La relazione della Presidente della Commissione Trasparenza, sul servizio di lettura dei contatori idrici, non approvata

di Cesare Pluchino
Votata dai consiglieri della minoranza consiliare e bocciata dalla maggioranza è diventata automaticamente relazione di minoranza
Pubblichiamo integralmente la relazione della Presidente della Commissione Trasparenza sull’esito delle sedute convocate per discutere del servizio di lettura dei contatori idrici.
Con prassi autonoma, non prevista dall’art. 26 del Regolamento del Consiglio e delle Commissioni Consiliari, dopo cinque sedute, la Presidente predisponeva la seguente relazione, nei fatti una sintesi fedele dei verbali delle sedute, che veniva sottoposta al voto e bocciata a maggioranza dei presenti, i consiglieri Disca, Antoci, Porsenna, DiPasquale, Brugaletta, Castro che esprimevano voto contrario, la Presidente Marino e i consiglieri Tumino e Migliore che esprimevano voto a favore.
Come recitava la convocazione, si trattava della ‘Relazione conclusiva dei lavori della Commissione Trasparenza ai sensi dell’articolo 26, comma 5 del Regolamento del Consiglio e delle Commissioni Consiliari, relativa agli argomenti trattati nelle sedute del 20/11/2015,27/11/2015,04/12/2015,14/12/2015 e 18/12/2015”
Il comma citato, il 5 dell’art 26 del Regolamento richiamato recita che “i lavori potranno concludersi, ove non si raggiunga l’unanimità, con relazioni di maggioranza e di minoranza.
In questo caso l’unanimità non si è raggiunta sui lavori, che non sono stati sottoposti a dibattito, ma è emersa diversità di vedute su una relazione finale.
Riteniamo che non era compito della Presidente produrre una relazione finale da sottoporre al voto, ma in mancanza di unanimità sugli esiti ci sarebbero state due relazioni, una di maggioranza e una di minoranza.
Inoltre la relazione in oggetto, per quanto fedele sintesi dei verbali, non espone i diversi punti di vista sottoposti a dibattito, ma espone constatazioni e rilievi del tutto soggettivi, valutazioni fatte prima di qualsivoglia discussione.

 

La Commissione Consiliare “Trasparenza” a seguito delle sedute inerenti l’argomento:
Servizio di lettura dei contatori idrici nel Comune di Ragusa effettuate in data 20/11/2015, 27/11/2015, 04/12/2015, 14/12/2015 e 18/12/2015 espone la seguente relazione avente ad oggetto l’attività posta in essere al fine di valutare le determinazioni dirigenziali sopra elencate sotto il profilo della legittimità delle stesse.
Nella sua attività la Commissione ha proceduto a sentire persone informate sui fatti e specificatamente
-nella seduta del 27/11/2015 il dr. Francesco Lumiera, dirigente comunale, il dr. Marco Cannata, dirigente comunale, e la sig.ra Maria Tinè, funzionaria comunale
-nella seduta del 04/12/2015 il dr. Sebastiano La Mesa, presidente della cooperativa AGOS, i sig.ri Miciluzzo, Sottile, Iacono rispettivamente nella qualità di dipendenti letturisti impiegati nel servizio di cui in argomento
-nella seduta del 14/12/2015 il dr. Francesco Scrofani, dirigente comunale, i sig.ri Colombo e Scannavino, rappresentanti sindacali e il sig. Antonio La Ferla, presidente della cooperativa Pegaso
-nella seduta del 18/12/2015 l’assessore comunale Stefano Martorana
Tutta l’attività è stata oggetto di precisa verbalizzazione che viene allegata in copia
Da una lettura puntuale di quanto sopra riportato emergono una serie di discrasie, incongruenze oltre che irregolarità formali e sostanziali.
Il lavoro della commissione ha riguardato essenzialmente l’esame di alcune determine dirigenziali aventi come oggetto i bandi di affidamento del servizio di lettura dei contatori compreso le modalità di assunzione dei dipendenti in organico alle cooperative sociali.
In particolare si è provato a fare chiarezza sul perché in alcuni bandi – rif. 2011- vi era obbligo da parte della ditta affidataria del servizio di assumere direttamente tutti i dipendenti in organico alle dipendenze dell’impresa uscente ed in altri bandi vi era una certa discrezionalità da parte della ditta affidataria in quanto era alla stessa lasciata la facoltà di assumere i dipendenti della impresa uscente in via prioritaria e sempre che gli stessi fossero armonizzabili con la propria organizzazione d’impresa.
È stato constatato che:
1.Non è mutato l’apparato normativo di settore in materia di clausole sociali relativamente al personale e quindi è stato del tutto arbitrario scegliere una o un’altra tipologia di reclutamento del personale.
Il Dr. Lumiera ha precisato che le valutazioni sulle clausole sociali devono essere guardate nel tempo i cui queste vengono fatte, si tratta di una valutazione tecnica in cui il dirigente deve valutare le condizioni specifiche del singolo contratto.
E su specifica domanda del consigliere Spadola se “il dirigente che scrive il bando ha piena autonomia se mettere o non mettere la clausola occupazionale” il Dr. Lumiera ha rimandato ad altri la risposta “vi chiederei nello specifico di chiedere alla persona che ha firmato quell’atto…”
2.Il Comune NON HA VIGILATO sull’esecuzione del contratto relativamente al passaggio del servizio dalla Cooperativa AGOS alla cooperativa PEGASO.
Il Dr. Cannata ha precisato che la responsabilità di applicare o meno la clausola sociale è della ditta.
La ditta deve dare innanzi tutto conto dell’inquadramento contrattuale, delle mansioni dei dipendenti e solo dopo il Comune può sollevare la mancata applicazione della clausola sociale, a questo punto ne risponde la ditta nei confronti del lavoratore;   
Il Dr. Scrofani ha chiarito che solamente in data 23 novembre, dopo oltre 3 mesi dall’inizio del servizio, ha chiesto al presidente della cooperativa PEGASO l’elenco completo dei lavoratori al fine della vigilanza sull’esecuzione del contratto.
Il Dr. Scrofani inoltre per chiarire perché non si era provveduto fin dall’inizio del servizio alla vigilanza sull’esecuzione del contratto ha aggiunto ‘io non vi so rispondere su tutto quello che sta dietro, per me l’impegno lavorativo con il Comune inizia dal 2 novembre, sono state fatte delle scelte e il perché delle scelte è fuori dalle mie conoscenze e su questo non posso rispondere 
3.Il passaggio del servizio dalla Cooperativa AGOS alla cooperativa PEGASO ha operato una discriminazione.
Oggetto d’ interesse, infatti, sono state, anche, le dichiarazioni dei Sig.ri Miciluzzo e Iacono ovvero i lavoratori che risultano, allo stato, discriminati in quanto non oggetto della clausola sociale.
Gli stessi dichiarano testualmente “abbiamo avuto un primo contatto con La Ferla (Presidente Cooperativa Pegaso) prima di avere vinto l’appalto poi avere dopo avere vinto l’appalto ci siamo risentiti con La Ferla ed insieme a Iacono ci siamo incontrati e lui chiaramente in modo esplicito ci ha detto che noi eravamo un peso, che aveva i suoi dipendenti e che di noi non aveva nulla che farsene.”
“Noi non abbiamo rifiutato niente e non c’è mai arrivata nessuna proposta”
Queste dichiarazioni risultano essere in totale contrasto con quanto affermato dal Presidente della Cooperativa Pegaso, il quale in una comunicazione pervenuta ai componenti della Commissione Trasparenza (agli atti) dichiara di aver convocato i due lavoratori per sottoscrivere il contratto ed all’ invito avrebbe aderito solo il Dott. Sottile che attualmente gode di un trattamento economico contrattualizzato in part time.
Le dichiarazioni del Presidente della Cooperativa Pegaso però risultano in conflitto con quanto dichiarato ulteriormente dal sig. Miciluzzo che fa rilevare: riunione tutti e tre con il sig. La Ferla non ne abbiamo fatto neanche mezza, ci siamo stati solo una volta con Iacono e basta, e non ci ha proposto un bel niente
Anche dalle dichiarazioni del sig. Iacono vanno nella stessa direzione di quanto soprarichiamato: che a lui (La Ferla) non interessava niente, che ci potevamo rivolgere anche alle vie legali, per noi non c’era lavoro
Emerge chiaramente di fatto che è stata operata una discriminazione nei confronti di taluni lavoratori che, a questo punto non risulteranno, neppure nei prossimi bandi, oggetto della clausola sociale.
4. L’atteggiamento tenuto dai vari soggetti del Comune di Ragusa (il dr, Lumiera, il dr, Cannata e la sig.ra Tinè), coinvolti nell’affidamento del servizio di lettura dei contatori alla cooperativa AGOS risulta alquanto irrituale.
Gli stessi si sono prodigati ad incontrare informalmente (e non si capisce il perché!!!) il Presidente della cooperativa AGOS al fine di invitarlo ad iniziare il servizio perché, a detta loro, si era in ritardo nelle letture.
È dimostrato che i tre lavoratori, alla presenza dell’ex assessore Campo (!!!), moglie di uno dei lavoratori, hanno anche essi informalmente incontrato in un bar cittadino il Presidente La Mesa al fine di invitarlo a corrispondere un emolumento di almeno mille euro mensili.
Ad una specifica domanda su come veniva gestito il servizio e su perché non avesse da subito riconosciuto quanto richiesto e sollecitato (oltre 1000 euro mensili) dai tre lavoratori, il presidente della cooperativa AGOS replica: “sapevo che i terminali dovevano essere cinque, volevo allargare il numero dei letturisti a cinque perché come tutte le imprese cerchi di fare lavorare anche i soggetti che sono all’interno della cooperativa ma il servizio era blindato, questo non poteva avvenire assolutamente;
l’importo può sembrare una banalità, ma qual era la mia alternativa? cosa potevo fare, instauravo un contenzioso con la stazione appaltante compromettendo l’avvenire della mia impresa in futuro con il comune di Ragusa! non avevo alternative”

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