La solita manfrina in consiglio comunale

di Cesare Pluchino
Due sedute per un Ordine del Giorno e un atto di indirizzo, altri due OdG rinviati per impegni dei firmatari

Lavori del Consiglio Comunale assolutamente improduttivi, dedicati più alla propaganda politica, alle contrapposizioni con l’amministrazione e fra le diverse componenti all’interno del civico consesso, soldi della collettività utilizzati per fare campagna elettorale anticipata.
Se si misurasse il tempo dedicato ad argomenti fuori tema e alla propaganda politica, con tutti i riferimenti alle politiche dei governi nazionale e regionale e alle polemiche di contrasto con le precedenti amministrazioni, ci si accorgerebbe come si potrebbe convocare la metà delle sedute oppure si riuscirebbe a non avere atti in attesa di essere esaminati.
Gli attuali consiglieri, quelli grillini con le assenze, quelli di opposizione con l’uscita dall’aula per far mancare il numero legale, riescono a raddoppiare una seduta per esitare semplicissimi atti.
All’esame un Ordine del Giorno, dei consiglieri D’Asta e Chiavola del Partito Democratico, per l’istituzione del Baratto Amministrativo.
Una proposta che si rifà ad una norma nazionale che vuole agevolare la partecipazione delle comunità per la tutela e la valorizzazione dei territori, prevedendo specifiche indicazioni sulla tipologia di interventi, per i quali i Comuni possono deliberare esenzioni o riduzioni dei tributi inerenti al servizio erogato.
Secondo i proponenti, una grande opportunità di carattere sociale che potrebbe contribuire ad alleviare il bilancio di nuclei familiari disagiati, per la quale si vuole impegnare l’amministrazione ad approvare i principi della norma nazionale attraverso la predisposizione degli atti opportuni ad attivare il baratto amministrativo nel nostro Comune, attraverso specifico regolamento.
Un atto che, al di là delle specifiche valutazioni e della propaganda strumentale sulle parti politiche che avrebbero originato la crisi che non permette di pagare i tributi locali, ha evidenziato la lentezza della macchina amministrativa del Comune.
Un atto presentato in data 4 gennaio 2016 che, inspiegabilmente viene esaminato in aula dopo oltre 5 mesi, ma c’è di più, un elemento che ha messo in forse l’approvazione da parte del gruppo pentastellato perché, da tempo, il consigliere Stevanato, appartenente al gruppo di maggioranza, quando questa esisteva, aveva proposto, come iniziativa consiliare, un regolamento per l’istituzione del baratto amministrativo.
Incertezza sulla sorte della proposta di iniziativa consiliare, tempi lunghi previsti per la predisposizione di un regolamento condiviso.
Nonostante perplessità iniziali, il gruppo pentastellato ha contribuito all’approvazione dell’atto, che ha riportato 10 voti favorevoli e 6 astensioni.
Non ci si può esimere dall’esprimere perplessità sulla sorte di questo ordine del giorno alla luce dei numerosi atti, approvati in aula, ai quali l’amministrazione non ha dato seguito, senza fornire spiegazioni sulla mancata considerazione per gli atti provenienti dal consiglio, questione che dovrebbe essere posta all’attenzione di tutti i consiglieri, senza distinzione di parte politica, per fornire alla città lumi sull’andazzo dell’attività amministrativa.
Successivamente, all’esame un atto di indirizzo dei consiglieri Spadola, Disca e Castro per impegnare l’amministrazione a rendere uniforme la stesura dei capitolati e dei bandi di gara con l’inserimento costante della clausola sociale per la tutela dei livelli occupazionali.
Un atto che, compatibilmente alle norme di legge che non tutelano in assoluto i livelli occupazionali nel subentro di altre aziende per servizi comunali, vorrebbe porre delle regole per tutelare tutti i lavoratori, stabilendo regole univoche, contrariamente alla linea dell’amministrazione che non sempre ha inserito la clausola sociale nei bandi di gara che, bisogna dirlo, non sono stati sempre stilati dallo stesso dirigente.
La discussione, per un atto che poteva essere esitato in breve tempo, occupata dalle polemiche delle opposizioni sugli atti predisposti in passato dall’amministrazione, su una tematica che è stata anche oggetto dei lavori della commissione trasparenza, dai cui lavori, come solito, non è emerso nulla di particolarmente rilevante.
L’atto è stato approvato all’unanimità, con la presenza determinante delle opposizioni che hanno voluto sopperire alle assenze ormai croniche nel gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle.
Altri due punti all’Ordine del Giorno della seduta prevedevano l’esame di due OdG, dei consiglieri D’Asta e Chiavola: uno, datato 29 gennaio 2016, per l’istituzione del Servizio WhatsApp Ragusa, per la trasmissione di messaggi di pubblica utilità, l’altro, datato 3 febbraio2016, per il completamento dell’area di sgambettamento per cani e la previsione di apertura di altre aree simili.
L’esame degli atti è stato rinviato per l’assenza dei consiglieri proponenti, assenza che ha riproposto il malvezzo di diversi consiglieri, di tutte le forze politiche, che frequentano i lavori d’aula con enorme disinvoltura, arrivando spesso in ritardo, abbandonando la seduta anzitempo, quando non sono assenti del tutto, adducendo impegni personali e di lavoro, percependo in ogni caso, indipendentemente dal minutaggio in aula, regolare gettone di presenza e attestato di presenza per l’esonero dalla giornata lavorativa.
Se per gli impegni personali poco si può eccepire, pur non potendo valutare se sussistono gravi motivi che impediscono la presenza, più difficile è ammettere le giustificazioni per motivi di lavoro, dal momento che la legge tutela in assoluto il consigliere che, addirittura, gode dell’esonero dall’attività lavorativa per l’intera giornata e non solo per le ore da dedicare alla seduta.
Mandato che gli elettori conferiscono agli eletti che farebbero bene, prima di candidarsi, a verificare le proprie situazioni personali, per poter assolvere lo stesso in maniera confacente.
Comportamenti che, è giusto rilevare, in ogni caso sono del tutto legittimi, consentiti dalle norme del regolamento, estremamente permissivo che la rivoluzione grillina non ha voluto modificare.

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