La relazione di maggioranza della Commissione Trasparenza sul servizio di lettura dei contatori idrici

di Cesare Pluchino
Relazione presentata dai consiglieri di maggioranza Disca, Antoci, Porsenna, DiPasquale, Brugaletta, Castro a conclusione dei lavori delle sedute

Commissione Consiliare Trasparenza

RELAZIONE DI MAGGIORANZA

Argomento: “Servizio di lettura dei contatori idrici nel Comune di Ragusa”

Introduzione

A seguito della ricezione della relazione conclusiva, redatta dal Presidente della Commissione Consiliare Trasparenza Sig.ra Elisa Marino, in data 15/02/2015, si riscontra la mancanza di elementi fondamentali per definire in maniera completa la vicenda relativa al servizio di lettura dei contatori idrici nel Comune di Ragusa. Riteniamo nostro compito e nostro diritto presentare le controdeduzioni di tutti i commissari che hanno votato sfavorevolmente durante la seduta di commissione sopra menzionata, facendo riferimento alle dichiarazioni fatte da tutti gli attori convocati, le cui dichiarazioni sono trascritte nei cinque verbali redatti a seguito delle sedute della commissione trasparenza, VERBALE N. 4 DEL 20/011/2015, VERBALE N. 5 DEL 27/11/2015, VERBALE N. 6 DEL 04/12/2015, VERBALE N. 7 DEL 14/12/2015, VERBALE N. 8 DEL 18/12/2015.

Tali controdeduzioni sono il frutto di risposte date a quesiti che ci siamo posti tutti noi commissari di maggioranza, risposte tratte dalle dichiarazioni che gli attori invitati hanno rilasciato durante le sedute di commissione.

Procedendo per ordine:

1) Legittimità degli atti amministrativi e comportamento dei dirigenti del Comune di Ragusa in rif. al bando di gara per le letture idriche del 2014 e 2015;

2) Disparirà di trattamento per i 3 letturisti aventi diritto all’art. 4 e 37 del bando per il servizio di letture idriche anno 2015;

3) Presunte pressioni da parte dell’Assessore Campo per l’assunzione del marito presso la società cooperativa Agos vincitrice dell’appalto 2014

Primo quesito: legittimità degli atti amministrativi

Le dichiarazioni degli attori intervenuti durante la seduta del 27/11/2015 ci portano a definire legittimi gli atti amministrativi portati avanti dai dirigenti di codesta amministrazione.
Gli elementi utili che ci portano a dichiarare ciò, si evincono nel verbale n.5 del 27/11/2015 quando il Dott. Lumiera dichiara che “la clausola sociale ha dei contenuti complessi, difficili”;
“Ciascuno dei dirigenti fa delle valutazioni, siccome è sostanziale anche la giurisprudenza” …
“questa clausola sociale non è mai stata un argomento perfettamente chiaro in giurisprudenza”;
“si tratta di una valutazione tecnica in cui il dirigente deve valutare le condizioni specifiche del singolo contratto”;
“la clausola sociale ha dei contenuti talora diversificati nella formulazione perché la giurisprudenza si è evoluta in tal senso” e l’interpretazione della norma è in continua evoluzione,
inoltre in alcune sentenze “la giurisprudenza si è pronunciata spesso in maniera discorde”.
Le clausole sociali ci sono sempre state nei bandi, e la loro formulazione è cambiata proprio in conseguenza della giurisprudenza che si è evoluta.
Nella specifica circostanza la formula che fu adoperata nel capitolato del 2014 è la stessa usata per il bando delle pulizie come ci dichiara la sig.ra Tinè nel verbale n.5.
“Il dirigente dottore Lumiera è subentrato alla dottoressa Pagoto che aveva preparato il capitolato, e mi ha detto di inserire la stessa formula adoperata per il bando delle pulizie”.
A conferma di quanto riportato, si considerano le dichiarazioni del sig. Colombo, sindacalista CGIL, prese dal VERBALE N. 7 DEL 14/12/2015, in cui si evidenzia l’importanza di “due presupposti contrattuali fondamentali che sono l’articolo 4 e l’articolo 37 che salvaguardano i lavoratori sia in caso di ditte private che di cooperative.
Motivo per cui il sindacato avanza sempre la possibilità di inserirli nei bandi. “Una battaglia che è stata portata avanti con il Comune di Ragusa sul servizio di pulizia degli edifici comunali e del tribunale dove attraverso una concertazione tra le parti, nell’ambito del passaggio o nell’ avvicendamento eventuale delle ditte questi articoli sono contemplati”.
Altra questione fondamentale l’incontro avvenuto in Municipio tra il Dott. Lumiera, la Sig.ra Tinè, il Presidente della cooperativa Agos Dott. La Mesa e i lavoratori.
Alla domanda “Si è mai parlato di retribuzione e delle famose 850 euro?” sia il sig. Miciluzzo che il Dott. La Mesa rispondono che negli incontri non c’è mai stato nessun riferimento al compenso ma che erano finalizzati per fare partire quanto prima il lavoro per evitare un disservizio all’ente.
Quindi si deduce l’assenza di alcuna pressione né di ingerenza da parte dell’Ente.
Risulta a noi chiaro, dunque, che, in assenza di uno specifico indirizzo politico, la valutazione sull’inserimento della clausola occupazionale che di volta in volta viene applicata è personale del dirigente che fa le sue valutazioni in base al tipo di servizio e alle interlocuzioni con i sindacati che tutelano i lavoratori.
Nel 2014 il bando delle letture idriche fu approvato dallo stesso dirigente Dott. Franco Lumiera per uniformarsi all’altro bando da lui approvato, ovvero quello delle pulizie degli immobili comunali e del Tribunale, proprio per evitare disparità di trattamento fra i lavoratori di due bandi trattati dallo stesso dirigente, avevano la stessa dicitura in riferimento alla tutela occupazionale.
La valutazione fatta nel precedente bando da lui approvato ovvero quello del servizio di pulizia fu fatta dal dirigente a seguito di una concertazione con i sindacati proprio per garantire l’art. 4 e l’art. 37. del contratto nazionale dei lavoratori come il Sig. Colombo ha dichiarato.
Il funzionario Sig.ra Tinè non ha quindi preso alcun’iniziativa per scopi personali. Il funzionario allora addetto al servizio ha solo eseguito le indicazioni del suo superiore come per sua diligenza e dedizione al lavoro era solita fare ed è stata la stessa Sig.ra Tinè a chiedere un trasferimento in altro settore che non riguardasse più la questione dei Tributi e dei letturisti.
Nel bando successivo del 2015 cambiando il dirigente Dott. Marco Cannata cambiano le valutazioni fatte in merito al bando, volendo il Dott. Cannata uniformarsi alla più attuale dicitura essendo la giurisprudenza su questo argomento poco chiara e in continua evoluzione.
Cambiando il dirigente cambiano le valutazioni soggettive. Nessuna forzatura da parte dell’ente.
Tutti atti leciti, ma ci preme comunque sottolineare che in questa circostanza sarebbe opportuna una presa di posizione della parte politica per uniformare la dicitura in modo da poter essere una volta per tutte chiaro ai sindacati, ai lavoratori e ai dirigenti l’intenzione politica dell’Ente ed evitare di volta in volta di dover applicare la norma caso per caso a seconda di quale dirigente la applica.
Riguardo alle insinuazioni fatte dal consigliere Tumino nel VERBALE N. 5 DEL 27/11/2015 dove dichiara che i lavoratori sono forti della protezione e forti di questa protezione ottengono dal Presidente della cooperativa una paga superiore in busta paga, testabile 850,00 a fronte di 648,00.
La risposta c’è la fornisce candidamente lo stesso Dott. La Mesa: Pres. La Mesa: “I pagamenti sono tra l’azienda che sta espletando il servizio e la stazione appaltante, non c’è nessuna traccia del rapporto contrattuale che l’impresa deve applicare con i lavoratori, solo che si deve applicare l’articolo 37 l’obbligo di assunzione del personale.”
L’art. 37 del contratto nazionale del lavoro, prevede che l’azienda subentrante, nel caso siano rimaste invariate le prestazioni richieste risultanti nel capitolato d’ appalto, assumerà i lavoratori con le condizioni previste dalle leggi vigenti, garantendo il mantenimento della retribuzione da contratto nazionale in essere quindi compresi gli scatti di anzianità maturati.
I dipendenti pretendono la paga da loro richiesta perché lo prevede l’art. 37 e non perché il Comune nella figura dell’assessore. Campo, che tra l’altro aveva delega in tutt’altro settore ovvero il VII, fornisce una protezione che rende forti i lavoratori.
I lavoratori si sentono forti in virtù di un loro diritto scritto nel bando nero su bianco.
Se il Pres. La Mesa accetta di pagare la somma richiesta è perché sa e conosce cosa dice l’art. 37, prova a contrattare con i lavoratori, prova a pattuire una somma più bassa ma alla fine cede perché sa che la legge è questa, si rende conto di aver fatto un ribasso difficile da sostenere, di aver accettato già in data 27 giugno questo bando e questo capitolato con la sua firma in calce al contratto e quindi paga i lavoratori con la somma prevista di € 850,00, ma lo fa con una parte dichiarata di € 648,00 e una parte non dichiarata ai fini contributivi di € 202,00.
Non spetta a noi giudicare questo aspetto prettamente fiscale, perché ci sono altri enti preposti a farlo.
A noi solo il compito di capire e verificare se l’ente ha responsabilità al riguardo e adesso è tutto chiaro, non risulta nessuna responsabilità da parte dell’ente.

Secondo quesito: disparirà di trattamento per i 3 letturisti

Nel 2015 cambia la formula del bando viene aggiunta la parola armonizzabile. Vincitrice dell’appalto la ditta Pegaso.
A proposito di questo ci siamo posti due interrogativi che non hanno trovato risposta.
Perché i due letturisti, presunti esclusi o presunti discriminati, non hanno subito denunciato la cosa all’amministrazione comunale? Né al Dott. Cannata, né al funzionario caposervizio Dott.ssa Criscione, né all’Assessore di riferimento Dott. Stefano Martorana.
L’ente era l’unico che poteva chiedere spiegazioni al Sig. La Ferla e a far rispettare la garanzia occupazionale qualora non vi fossero i presupposti per giustificare l’armonizzazione.
I due letturisti non denunciano la presunta irregolarità al Comune, unico ente preposto alla loro tutela. Perché l’Amministrazione avrebbe dovuto attivare controlli se non ci sono segnalazioni di irregolarità?
Può farlo certo, può controllare i suoi appalti in qualsiasi momento ma di certo ne ha l’obbligo a fronte di una segnalazione di irregolarità, segnalazione mai pervenuta da parte dei letturisti.
Cercano una contrattazione con La Ferla, lo incontrano in più di un’occasione, parlano a titolo informativo con un sindacato che gli apre la strada con lo stesso titolare dell’azienda Sig. La Ferla, ma i letturisti non prendono decisioni risolute a differenza del dottor Sottile che accetta subito l’incarico.
È giusto dare i dovuti meriti al Consigliere Migliore che ringraziamo di aver indagato e scoperchiato, con la sua interrogazione, la questione dello sfruttamento del Programma “Garanzia Giovani” e che ha permesso di constatare il mancato rispetto delle regole da parte della cooperativa Pegaso.
Ma essendo discordi le versioni fornite dai due letturisti e dal Dott. La Mesa, dalla ditta Pegaso e dal sindacalista Sig. Colombo, non emergono altri elementi per poter dichiarare se c’è stata o meno una discriminazione.
Ci dispiace peri due letturisti ma continuiamo a non comprendere il loro comportamento nel non denunciare subito all’ente la situazione. Incontrano La Ferla che li smentisce, anche la testimonianza di Colombo li smentisce, il collega Sottile li smentisce.
Alleghiamo per questo alcuni stralci del VERBALE N. 5 DEL 27/11/2015 – Dott. Sottile: “Mi chiama Miciluzzo e mi riferisce che La Ferla ci vuole dare 500,00 euro ma solo tre mesi …. dobbiamo fare l’affiancamento.” Miciluzzo: “Voglio precisare che dopo questa riunione ci siamo sentiti tutti e tre e abbiamo deciso di andare in un sindacato per avere informazioni su questo problema e abbiamo parlato con il signor Colombo della CGL… in quell’ occasione Colombo ha contattato telefonicamente La Ferla e cosa ha detto La Ferla?” Iacono: “Che a lui non interessava niente che ci potevamo rivolgere anche alle vie legali, per noi non c’era lavoro, che lui aveva i suoi dipendenti e che quindi eravamo fuori. Al che Colombo dice a La Ferla di farci lavorare anche due mesi per cortesia e lui si rifiuta dicendo che farà lavorare i suoi dipendenti, per cui Colombo ci consiglia di rivolgerci ad un avvocato.”
A queste dichiarazioni non c’è corrispondenza con quelle fatte né dal sindacalista Colombo né dal Pres. La Mesa.
Nel VERBALE N. 7 DEL 14/12/2015 il Sig. Colombo dichiara “Ho contattato il presidente della cooperativa il signor la Ferla, il quale mi ha detto testualmente che per lui non c’era problema per quanto riguardava la riassunzione delle tre unità e che questo doveva essere compatibilmente con l’impegno di spesa e con quello che nel bando di gara era stato considerato come costo cogente del servizio, compatibilmente con i soldi a disposizione lui avrebbe fatto la riassunzione delle tre unità.
Nell’ ultimo incontro, questa cosa l’ho ribadita ai tre lavoratori, ai quali dissi che da un punto di vista della garanzia occupazionale nel transitare dalla cooperativa Agos alla Pegaso non c’erano problemi ma questo doveva rientrare nell’ambito delle spese di ciò che è stato inserito nel bando di gara, aggiudicato alla cooperativa, perché è logico che rispetto a questa situazione la cooperativa non poteva rimetterci, rispetto a un costo del servizio che andava al di là del bando di gara. Dal 15 di settembre in poi, io non ho avuto nessun piacere, confronto, informazione, chiarezza sui lavoratori, non si sono fatti più vedere”
Il Sig. Colombo ribadisce più volte che, correttamente e da un punto di vista di trasparenza, il Pres. La Ferla ha dato una giusta risposta e che la ditta ha dato delle garanzie rispetto ai tre lavoratori ma rispettando il budget entro cui rientrare, € 16.000,00.
Ribadisce di aver dato garanzia ai lavoratori, che il passaggio ci sarebbe stato alle condizioni sicuramente diverse, rispetto ai precedenti come loro dicevano che prendevano anche 1.000 euro al mese, perché questo era incompatibile con l’impegno di spesa.
La stessa identica versione ce la fornisce il Pres. La Ferla dichiarando che i tre lavoratori sono stati convocati separatamente perché non potevano venire insieme per problemi loro. Li ha incontrati nel suo ufficio a fine agosto, e hanno parlato delle modalità di questo nuovo inserimento lavorativo.
La Ferla spiega che vuole contrattualizzarli part time, loro ci hanno riflettuto e si sono rivolti al sindacato, successivamente il Pres. la Ferla viene contattato telefonicamente dal Sig. Colombo per avere chiarimenti. La Ferla spiega che la garanzia occupazionale è formulata in modo diverso rispetto al bando precedente ma i letturisti chiedevano più della somma da lui offerta di 600 euro netti in busta a fronte di una richiesta di un compenso a lordo di circa 1.000 euro, quindi non hanno trovato un accordo.
Alla domanda fatta in merito al fatto che i due dipendenti, Iacono e Miciluzzo dicono di non essere stati mai contattati, e di non aver ricevuto nessuna offerta ripsonde il Pres. La Ferla: “Assolutamente non è vero, io ho proposto loro l’offerta che vi ho appena spiegato prima e l’unico che ha accettato l’offerta è stato il dottor Sottile, gli altri non si sono fatti più vedere”.
Alla luce del fatto che gli stessi letturisti hanno confermato più di un incontro con il Pres. La Ferla ci chiediamo di cosa si può parlare in un ufficio dove datore di lavoro e dipendenti si incontrano.
Sicuramente di condizioni lavorative, capiamo che non è stato trovato nessun accordo ma continua a non convincerci la versione dei due letturisti Iacono e Miciluzzo proprio perché ci sembra più logico pensare che chi si rende conto di aver perso il posto di lavoro si rivolga immediatamente all’ente che ha formulato il capitolato o che può tutelarli attivando un controllo sul rispetto della garanzia occupazionale, invece il Comune di Ragusa non riceve nessuna segnalazione.
A darci gli ultimi elementi validi e chiari in modo definitivo è l’assessore Stefano Martorana sentito per ultimo, nel VERBALE N. 8 DEL 18/12/2015 dichiara di essersi attivato non appena ha ricevuto un’interrogazione consiliare sull’argomento.
Sicuramente ci può essere una vigilanza a priori però non è da sottovalutare, considerata la mole di appalti che ha il comune, che l’attività di vigilanza si attiva principalmente nel momento in cui c’è una segnalazione da parte del sindacato o del lavoratore.
In questo caso non c’è mai arrivata nessuna segnalazione e i lavoratori non hanno mai mandato una nota quindi i controlli sono partiti a seguito di un’interrogazione ricevuta in data 10 novembre, ricevuta questa interrogazione chiede agli uffici di procedere con una serie di approfondimenti, quindi il 04 dicembre il dirigente ha interessato l’ispettorato provinciale del lavoro.
Da questa indagine, condotta egregiamente dal dirigente Dott. Scrofani, abbiamo saputo che una parte del personale addetto alle letture apparteneva al Programma “Garanzia Giovani” che, in realtà, era stato richiesto dalla cooperativa per svolgere altre mansioni, quindi il Centro dell’impiego di Ragusa ha revocato i tirocini attivati in favore della cooperativa Pegaso.
Questo è il buon risultato che ha ottenuto l’amministrazione, ma resta il dato di fatto che manca un indirizzo politico specifico dell’amministrazione pertanto i dirigenti si sono mossi all’ interno di un quadro che è quello fissato dal codice dei contratti, tutti gli atti prodotti nonostante la formula sia espressa in modo diverso sono legittimi. Nel 2014 il dirigente Franco Lumiera ha ritenuto di inserire una clausola più stringente per quanto riguarda i lavoratori mentre nel 2015 il dirigente Marco Cannata ha deciso di inserire una clausola più blanda perché più aderente alle ultime interpretazioni del codice dei contratti.

Terzo quesito: presunte pressioni da parte dell’Assessore Campo

La stampa, ed in particolare una testata giornalistica, con una campagna comunicativa denigratoria, a seguito di accuse false e ingiustificate, ha impropriamente definito la questione da noi analizzata “Caso Campo”.
Ci teniamo a precisare che il nostro giudizio non ha nulla a che vedere con l’ex assessore Campo, che si è trovata costretta a rimettere il suo mandato amministrativo per il rispetto di un’etica che ad oggi in pochi conoscono e che reputiamo parte lesa di questa vicenda. Così come l’immagine di tutto il Movimento 5 Stelle Ragusa.
Riteniamo infatti entrambi vittime di un grave danno, personale per una, e di immagine per entrambi. Reputiamo comunque importante dare risposte chiare a questo quesito perché sono state poste delle domande e ascoltati i protagonisti della vicenda quindi sono emerse delle risposte chiare e non troviamo un motivo per ometterle dalla relazione. 
Tutti i soggetti ascoltati hanno dato una versione unanime dichiarando che l’Assessore si trovò casualmente presente ad uno dei tanti incontri avvenuti tra il datore di lavoro Pres. La Mesa e i tre dipendenti (Miciluzzo, Iacono e Sottile), ma in quell’occasione non ha proferito parola.
L’assessore Campo non solo non ha esercitato alcuna pressione ma è stata, come dichiara lo stesso Pres. La Mesa cit. Verb n. 5 del 27/11/2015 stimolata con alcune domande da parte dello stesso per partecipare alla discussione in corso e lei non ha proferito parola, il sig. Iacono e il sig. Miciluzzo presenti allo stesso incontro, ascoltati lo stesso giorno ma separatamente, dichiarano la medesima cosa.
Lo stesso assessore in una sua dichiarazione dice di essere stata invitata dal Pres. La Mesa ad entrare al bar per un caffè. Dal VERBALE N. 5 DEL 27/11/2015 – Pres. La Mesa: “l’architetto è stato presente all’incontro e in quell’occasione ho chiesto all’assessore, anche se non era in veste istituzionale in quella sede che se questi soggetti sono professionisti l’amministrazione dovrebbe applicare lo stesso tipo di contratto previsto per i cimiteriali, per i servizi idrici, dite alla cooperativa che tipo di contratto applicare e siamo tutti contenti.
In quella circostanza l’assessore, nonostante io abbia sollecitato con il mio intervento dialettico, non ha aperto assolutamente bocca; ci siamo alzati da quell’ incontro senza nulla di fatto, gli incontri sono stati sempre tra me e i tre letturisti, l’assessore è venuta al terzo o quarto incontro.

CONCLUSIONI
Le conclusioni a cui siamo pervenuti sono solo atte ad accertare o meno responsabilità, abusi amministrativi o illegittimità negli atti, non avendo questa commissione alcuna competenza giuridica. Ribadiamo il concetto che da queste sedute della Commissione trasparenza è emersa l’assoluta estraneità dei fatti dell’assessore Campo e questo lo vogliamo sottolineare con forza perché è giusto che la gente sappia che il caso impropriamente chiamato “caso Campo” non muove accuse legali su nessuno in quanto non c’è nessuna rilevanza giuridica.
Le assunzioni che il Pres. La Mesa doveva fare e la retribuzione richiesta dai lavoratori erano già espresse nel capitolato dall’articolo 4 e 37 quindi vincoli contrattuali già imposti e quindi l’assessore non poteva interferire in alcun modo.
L’assessore Campo non c’entra nulla e questo dato è emerso sin da subito durante le sedute di Commissione Trasparenza.
Il secondo dato emerso è relativo agli atti formulati dai dirigenti dove è espressa la clausola occupazionale così come prevede il contratto nazionale del lavoro: sono tutti atti leciti ma c’è una grossissima differenza tra quello che la politica indica e quello che fa il dirigente. È evidente che sulla base di una legge che non indica in maniera netta cosa scrivere ogni dirigente scrive la clausola in maniera diversa ovviamente nei limiti delle norme e della legittimità. E’ una scelta esclusivamente dirigenziale.
Questo per noi è un dato importante perché vogliamo che la Giunta deliberi la più corretta formula da usare in tutti i bandi, una clausola occupazionale unica per tutti, come riportato nel contratto nazionale in modo tale che tutti i dirigenti, a prescindere dalla natura del bando, possano utilizzare la stessa clausola evitando che in futuro possano nascere ulteriori incomprensioni o sospetti di disparità di trattamento fra i vari lavoratori dei servizi esternalizzati.
Infine, l’ultimo dato importante che è emerso è la discrepanza di dichiarazioni dei letturisti che dicono di non essere stati contattati e invece le dichiarazioni del Presidente della cooperativa Pegaso che dice di averli contattati e che dice che hanno rinunciato all’offerta loro posta perché al di sotto delle loro aspettative.
A sottolineare la stessa versione è il sindacalista Colombo contattato dai letturisti e mediatore con il Pres. La Ferla. Il Pres. La Ferla e il Sig. Colombo confermano che i due letturisti volevano ottenere una cifra pari a € 1000,00, esattamente poco meno del doppio di quanto la cooperativa Pegaso poteva offrire.
Reputando attendibili le dichiarazioni del sindacalista ascoltato separatamente, che conferma in ogni punto la versione del sig. La Ferla, deduciamo che non si può affermare che i due letturisti siano stati discriminati, del resto continuiamo a non capire perché se la loro versione fosse vera, non hanno subito denunciato all’ente la loro situazione.

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