atteggiamento di perdurante inattività o, peggio, di copertura, rispetto alle denunce contenute nella interrogazione.
In definitiva si rassegna l’auspicio di un intervento risolutore e di una risposta dell’amministrazione, anche attraverso un intervento dell’organo di garanzia della legittimità degli atti, adeguata alla gravità dei fatti evidenziati, facendo, comunque, ampia e illimitata riserva, ove occorresse, di ulteriori richieste, o denunce, non escluse quelle all’Autorità Giudiziaria.
