Mi meraviglia che l’unica persona titolata e competente in materia di aeroporti e di rotte aeree, il Direttore di Teleiblea, Mario Papa, titoli: “senza un minimo di vergogna”, come se qualcuno potesse pensare diversamente della SAC e dei suoi vertici, dove, peraltro, bazzica più di un ibleo.
Ma l’indegnità, vogliamo precisare, non è nelle strategie della SAC e dei suoi uomini, ma nel fatto che non vogliono ammettere come a loro, dell’aeroporto di Comiso interessi assai poco, in ogni caso, sempre dopo l’aeroporto catanese.
Tutto quello che fanno è legittimo, se allentano le redini su Comiso, sapendo che ne trarranno benefici su Catania, fanno gli interessi di casa loro. Per loro Comiso è come il garage affittato, dove tieni una vecchia vettura di cui non ti vuoi disfare, la Vespa di quando eri giovane, qualche biciletta, qualche mobile vecchio, la tenda di quando andavi in campeggio.
Dopo una lunga storia, non c’è più da meravigliarsi: hanno sbagliato i comunisti di Comiso a consegnare l’aeroporto ai catanesi, nella vana speranza di trarne qualche beneficio politico, sbagliano oggi gli amministratori di destra che non mettono a nudo le responsabilità dei loro predecessori.
Del resto, la politica, senza distinzioni di partiti, ha cercato di mettere ai vertici, a rotazione, uomini propri, quasi sempre emeriti ignoranti in materia, ma tutti erano contenti.
Sarebbe stato d’uopo nominare gente competente di aeroporti, strapagarla, verificare se ci sono i termini per aprire la cella in cui si sono cacciati.
Secondo quello che dice il sindaco di Comiso, non si può uscire dalla gogna catanese, se non a caro prezzo, e, quasi sicuramente, anche se si trovasse un finanziatore folle, l’operazione sarebbe comunque in perdita e non ci sono forse margini per rendere produttivo l’aeroporto, per cui occorre attendere la scadenza del contratto, sempre che, al tempo, i comunisti di Comiso non abbiano accettato delle clausole che renderebbero difficile dare l’ultimo saluto alla SAC.
Viene da ridere, perché le vicende dell’aeroporto rappresentano la saga di una classe politica locale che, in questa vicenda, è stata messa a nudo.
E la classe politica regionale non è da meno, ma non ci vuole l’aeroporto per rendersene conto.
In pratica, come scrive Mario Papa, Ryanair opererà oltre 550 voli settimanali da/per l’aeroporto di Catania (circa 40% di crescita rispetto all’inverno ‘22). La crescita senza eguali di Ryanair all’aeroporto di Catania è un risultato diretto della rinnovata partnership a lungo termine concordata con SAC, che consentirà a Ryanair di continuare a fornire un aumento del traffico a lungo termine e una maggiore connettività per la Sicilia orientale a tariffe competitive.
Per Comiso nemmeno un paio di rotte, di quelle maggiormente richieste, Roma, Milano, Bologna.
Fa tenerezza l’on.le Stefania Campo che si ostina, senza essere ascoltata, a dire che la concessione va revocata.
Tutti gli altri della deputazione locale o si disinteressano o difendono il sindaco di Comiso nella sua politica, come è avvenuto nel corso dell’incontro con l’AD di SAC alla CNA.
La Campo parla di provincia babba, ma non comprende che, ormai, questo epiteto, per il territorio, è solo un eufemismo, per non dire di peggio.
C’è da rimarcare, in ogni caso, la condizione dei 5 Stelle, che, in Sicilia e, soprattutto sul nostro territorio, hanno avuto momenti felici, premiati dall’elettorato: ma risultati se ne sono visti pochi, due governi Conte non hanno portato nulla al territorio che più aveva dato ai 5 Stelle, anche l’ultimo risultato elettorale, nonostante l’incoraggiante esito delle regionali e delle nazionali, ha sancito il declino dei 5 Stelle, sulla scia del trend nazionale, declino peraltro favorito dalle discutibili strategie dell’on.le Campo.
A questo punto, il Movimento 5 Stelle, con tutto il rispetto per l’impegno e l’autorevolezza dell’on.le Campo, farebbe bene a occuparsi di segnaletica orizzontale fuori dalle scuole, considerato che in provincia non ha più portavoce nei consigli comunali e che nel capoluogo è stato superato anche dai principianti della politica, peraltro fuoriusciti dal Movimento. Peggio di così non poteva andare, pretendere di occuparsi di aeroporti, sembra eccessivo, a questo punto nemmeno gente come Toninelli o Barbara Lezzi rischierebbero tanto.
