La Scuola dello Sport nel più totale abbandono

In occasione della conferenza stampa per la presentazione delle manifestazioni che si svolgeranno a Ragusa per l’annuale appuntamento della Giornata Nazionale dello Sport del Coni, organizzata presso la sala riunioni della Scuola Regionale dello Sport, i rappresentanti degli organi di informazione intervenuti, su specifico invito dell’Ufficio Stampa del CONI di Ragusa, hanno avuto modo di verificare le condizioni della struttura.
Precisiamo che la nomina di Gianstefano Passalacqua a delegato provinciale del CONI è troppo recente per poter influire sulle necessità impellenti della struttura che, in ogni caso restano di competenza del CONI nazionale e delle strutture che, in particolare si occupano della Scuola.
A poco servono, al momento le doti imprenditoriali e organizzative del Presidente Passalacqua, a poco serve il suo innato entusiasmo di fronte al disastro in cui è precipitata la Scuola, le cui condizioni testimoniano di un abbandono che risale ormai a qualche anno prima.
Ricordiamo che la Scuola sorge su un terreno messo a disposizione dal Comune di Ragusa e gli immobili sono di proprietà della ex Provincia Regionale: si tratta, comunque, di un Patrimonio della Città, che si deve alla grande lungimiranza di Sasà Cintolo, che, messe da parte ogni altro tipo di vicende, costituisce, comunque una grande ricchezza che non può andare perduta.
Lo stato di totale abbandono si rivela ancora più grave perché è indubbio che, dal suo primo ingresso nella Scuola, il nuovo delegato provinciale avrà fatto i dovuti passi per segnalare lo stato dell’immobile e avrà sollecitato gli interventi necessari, almeno quelli più urgenti.
Il fatto che la struttura versi ancora in condizioni pietose è sintomo chiaro del disinteresse dei vertici del CONI nei confronti della struttura.
C’è da pensare che le vicende che hanno interessato la Scuola dello Sport possano fare parte di un preciso piano preordinato per far morire la struttura traferire altrove l’istituzione.
Non c’è altro da pensare se non quali siano le conseguenze di affidare settori come lo sport o la cultura a politici che con lo sport o la cultura non hanno nulla da fare: le condizioni attuali testimoniano di un totale disinteresse e dello spregio verso le più elementari e fondamentali regole della tutela di un bene pubblico che, in ogni caso, non può andare perduto per i disegni e le strategie arcane dei vertici regionali e nazionali del CONI.
La copertura di buona parte della struttura è, letteralmente, un colabrodo, le infiltrazioni di acque meteoriche provocano immaginabili danni a tutti gli immobili, a cominciare dalle pareti.
Non meno abbandonate anche le aree verdi esterne, inutilizzabile l’auditorium che costituiva un importante riferimento per la città, pare diventato un’arena all’aperto.
Occorre che i vertici della città e quello che resta della ex provincia regionale, facendo appello alle migliori professionalità dei due enti, affianchino il Presidente Passalacqua per un’azione incisiva che deve essere, prima, di chiarimento sulle sorti dell’Istituzione Sportiva, per poi esigere interventi radicali per tutelare e valorizzare le strutture immobiliari.
Dopo di che, ma con l’attuale classe politica è una utopia, occorre rispolverare i progetti per il completamento di tutta la struttura, ridando vita a quello che costituiva un modello, a livello non solamente siciliano, per il mondo sportivo.

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