La sanità a Ragusa continua a restare un mistero per l’opinione pubblica

Una serie di visite nelle strutture ospedaliere della provincia organizzate dal Commissario dell’ASP, dr. Ficarra, per incontrare gli operatori sanitari.
Un giro di incontri necessari per conoscere da vicino le varie realtà e rendersi conto delle esigenze di ciascuna struttura e dei vari reparti.
Contatti indispensabili per far marciare la macchina della sanità ragusana sempre meglio in quell’alveo di efficienza e di eccellenza nel quale, per nostra fortuna, è incanalata da tempo.
Il dr. Ficarra è stato accompagnato, nei due presidi ospedalieri del capoluogo, il Civile e il Maria Paternò Arezzo, dal Direttore Sanitario dell’ASP, dr. Drago, e dal Direttore Sanitario ospedaliero, il dr. Granata.
Nonostante, da tempo, si auspica una sempre minore ingerenza della politica nelle questioni della sanità, i politici erano presenti numerosi all’incontro di Ragusa, come già avvenuto per le visite alle strutture dell’ipparino.
Oltre al sindaco di Ragusa, Federico Piccitto, unica presenza giustificata in quanto massima autorità sanitaria cittadina, ancorché senza competenze specifiche sulle strutture ospedaliere e sull’azienda nel suo complesso, che ha giurisdizione sovracomunale, erano presenti gli onorevoli Digiacomo, Dipasquale, Ferreri, Padua e Lorefice. presenze rese ancor meno opportune dalla imminente campagna elettorale che vedrà impegnati direttamente molti dei presenti.
Diversamente dai precedenti incontri, è stato diramato un comunicato stampa dai contenuti estremamente generici, nessuna novità particolare, in particolare nessuna nuova sulla questione del nuovo ospedale, particolare che risalta, considerata la presenza di tanti politici e di buona parte del personale sanitario.
Particolare che fa pensare che esista una verità sulla reale situazione del nuovo ospedale, che molti conosceranno ma che si è deciso, ancora una volta, di non portare alla conoscenza dell’opinione pubblica.
Che anche da un incontro a questo livello venga fuori solo l’impegno comune, più volte ribadito, per consentire “nel più breve tempo possibile, l’apertura del Giovanni Paolo II, obiettivo per il quale è auspicabile la collaborazione non solo degli operatori ma anche di tutti i soggetti istituzionali del territorio, ricorrendo, se necessario, allo strumento della conferenza di servizio”, lascia quantomeno perplessi.
Ancora dopo due mesi e mezzo dallo scandaloso blocco del trasferimento dei reparti, condito dall’intervento della magistratura, poco o nulla si sa sui motivi e sulle responsabilità di quanto accaduto, né ci sono notizie sui tempi necessari per poter procedere al trasferimento dei reparti.
Qualche spiraglio lo apre una delibera del Commissario, la 2178 del 22 agosto scorso, che ha revocato alcune significative delibere del giugno scorso e ha nominato un nuovo direttore dei lavori per il completamento e l’adeguamento dell’impianto antincendio, ma è troppo poco per spiegare il ritardo nella ripresa dell’iter per l’apertura del Giovanni Paolo II e dirimere i dubbi su quel teatrino della SCIA, ordito, al tempo, dalla Direzione Strategica, certificazione che veniva data per imminente, di giorno in giorno.
Si è parlato, anche, dell’importanza dell’integrazione tra territorio e ospedali, «tutto deve essere messo in rete – ha dichiarato il dr. Ficarra – solo così l’Azienda funzionerà meglio e sarà una garanzia per tutta la provincia.»
Per lunedì 18 settembre, alle ore 12.00, è in programma la visita presso l’ospedale “Maggiore” di Modica.

L’occasione dell’incontro, secondo quanto riporta ancora il comunicato, è stata utile anche per parlare della carenza di personale, soprattutto nell’area dell’emergenza/urgenza e dei provvedimenti adottati in questi giorni, per far fronte a queste carenze.
L’istituzione a regime dei Dipartimenti agevolerà l’attività delle singole Unità Operative. In particolare, ha ribadito il dr. Ficarra, il Dipartimento dell’Emergenza e Accettazione – DEA «permetterà un’omogeneizzazione delle procedure. Un percorso assistenziale unico per tutti i Pronto Soccorso aziendali che consentirà di coprire tutti i turni.»

Anche in questo legittime le perplessità dell’opinione pubblica che legge della presenza dell’on.le Digiacomo all’incontro e, contestualmente, legge un suo comunicato sui dettagli delle assunzioni nell’ASP iblea, argomento del quale il comunicato della Direzione Generale, inspiegabilmente, non fa cenno, come se le assunzioni del personale fossero un fatto privato dell’on.le Digiacomo, ancorché Presidente della VI Commissione.

Nel suo comunicato, l’on.le Digiacomo specifica i dettagli delle assunzioni del personale sanitario nell’ASP iblea.
Questo il testo del comunicato:

“Procede a passo spedito l’iter relativo alle procedure di reclutamento del personale delle aziende sanitarie e ospedaliere dopo lo sblocco ad opera dell’assessorato alla Salute della Regione Siciliana.
Lo scorso agosto erano partiti i primi 170 telegrammi per le assunzioni di medici ed infermieri a tempo indeterminato nell’Asp di Ragusa.
Nel telegramma veniva chiesto ai diretti interessati di comunicare la loro disponibilità all’assunzione.
Il presidente della VI Commissione Servizi Sociali e Sanitari all’Ars, Giuseppe Digiacomo, ha ora diffuso alcuni particolari relativi al personale da assumere con atti deliberativi dell’Asp iblea:
3 Medici di Medicina Interna (assunti grazie allo scorrimento delle graduatorie);
7 Medici di Pronto Soccorso (per graduatoria di Mobilità);
6 Neonatologi (per graduatoria di Mobilità);
1 Medico di Pediatria (per graduatoria di Mobilità);
18 Anestesisti (per graduatoria di Mobilità);
2 Medici di Urologia (per graduatoria di Mobilità);
5 Medici Veterinari (per graduatoria di Mobilità);
46 Infermieri (assunti grazie allo scorrimento delle graduatorie);
7 Infermieri (per graduatoria di Mobilità);
“Fatti e non parole che, con impegno ed attenzione – commenta Digiacomo – siamo riusciti ad ottenere per il bene dei siciliani e di quanti si rivolgono alla sanità della nostra isola.
Accrescere il numero del personale in servizio significa garantire al meglio le prestazioni a quanti si rivolgono alle nostre Asp e, allo stesso tempo, permettere a medici ed infermieri di operare al meglio”.
Il reclutamento del personale, già annunciato lo scorso mese, si inserisce nel cosiddetto Piano triennale del fabbisogno aziendale e i numeri si riferiscono al 2017.
Per quanto riguarda l’Asp di Ragusa sono coinvolti 264 medici, 183 infermieri, 106 Oss, 133 Ausiliari e, inoltre, 106 tecnici.

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