di Cesare Pluchino
Il basso livello del civico consesso mette in luce i limiti di sedute che servono a poco, se non a sfoggiare eloquio improduttivo
Fra le colpe del Movimento 5 Stelle quella di non aver saputo adottare opportune modifiche per i lavori d’aula.
In special modo le sedute ispettive dovevano essere regolamentate in maniera drastica, ormai si sono trasformate in esibizioni dialettiche dei componenti il consiglio, spesso improduttive, che raramente forniscono spunti utili per riflessioni e provvedimenti sull’attività amministrativa.
Più spesso, i contenuti delle sedute lasciano interdetti per quello che viene detto.
Un’analisi della seduta ispettiva di giovedì 15 settembre serve a chiarire il nostro pensiero.
Iniziamo dalle interrogazioni, su cinque atti due, come al solito, debbono essere rinviati per assenza dell’assessore o del dirigente. A discrezione dell’interrogante la disponibilità a rinviare o la veemente protesta per il mancato esame del quesito.
Nella prima, il consigliere Tumino chiede lumi sulle scelte legate alla delibera per il progetto dell’ITI Ragusa Modica, segnatamente per la scelta di figure necessarie che interpreta come occasione di scelte clientelari, per accontentare questo o quell’ ‘amico’ di Palermo o Caltanissetta, Illazioni che vengono respinte dall’assessore Martorana, unitamente allo scenario delineato da Tumino, con il supporto di una relazione del dirigente responsabile, ing. Scarpulla.
Significativa la contraddizione fra la dichiarazione dell’assessore che nega impegni di spesa, mentre Tumino propone all’aula la bozza di protocollo, stilata dall’architetto Marcello Dimartino, dove si parla di impegni sottosoglia dei 40.000 euro che permettono l’affidamento diretto di incarichi.
Ma nessuno può capire chi dice il vero, come avviene solitamente in questi casi di evidente contraddizione, alla faccia della trasparenza.
Altra interrogazione quella di D’Asta sulla consulta giovanile, una istituzione mai attuata che si regge su una delibera del 1996: vent’anni di immobilismo, ma D’Asta fa riferimento agli ultimi tre anni, ennesimo aspetto di una partecipazione del cittadino sempre promessa dai grillini ma mai attuata.
L’assessore Leggio, che sembra aver assimilato benissimo le norme del politichese, ammette che sono state tradite le aspettative dei giovani ma non esprime nulla di concreto al riguardo se non la manifestazione di grande attenzione verso la tematica, nel contesto delle nuove dinamiche che richiedono un approccio diverso per le generazioni future.
Ma di quando e come la consulta giovanile sarà realtà non si comprende nulla, né l’interrogante esige risposta precisa. Solo parole, senza risultati.
Un inciso che fa sorrideere, l’affermazione di D’Asta che, ligio all’appartenenza politica, parla di occupazione in aumento mentre la disoccupazione giovanile rasenta il 60 %.
Questi i contenuti delle sedute ispettive!
Poi c’è l’interrogazione, ancora del consigliere D’Asta, sui disservizi estivi dell’ impianto di illuminazione di corso Italia, con risposta dell’assessore Corallo che non lascia soddisfatto l’interrogante, nonostante le evidenti discrasie di un contratto di manutenzione, vecchio di decenni, affidato ad una società del gruppo ENEL, e dei guasti alla rete elettrica ENEL, affogate fra segnalazioni della gente, interventi degli uffici e complessità burocratiche che impediscono di ottenere la gestione diretta dei corpi illuminanti.
Per capirci nessuna delle tre interrogazioni ha contribuito a risolvere o spiegare le tematiche in oggetto.
Senza dubbio più attraenti le comunicazioni, per i contenuti variegati e stuzzicanti.
Uno spettacolo quella iniziale di Sonia Migliore che vede risolvere, con una determina dirigenziale, e relativa trasmissione degli atti all’autorità anticorruzione, l’affidamento dei servizi del canile rifugio sanitario all’associazione AIDA perché non in regola con gli adempimenti contributivi del personale.
Dopo i notevoli contrasti fra la consigliera e l’associazione, a far data dall’ottobre 2014, legittimo il sadico piacere della Migliore di vedere la caduta dell’associazione per le forti riserve, evidenziate nella delibera, di natura contabile e finanziaria che postano ombre non irrilevanti sulla gestione dei due anni precedenti.
Di pura propaganda, inspiegabilmente tollerata dal Presidente del Consiglio, l’intervento del consigliere D’Asta che parla ancora delle critiche per la rinuncia dei grillini al gettone di presenza per le sedute senza esito, andate a vuoto come quella di lunedì 12 settembre, di arroganza dell’assessore Martorana, della sua ironia dalemiana, che saranno punite con la sconfitta alle elezioni.
D’Asta, poi, si aggiunge ai padri putativi della riqualificazione delle vie Deledda e Togliatti: c’era di diritto l’assessore al ramo, non poteva mancare il sindaco, si era aggiunto anche il vicesindaco, con le condivisioni dei zelanti consiglieri comunali, c’erano Tringali e la Federico, autori di un ordine del giorno per gli stessi interventi, era d’obbligo che D’Asta non poteva rimanere fuori da questo tourbillon di paternità mediatica.
Tutto un programma l’intervento del consigliere Dario Gulino, del quale ci siamo occupati in altra parte del giornale.
Chiavola, ammettendo l’imbarazzo di doversi esprimere dopo l’eclatante intervento di Gulino, ha condotto un excursus sulle defezioni del Movimento 5 Stelle, ha criticato le mosse dei grillini per la rinuncia al gettone di presenza ed è arrivato alla minaccia di citare il RUP dei lavori di riqualificazione della via Roma qualora, per le sue rimostranze sugli allagamenti dei locali privati per gli errori di progettazione nei lavori relativi, si fosse tentato di ricordare che le responsabilità sono della precedente amministrazione.
Roba da commedia napoletana, anche considerando che il RUP non sarà mai il responsabile delle decisioni finali, soprattutto in relazione alle esigenze di accelerare i lavori per chiudere i cantieri.
Poi c’è l’intervento di Tumino che, come scrivemmo una volta a proposito di Lo Destro, vale, da solo, il prezzo del biglietto.
Evidentemente ‘impressionato’ dalla gravità delle affermazioni del consigliere Gulino, l’esponente del gruppo misto, una volta berlusconiano, ha incensato il contestatore del sindaco Piccitto, ne ha ricordato i diversi importanti interventi a proposito di pianificazione farmaceutica e di gruppo di protezione civile, puntualmente disattesi dall’amministrazione e dai compagni di movimento.
Vette elevate di dialettica politica sono state raggiunte con gli apprezzamenti, si ritiene sinceri, sui principi del Movimento 5 Stelle, “valori antichi, non nuovi, che meritano di essere riscoperti”, affermazioni che hanno portato molti a pensare che non sia Gulino a voler transitare nel gruppo misto, quanto, piuttosto, Tumino nel Movimento 5 Stelle.
In chiusura gli interventi in aula degli esponenti del Movimento 5 Stelle: il consigliere LaTerra ha rintuzzato gli attacchi per la mancanza del numero legale in aula e ha posto l’accento sulla fallimentare scelta di devolvere ingenti somme per le tratte aeree sull’aeroporto di Comiso, delle quali, fra l’altro, nulla si sa.
Il consigliere Porsenna ha stigmatizzato gli atteggiamenti prevalenti per le comunicazioni, rassegna esclusiva di propaganda e di polemiche inutili, molte delle quali ha rimandato al mittente, sulla riscossione dei tributi, sulla desertificazione del centro storico, sulla convenienza di approvare il bilancio, anche da parte delle opposizioni che, altrimenti, avrebbero provocato i tutti a casa.
Il capogruppo consiliare Brugaletta, in verità, ha lasciato alquanto perplessi per alcune sue dichiarazioni: ha vantato la realizzazione di tanti punti del programma elettorale, rivolgendosi, in particolare alla collega, neo consigliera Marabita, vantando gli interventi di manutenzione sulle strade, gli orti sociali, la mostra degli abiti d’epoca al Castello di Donnafugata ( che non era compresa nel programma elettorale ), foriera di positivi risvolti per il turismo, l’efficientamento energetico e, addirittura, le valvole termostatiche nei caloriferi degli stabili comunali.
Chicche, dopo la lettera di dimissioni e le dichiarazioni di Gulino, sono da considerarsi l’affermazione che Dipasquale se ne è andato per motivi di lavoro e le considerazioni per lo stupore suscitato dall’operato della Raggi a Roma che, in fondo, per il capogruppo di Ragusa, ha cambiato solo due assessori!!!
Ultimo intervento quello del consigliere Lo Destro che si è sforzato di mostrare le deficienze dell’amministrazione Piccitto ma è apparso in evidente difficoltà perché era difficile stupire e impressionare, come sa fare di solito con i suoi interventi, dopo le esibizioni che lo hanno preceduto.
