E’ appurato che tutto nasce da un errore sul sito istituzionale del Comune di Ragusa.
Fra le competenze della VI Commissione, dopo Sviluppo Economico, Industria, Artigianato, Commercio, Agricoltura, dovevano scrivere Politiche Comunitarie.
Forse per una svista, viene scritto Politiche Giovanili, il collaboratore del Sindaco in materia si rivolge alla Presidente della VI Commissione per la possibilità di una convocazione di seduta nel corso della quale l’intraprendente e volenteroso Simone Digrandi vuole aggiornare i consiglieri della commissione competente sui programmi che intende mettere in atto per assolvere il compito assegnatogli.
Una convocazione per la quale qualche consigliere dissente, come Giorgio Mirabella, oggi in grande spolvero come componente della commissione, assieme ai colleghi della minoranza Chiavola e Gurrieri, un Mirabella che, quando si è parlato di Corfilac ha ricevuto manifesta condivisone per due volete dal vicesindaco, la dott.ssa Licitra, e una volta dal consigliere di maggioranza Schininà.
Digrandi, dopo quelle degli assessori, è di certo una prima scelta del sindaco Cassì, un elemento giovane con una sua storia di professionalità seria, sobria, che si è fatto notare per una campagna di comunicazione elettorale di rara efficacia.
Come pochi sanno fare in politica, agisce in totale trasparenza, non vede l’ora di comunicare quello che vuole fare, non ha secondi fini, non ha motivo di tenere riunioni riservate, ha semplicemente chiesto di essere ascoltato dalla commissione competente per le politiche giovanili.
L’errore, provocato dalla dicitura sbagliata sul sito istituzionale, lo solleva da ogni responsabilità, anzi fa emergere la necessità di rinnovare e riqualificare il sito istituzionale del Comune, quanto di più vetusto annovera il Municipio di Ragusa, e sarebbe il minimo affidare la sfida a lui, rima che ci arrivi qualche avventuriero della comunicazione, come stava per avvenire per altre faccende del Comune.
In questa sesta commissione che non ha niente a che fare con le politiche giovanili il dibattito si è animato, non tanto per i programmi di Digrandi, per molti versi ineccepibili e imbastiti attraverso procedure di coinvolgimento delle fasce giovanili di sperimentata efficacia, quanto per le dinamiche dei lavori di commissione che a qualcuno non vanno giù.
Digrandi ha iniziato la sua relazione dalla scelta della sala giunta come luogo simbolo istituzionale, per accogliere idee e proposte, in incontri programmati, studiati nella tempistica, che già registrano il sold out, incontri che si sono rivelati produttivi, costruttivi, scarsi di lamentele e con progetti precisi, molti dei quali saranno presto trasferiti al Sindaco per la sua opportuna valutazione.
Tanta attenzione per la Consulta Giovanile e le difficoltà di avvio registrate da sempre, un progetto ambizioso di fare rete con le realtà giovanili e le consulte di altri comuni.
Di grandi si muove sulle esperienze associative e sulle sperimentate politiche di consulte come quelle di Chiaramonte Gulfi che si sono sostituiti agli organizzatori di eventi e di manifestazioni per cartelloni che hanno riscosso grande gradimento e notevoli consensi, di pubblico e di critica.
Condivise dai consiglieri presenti le esigenze di occuparsi, in tema di politiche giovanili, di prevenzione per malattie, droghe alcool.
Anche in questa fase, diciamo non valida dei lavori di commissione, protagonista Giorgio Mirabella che, da un lato, non può fare altro che riconoscere le capacità di Simone Digrandi, auspicando la sua nomina ad assessore, apprezzandone le qualità e la considerazione che gli riserva il primo cittadino, dall’altro, lucidamente, mette in risalto come un collaboratore, un esperto, un consulente, non ha poteri decisionali, non ha poteri di firma, non sa nemmeno se e quando potrà avere fondi a disposizione per i suoi progetti.
Ergo, per Mirabella, Digrandi deve interfacciarsi con il Sindaco, anche nella qualità di assessore competente per le politiche giovanili, ai consiglieri non ha nulla da dire, deve essere il Sindaco a riferire per le politiche giovanili.
Non è l’attacco a Digrandi, ma all’amministrazione, ai suoi esponenti, segnatamente alla Presidente della Commissione a cui si eccepisce anche l’infinito ricevimento di parlamentari del territorio, iniziativa ritenuta di scarsa valenza da Mirabella perché i consiglieri comunali non hanno poteri di controllo sui parlamentari e sul loro lavoro.
Piuttosto Mirabella vorrebbe l’assessore allo sviluppo economico per conoscere i programmi dell’amministrazione in materia, vorrebbe avere in commissione le organizzazioni datoriali per conoscere aspettative e attese, non servono le passerelle.
Anche in questo caso grande condivisione per la posizione del consigliere di INSIEME, anche Gurrieri, esponente del Movimento 5 Stelle, ne apprezza il discorso, plaude all’operato di Digrandi che saprà mettere in risalto il grande fermento giovanile che c’è in città.
Gurrieri sembra andare fuori tema, ma essendo la commissione dello sviluppo economico bene fa a parlare di start up, di casa delle associazioni da consegnare alla collettività, di sviluppo economico in genere, tanto da meritarsi il riconoscimento della Presidente per il bel discorso, da capire, poi, perché la signora Rarniolo ha evitato di evidenziare nel suo comunicato questi apprezzamenti della maggioranza, non solo suoi nei confronti di una opposizione che oggi ha dimostrato di saper svolgere un ruolo propositivo e positivo nell’interesse della città.
Anche Mario Chiavola, capogruppo del PD, si è unito al plauso per questa nomina dell’esperto che, a quanto pare, come non è avvenuto per gli altri preferiti dal sindaco, riscuote consensi all’inverosimile.
Lo considera l’input ideale per dare vita al turismo, all’economia del territorio, a tanti settori su cui molti sono lesti a mettere mano ma lenti nel produrre risultati.
Poi il dibattito è scemato nella contrapposizione, la consigliera Iacono, peraltro Presidente della Commissione che si occupa delle Politiche Giovanili si è mostrata agitata per le posizioni di Mirabella e delle opposizioni ed è venuta incontro alla Presidente esprimendo la più ampia condivisione per l’audizione del collaborare del Sindaco, che vede come l’inizio di un percorso utile e di un confronto che sarà foriero di risultati positivo.
