Tra apparenti mille difficoltà, il civico consesso tira avanti in attesa dello scioglimento naturale, previsto per la primavera.
Non ci sono atti importanti per la città, solo ordinaria amministrazione, resterà il bilancio preventivo 2018, che l’amministrazione, per la prima volta, ma alla fine della sindacatura, vuole presentare nei termini entro il 31 dicembre 2017.
Un capriccio che l’amministrazione Piccitto vuole sfoggiare per dire che, dopo anni di lavoro, si è riusciti anche a rispettare i termini per la presentazione dello strumento finanziario, cartina al tornasole di una gestione oculata sotto tutti i punti di vista.
Se ci fossero delle opposizioni che si potrebbero definire tali, questo capriccio difficilmente potrebbe essere esaudito, verosimilmente e fisiologicamente accadrà che ci saranno quelle assenze o quegli atti di responsabilità che consentiranno di approvare gli atti.
Ma le opposizioni debbono pur mostrare di esistere, l’eutanasia non è ammessa, quindi si assiste, impotenti, all’agonia di un consiglio comunale che va avanti caratterizzato solo dalle esibizioni, vuote e inconsistenti, degli esponenti delle opposizioni.
Prevalentemente, gli interventi sono di passerella, sempre degli stessi elementi che, guarda caso, sgomitano per una candidatura a sindaco. Tutto il resto del consiglio assiste indifferente allo spettacolo, raramente prende parte all’inconsistente dibattito, arriva in ritardo, lascia l’aula deambulando per i corridoi, va via prima della fine della seduta, quando non partecipa alla pantomima della verifica del numero legale che vede uscire, appositamente, dall’aula, non solo i componenti del gruppo che avanza la richiesta ma, addirittura, lo stesso richiedente.
Ma in tema di rappresentazioni da teatro, grande è stata quella dell’inizio seduta, quando la vicepresidente del Consiglio tenta di aprire la seduta, dopo mezzora di ritardo perché era palese che non c’era numero legale.
Si alza l’unico assessore dallo scranno dell’amministrazione e invita a soprassedere all’appello con l’obiettivo di attendere l’arrivo di un quindicesimo e sedicesimo consigliere, invito puntualmente recepito dalla vicepresidente.
La spiegazione del perché molti sono ‘interessati’ a tutto quello che riguarda il teatro, dalle strutture alle compagnie, dalle nomine dell’esperto al cartellone della stagione: c’è veramente gente di teatro.
Dopo la consueta rassegna di interventi per le comunicazioni, due gli atti sottoposti all’esame del consiglio: il nuovo sorteggio per la nomina dei revisori dei conti, riproposto per un errore che ha invalidato quello della seduta precedente, l’approvazione di un debito fuori bilancio.
Atti che un’assemblea seria avrebbe esitato in poco tempo, per passare agli altri punti all’ordine del giorno: invece, non c’era nemmeno il pudore, fra i consiglieri, di evitare di ammettere che, dopo aver esitato i due punti, sarebbe mancato il numero legale, per il consueto raddoppio della seduta.
Per la identificazione tramite sorteggio dei nuovi revisori dei conti, discussioni infinite sulle procedure da dottare, per annullare la precedente delibera di consiglio e procedere al nuovo sorteggio, sullo sfondo di una nota del collegio scaduto che ha comunicato di non essere disponibile a fornire pareri sugli atti sottoposti ai revisori, considerando concluso il mandato,
Una questione complessa che gira attorno a valutazioni diverse sulla data di fine mandato, una tipica storia italiana, il cui effetto pratico, in definitiva, sarà, forse, l’annullamento della seduta di consiglio di mercoledì 22 novembre, per la mancanza dei pareri sull’atto sottoposto all’esame del civico consesso, una terza variazione al bilancio 2017-2019.
Dopo, si è passati all’approvazione di un debito fuori bilancio, riguardante una sentenza esecutiva per dei compensi mancati al personale dei vigili urbani, lavoro festivo, straordinario, non retribuito.
Una questione che va avanti dal 2006, decisioni delle passate amministrazioni che non hanno voluto dare seguito alle sentenze della magistratura, compresa la gestione commissariale, impreziosita dalla strategia di questa amministrazione, rivelatasi anch’essa perdente, di tentare, prima, di offrire riposi compensativi al posto dell’erogazione di quanto spettante, poi di trovare, fra i meandri del bilancio, la soluzione migliore per non appesantire lo stesso di una voce che si sarebbe voluta evitare perché avrebbe alterato gli equilibri definiti.
Ancora un debito, consistente, per l’attuale amministrazione che ha cercato di resistere, invano, ad una imposizione inevitabile, frutto di scelte del passato i cui effetti, pare, siano arrivati tutti, in questa sindacatura.
Sono circa 17 milioni i debiti fuori bilancio che si sono dovuti onorare, dal 2013, per i quali non c’è stato un impegno serio dell’amministrazione e del gruppo consiliare dei 5 Stelle per mettere in evidenza come alcune decisioni di passate amministrazioni ricadano, inopinatamente, dopo molti anni, sui bilanci di amministrazioni incolpevoli.
Sullo sfondo il teatrino di inutili rivendicazioni sull’approvazione di un atto, dovuto e inevitabile, che consente al personale di ricevere quanto dovuto non certo per la presenza dei consiglieri che hanno votato in aula l’approvazione del debito fuori bilancio.
Si prevede un finale di stagione consiliare costellato dalla sterile contrapposizione fra opposizioni e quel che resta della ex maggioranza pentastellata, che, fino all’ultimo, sarà caratterizzato dallo sfruttamento dei lavori d’aula, da parete delle opposizioni, per una campagna elettorale di basso livello, come già si è avuto modo di avvertire.
