Tutto è partito con un insulso servizio giornalistico di una televisione nazionale che ha messo nel mirino liste di attesa e attrezzature sanitarie non utilizzate: il servizio riguardava gli ospedali della provincia di Ragusa, ma poteva riferirsi a una delle tante città italiane, dove ci sono problemi di liste di attesa, di macchinari guasti, di lungaggini burocratiche e di carenza di personale.
Quando si tratta di questi servizi ci dovrebbero spiegare come e perchè si arriva a Ragusa, chi li manda e chi li guida sul territorio, chi fa da Cicerone. Cosa di cui ci occuperemo appresso.
Ma in pochi minuti di servizio, questi particolari passano in secondo ordine, e l’argomento diventa oggetto di campagna elettorale.
Tema della trasmissione le TAC dell’ospedale di Modica, entrambe inutilizzabili, una, nuova di zecca, in attesa di autorizzazione per la messa in funzione e una guasta.
Il Direttore Sanitario dell’ospedale, sorridente, dice di non sapere perchè non si avvia quella nuova, scarica le responsabilità sull’Azienda Sanitaria, sugli uffici tecnici, una sorta di guerra interna.
Il giornalista intervista allora il Direttore Generale dell’ASP di Ragusa che parla solo della TAC nuova, da attivare e che, guarda un po’, sarà attivata nella stessa giornata, i ritardi da gennaio, data dell’installazione, sono dovuti ai necessari tempi tecnici.
Poi puntata al Maria Paterno Arezzo di Ragusa, dove sarebbero stati acquistati due acceleratori lineari, non ancora in funzione – a detta del primario dell’Unità Operativa – perchè, prima, devono essere adeguati i locali.
Un servizio palesemente parziale, retorico, con i vertici di Presidio e dell’Azienda che non hanno saputo chiarire i termini della questione.
Perchè chi vive a Ragusa sa che la situazione non è del tutto come presentata, peraltro le affermazioni del Direttore Sanitario lasciano basiti: non può non sapere, lo sapevano anche i bambini e lo ha scritto un deputato regionale del posto che mancava l’autorizzazione per le norme antincendio, che forse manca per tante altre parti dell’ospedale che dirige.
I problemi per le liste di attesa ci sono, ma ci sono TAC a Ragusa e a Vittoria, in ogni caso, localmente, appena c’è qualche disservizio viene denunciato immediatamente e di tutte queste criticità non se ne parlava
Piuttosto, come dicevamo, un deputato regionale, l‘on.le Abbate, Presidente della I Commissione all’Assemblea Regionale Siciliana, nei giorni scorsi scriveva, dopo il comunicato dell’ASP che annunciava l’attivazione della nuova TAC, che seguiva, di pochi quella di un’altra nuova apparecchiatura dello stesso tipo, nel reparto di Radiologia dell’ospedale di Modica.
L’on.le Abbate sottolineava che, nella sua città, l’ospedale era l’unico, in provincia, ad avere due TAC di ultima generazione perfettamente funzionanti e confermava quanto già accennato: “Ci sono stati dei ritardi nell’attivazione poiché è stato necessario rimodernare tutto l’impianto antincendio dell’intero reparto e non solo.
Poi, per la cronaca, l’onorevole si profondeva in una esaltazione del suo ospedale, cresciuto, negli ultimi tempi, sia come dotazione tecnica che come organico, specificando come “nel nosocomio modicano lavorano delle vere e proprie eccellenze della medicina siciliana che meritano di essere valorizzate e che lo rendono un polo di eccellenza nel panorama regionale”
A questo punto, e sarebbe stato dovere dei giornalisti della televisione nazionale, ci sarebbe da capire chi dice la verità: i giornalisti venuti da Milano, i referenti locali o il politico locale?
Peraltro, le criticità della sanità locale non sono queste o solo queste e nessuno le solleva.
La materia diventa, comunque, motivo di campagna elettorale e di scontro politico.
Per primo il deputato regionale del Partito Democratico, Nello Dipasquale, cavalca la tigre del servizio televisivo e, senza una valutazione critica sullo stesso, affonda: “Ancora una volta la sanità siciliana, e quella della provincia di Ragusa in particolare, sono sotto i riflettori della cronaca nazionale per primati negativi.
Tutti problemi che segnaliamo da mesi e mesi, la cui responsabilità è in capo al Governo regionale, e che, ieri sera, sono emersi impietosamente durante una trasmissione a copertura nazionale”.
“Nonostante tutte le interrogazioni, tutti gli interventi in aula, nonostante i nostri ripetuti inviti ad affrontare queste criticità – aggiunge il parlamentare ragusano – la destra, al governo della Sicilia da quasi sette anni, non è riuscita a dare una sola risposta concreta.
La sanità dell’isola è ridotta a un lumicino. Inoltre, in questo quadro desolante, ci sono situazioni allarmanti che riguardano la governance delle Aziende Sanitarie. Quella di Ragusa, per esempio, dal 2017 ad oggi ha avuto quattro commissari straordinari. È facile comprendere come l’assenza di una governance stabile, che anzi subisce gli umori del Governo regionale mediamente una volta ogni anno e mezzo, non contribuisca a una sana pianificazione dei programmi sulla sanità da attuare in un territorio”.
“Tutto ciò – commenta ancora Dipasquale – avviene nel più totale silenzio dei deputati di maggioranza, più interessata ad apparire con proclami vani piuttosto che a dare risposte alla collettività.
Sugli organi di stampa e sui social network è possibile apprezzare la loro soddisfazione per la messa in messa in funzione di un servizio senza che nessuno si prenda la briga di far notare che si tratta di prestazioni essenziali, la cui esistenza in un ospedale deve esser considerata normale e non fatto da celebrare”.
“In questo contesto, dovrebbe stupire che i Siciliani continuino a votare i governi di questo colore politico – conclude il parlamentare dem – ma gli esponenti della destra sono abili imbonitori. Da parte nostra continueremo, senza sosta, a segnalare, denunciare, smascherare questo becero tentativo di far passare l’improvvisazione per buona politica”.
Un altro successivo comunicato svela chi si è rivolto alla televisione nazionale per sensibilizzare e scuotere le coscienze: il reportage giornalistico giunge al culmine di una attività di denuncia del consigliere comunale di Ragusa Gaetano Mauro, condotta, in questi mesi, in solitudine e nella totale indifferenza.
Se l’obiettivo del deputato regionale Dipasquale era il governo regionale, i partiti di maggioranza e i deputati di maggioranza del territorio, occasione succulenta a pochi giorni dal voto per le europee, vola più basso il consigliere comunale Mauro che ha come obiettivo, principalmente, il sindaco di Ragusa, nella sua veste di massima autorità sanitaria del capoluogo, sfiorando appena, nella sua nota “l’affresco sconcertante e le risposte quando date, evasive, interlocutorie, se non imbarazzanti dei vertici ASP”.
E, non si preoccupa tanto delle TAC di Modica, per chiarire se ha ragione il giornalista o l’on.le Abbate, quanto dell’acceleratore lineare del Maria Paternò Arezzo – il servizio parlava di due apparecchiature – ancora impacchettato.
In aggiunta alcune considerazioni sull’indifferenza ai problemi del sindaco e sulle difficoltà di chi deve scegliere se mangiare o curarsi, nulla di più.
Nessuno, né il servizio televisivo, né l’on.le Dipasquale, né il consigliere Mauro, hanno voluto tirare fuori le vere problematiche: la neurologia e la stroke unit che dovrebbero essere allocate per sentenze del TAR al ‘Giovanni Paolo II’, le colpevoli criticità di personale in alcuni reparti, il lento procedere dell’ampliamento della terapia intensiva a Ragusa, i fondi scarsi per il completamento del progetto del ‘Giovanni Paolo II’, mentre per il nuovo ospedale di Siracusa stanno facendo a gara per assicurare 350 milioni, 5 volte di più di quanto stanziato , come costo totale, per l’ospedale di Ragusa.
E soprattutto, né il deputato né il consigliere comunale, denunciano le pratiche clientelari di spostamento di reparti di primari fra Ragusa e Modica, le nomine dei capi dipartimento fatte sula base di dove vanno a prendere il caffè i prescelti, possibilmente negli uffici del notabile politico di turno, oppure ancora le scelte a primario dei secondi classificati nei concorsi, al posto dei primi.
Oppure sulla distribuzione delle apparecchiature che manda Palermo, come avvenuto per quattro ecografi,
che sono andati tre a Modica e solo uno a Ragusa.
Potremmo continuare, alla prossima trasmissione televisiva, se ce lo fanno sapere e se ci fanno intervistare.
