La rassegnazione nel Movimento 5 Stelle ibleo

I fatti del Movimento 5 Stelle relativi alla candidatura a Sindaco di Vittoria, aggiungono un altro tassello alla storia del disfacimento del Movimento, che va avanti dall’ambito nazionale a quello locale.

Riportiamo appresso delle riflessioni della deputata reginale Stefania Campo e di Pippo Re, esponente del Movimento di Vittoria, riservandoci di esternare alcune nostre considerazioni in altra parte del giornale.

Desideriamo solo ricordare che la base del Movimento 5 Stelle di Vittoria non aveva accettato la candidatura a Sindaco dell’avv. Gurrieri, un ex PD, sostenuta dalla lista presentata da una esponente locale del Movimento, ex consigliere comunale, Valentina Argentino.
Si diceva che dovesse essere la piattaforma Rousseau a certificare la candidatura, invece, forse comprendendo che non c’erano i numeri per prevalere, i vertici del Movimento hanno pensati di decidere autonomamente e hanno approvato la candidatura di Gurrieri.
Al momento, in attesa degli sviluppi della situazione, l’unica a prendere posizione sulla vicenda, è stata l’on.le Campo, deputata regionale, consuete assenze e totale latitanza politica della deputazione nazionale ede europea.

Queste le riflessioni di Stefania Campo, affidate alla sua pagina facebook:

Da oggi parte una profonda riflessione sul chi siamo e sul dove stiamo andando. Non siamo più Movimento? Sicuramente è vero, siamo un partito a tutti gli effetti però ci manca la struttura dei partiti e abbiamo capito che questa non è per niente una cosa buona perché crea confusione, incomprensioni e spaccature (aspettiamo gli Stati generali sperando di risolvere).
Abbiamo dei leader, alcune decisioni ci vengono calate dall’alto come, per esempio, la candidatura a sindaco nel comune di Vittoria.
Le famose regole che prima erano di rigida applicazione adesso sono interpretabili e derogabili.
In molti casi uno non vale più uno, c’è quando vale zero e quando invece 100.
A volte, quando si compongono le liste si pensa che un nome altisonante, o quello di un grosso imprenditore, sia meglio di quello di un meno conosciuto e onesto cittadino che per anni si è speso dentro il movimento investendo tempo, energie e denaro.
Abbiamo capito che il consiglio comunale è importante, è una vera e propria palestra e abbiamo istituito il mandato zero, abbiamo anche capito che non è vero che la politica la può fare chiunque ma ci vuole tanta dedizione, forza, studio, competenza e appeal.
Per fortuna restiamo onesti e per fortuna continuiamo a lottare per restituire equità sociale in questo paese, livellare i costi della politica e tutelare i nostri luoghi e l’ambiente in cui viviamo. Per fortuna gli impegni presi cerchiamo in tutti i modi di rispettarli e agiamo con il buon senso del padre di famiglia.
L’onestà e i principi a quanto pare non bastano! A questo punto molti si definiscono delusi e lasciano i meetup, l’attivismo che prima invadeva le piazze con gazebo ed eventi adesso lo dobbiamo tirare noi portavoce a forza come quando trascini con una cordicella un elefante che non vuole muoversi.
Il Movimento lo paragono ad un figlio, il figlio di Beppe e Casaleggio, che adesso è adolescente, autosufficiente, ragiona con la propria testa, vuole sentirsi grande ma ancora è in una fase di transizione, sta abbandonando lo stato fanciullesco per prepararsi ad essere adulto. Il figlio siamo noi, il Movimento non è certo un’entità astratta, è composto da persone in carne ed ossa. Come ogni figlio, in fase adolescenziale cerca di accettare, bene o male, i cambiamenti fisiologici e inevitabili della crescita. A tutto questo si può reagire in vari modi, tutti finalizzati a riaffermare la propria identità, ci si sforza di gestire un nuovo corpo adulto con cui ancora non si è presa piena dimestichezza.
Diventeremo grandi, passerà anche questo momento, l’unico modo per farlo è capire che senza di noi, senza ogni singola persona, senza ogni particella di questo organismo, il movimento non esisterà più.
Magari a qualcuno può non interessare ma non mi sto rivolgendo a chi è deluso e vorrebbe andare via, anche, ma soprattutto mi rivolgo a chi, in questo momento, ha ruoli decisionali e pensa di poter fare a meno dei portavoce locali e della base o di una parte della base, a chi prende decisioni importanti senza averla mai consultata o ascoltata veramente.
Quando mi sono candidata alle regionali mi ero paragonata a un orecchio gigante, come sapete sono di origini siracusane e qua abbiamo il famoso orecchio di Dionisio. Dopo aver ascoltato tutti, l’orecchio si trasforma in una grossa cassa di risonanza e le voci le amplifica riverberandole con un eco. L’eco oggi ripete che gli errori sono tanti e ci stanno, servono a capire e a migliorare, ma uno di questi non lo possiamo commettere.
Le persone in gamba, soprattutto quelle che da tempo fanno parte di questo gruppo politico, dovrebbero essere valorizzate e tutelate e non gettate via come se nulla fosse.

Queste le riflessioni di Pippo Re, esponente del Movimento di Vittoria, anche queste affidate a facebook :

Come tutti saprete a Vittoria il movimento 5 stelle ha deciso di scegliere la lista di Valentina Argentino che appoggerà Piero Gurrieri come sindaco per aver sottoscritto un documento; a che prezzo ci chiediamo?
A deciderlo è stato il capo politico, nessun voto nella piattaforma Rousseau.
Fa parte delle regole che noi intendiamo accettare sino in fondo. Il m5s è questo, piaccia o no i nostri vertici possono decidere al posto nostro. Come le antiche famiglie il padre decide per tutti.
Ma ci chiediamo, quanti buoni padri di famiglia ci sono nel movimento? C’è da chiedersi se questi sono stati sostituiti da premurose iene.
Ma nel contempo viene da chiedersi: gli ideali in cui abbiamo creduto e per cui ci siamo spesi dove sono finiti? Non eravamo quelli dell’uno vale uno? Quelli della piramide capovolta? Quelli della democrazia partecipata?
Le regole che ci siamo dati, iniziano a vacillare e il movimento si trasforma, cresce e si evolve.
Regole come: onorare un mandato sino alla fine abbiamo scoperto che è derogabile, cioè c’è chi può e c’è chi non può; oppure, per essere candidabili non bisognava aver militato in un partito politico, se lo hai fatto, bazzecole; se non c’è la deroga si può anche aggirare la regola, astutamente fai una lista civica e il movimento ti sostiene e il gioco è fatto.
Tutto si supera, anche chi si dichiara contro le leggi fatte con tanta fatica dal m5s, il reddito di cittadinanza, un icona del movimento, ma sputarci su è consentito a gente che si professa quello che in realtà non è. Ipocrisia incostanza, falsità, falso vittimismo quando si è carnefice, fanno parte del mondo e pensavamo di proteggerci da queste persone dandoci delle regole ma invece predominano e schiacciano il movimento in cui abbiamo creduto.
In una città a forte rischio di condizionamento mafioso il m5s ha deciso di aprirsi alla candidatura a Sindaco del compare del senatore Lumia; un noto avvocato la cui storia immacolata se la canta e se la suona in modo idilliaco lui stesso in barba ai suoi trascorsi e alle appartenenze politiche.
Strano ma vero, l’evoluzione del m5s porta anche queste novità, che la coscienza di ogni Vittoriese dovrebbe accettare.
Il voto è la massima espressione di libertà e tale rimane a qualsiasi costo, gli uomini liberi sanno cosa scegliere e non si lasciano intimidire per nulla al mondo. Quindi accettiamo con rammarico la decisione verticistica del movimento, ma non scenderemo in campo con l’Argentino e Gurrieri.
La scelta non è la nostra, la porti avanti chi si è battuto a suo fianco con slealtà e con menzogne, vi aspettiamo lungo le sponde del fiume, il futuro spesso riserva sorprese, ma vi auguriamo il meglio.
La nostra città di Vittoria ha dato fiducia incondizionata al m5s votando movimento alle nazionali con oltre il 60% e alle europee intercettando preferenze per il 40% dei consensi. E questo anche grazie a chi si è speso a favore di ideali in cui ha creduto e speso con costanza mettendoci faccia, credibilità e portafoglio.
Ma questo impegno non conta nulla, pazienza ce ne faremo una ragione. Sosterremo il movimento con tutta l’energia che troveremo in altre battaglie, ma la nostra coscienza di uomini liberi non è barattabile.

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