La vecchia politica assiste impotente all’onda che travolge tutto, e pensa a salvare sé stessa

Ore interminabili di dibattito e fiumi di parole sui giornali, in attesa di un risultato definitivo scontato fin dall’inizio dello spoglio.
La farsa politica di tante mezze figure che hanno creato partiti e partitini alla ricerca vana di un piccolo bacino di voti che li potesse sostenere, la caduta di tanti vecchi esponenti, si spera definitiva, che hanno tentato di riproporsi incuranti delle posizioni non condivise all’interno degli stessi partiti di appartenenza.
Una classe politica che ha fatto il suo tempo, ma non se ne rende conto, una proposta politica che non attecchisce, l’incapacità e il rifiuto di farsi da parte anche dopo l’evidente sconfitta.
Non è una questione di colori politici, è la piaga, o meglio la tragedia, della politica italiana.
Dalle piccole formazioni di sinistra che hanno tentato tutte le aggregazioni per restare in vita, ai progetti politici che hanno dimostrato la loro inconsistenza già dalla scelta delle candidature.
Se a sinistra si assiste al flop totale di aggregati come Liberi e Uguali dove il gotha delle sinistre cercava di dimostrare una inesistente supremazia ideologica, a destra c’è lo spettacolo di Berlusconi che non ammette apertamente la successione già avvenuta nella coalizione e pensa al pranzo in famiglia per verificare gli effetti in borsa per le aziende di casa, dopo la cocente doppia sconfitta politica.
In questo arcobaleno di posizioni, si rivela una classe politica inadeguata ai tempi, servita da una informazione che, dopo non aver percepito in tempo il cambiamento in essere, complici i sondaggi fasulli che venivano propinati, non riesce né a dare una spiegazione di quanto avvenuto, né a indicare le strategie più opportune per il bene comune, non condizionate da esigenze personali o di partito.
Un dato, meglio di tutti, spiega il perché, in tutta la penisola la gente ha perso la pazienza, decidendo di mandare a casa, con decisone, gli ospiti del Palazzo.
Salvini ha il merito di aver raccolto una Lega agonizzante, e relegata al nord, per farne un partito nazionale che alla prima verifica si attesta come il principale della coalizione, nessuno degli elettori ha ricordato che Salvini ha raccolto i resti di un partito dissolto perché i suoi esponenti avevano truffato molti miliardi allo stato e quindi alla comunità.
Anche nel caso degli altri vincitori delle politiche, i 5 Stelle, occorre rilevare come l’elettorato non abbia minimamente tenuto in conto, già dalle ultime regionali siciliane, le disavventure dei grillini, dal caso delle firme false di Palermo ai rimborsi truccati e a quelli fasulli.
E ancora di più occorre rilevare come alcuni di quelli delle firme false sono ancora all’interno del Movimento, alcuni con compiti di responsabilità, alcuni protagonisti dei rimborsi farlocchi hanno ricevuto un consenso elettorale come se nulla fosse accaduto.
Addirittura, il ministro dell’interno in carica, apprezzato anche dagli avversari politici per le sue buone politiche sull’immigrazione, è stato surclassato da uno dei maghi del bonifico truccato.
Di contro, va spiegato alla gente perché dove c’è una amministrazione grillina che funziona, come a Ragusa, il consenso continua ad aumentare, dal 40 % delle regionali all’attuale 47 % delle politiche, mentre a Roma, capitale d’Italia, una esponente in vista del Movimento 5 Stelle viene surclassata dal candidato del centro sinistra e da quello del centro destra, con evidente dissenso nei confronti non tanto della candidata, ancorché notoriamente in contrasto politico personale con il sindaco di Roma, quanto di una parte politica incapace di risolvere i problemi della città.
Non è, dunque, solo cieca dedizione al Movimento ma anche scelta ragionata quella dell’elettorato che ha deciso il cambiamento, guardacaso rivolgendosi a due forze populiste, contro l’immigrazione incontrollata, contro gli sprechi della pubblica amministrazione, contro le leggi assurde come quelle del lavoro e delle pensioni, contro la corruzione e il disagio sociale, contro la vecchia politica.
Di tutto questo nessuna analisi, ma soprattutto, nessuna avvisaglia di passi indietro e di ravvedimento operoso.

Una operetta di incapacità e inadeguatezza politica che rivedremo, a breve, a Ragusa, dove dovranno essere eletti il nuovo sindaco e il nuovo consiglio comunale.
Sappiamo già che ci sono le solite facce della vecchia politica, loro stessi sanno di essere in troppi, non solo per la poltrona di sindaco, ma anche per quelle assessoriali di ripiego alle quali già qualcuno guarda, nessuno si cura del dilagante consenso per i 5 Stelle, nessuno pensa di mettere in campo possibili strategie per tentare di invertire la tendenza in città.
Nessuno, ed è la questione principale, sa spiegare perché una parte politica che ha amministrato la città, malissimo secondo le opposizioni rappresentate, in buona parte, dai candidati a sindaco, riesce ad aumentare il consenso ad ogni consultazione elettorale.
In pratica, c’è un aumento parallelo delle critiche all’amministrazione e dei consensi per il Movimento 5 Stelle.
Nessuno se ne accorge, come se nulla fosse accaduto, si ritorna ad andare avanti a comunicati contro i 5 Stelle, contro gli amministratori, armati di fotocamera e comunicato stampa, vantando consensi che non esistono, alla luce di quelli certificati dai risultati elettorali.
Sappiamo già come andrà a finire, perché nessuno sarà disposto a fare passi indietro, né tantomeno a riconsegnarsi agli affetti familiari

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