Un incontro con i commercianti di via Roma e delle aree limitrofe. Un estremo tentativo, pervaso da buona volontà e dall’impegno che certamente sarà dedicato alla rivitalizzazione della via.
Un obiettivo che potrà essere perseguito solo grazie alle doti di coinvolgimento e di consenso in cui sono maestri il Sindaco e l’assessore Barone, che ha partecipato alla riunione.
Una impresa assai difficile e complicata che si può realizzare, come recita una nota stampa, attraverso una serie di misure ed iniziative utili ad incentivare la presenza nel cuore della città di nuove attività commerciali e conseguentemente dei cittadini che tornerebbero così a frequentarla maggiormente.
Il punto è questo e si dovrà verificare quali forme di incentivazione potranno essere adottate secondo le normative, perché si andrà in via Roma se si trova il locale “in”, sia esso ristorante, bar, caffetteria, pizzeria, sala da thè, frullateria, fast food.
Se non ci sarà una offerta qualificata e selezionata, non si andrà lontano, come pure occorre riportare marchi famosi sulla via, altrimenti ogni tentativo risulterà inutile.
Quali potranno essere gli incentivi adatti e consentiti dalle norme? Questo lo possono dire solo gli amministratori che, intanto, hanno voluto e vorranno ascoltare proposte e suggerimenti degli operatori commerciali.
Ma si devono svegliare tutti, l’assessore allo sviluppo economico, competente sulla materia ma silente da un anno, le associazioni di quartiere che fanno salotto ma non concretizzano le ipotesi di rivitalizzazione.
Si era parlato di chiarire la questione del Centro Commerciale Naturale, si era parlato di allargare la compagine di qualche associazione già esistente anche ai non residenti, si preannunciava una fitta serie di riunioni per discutere della problematica, non se ne è fatto nulla.
Punti cardine dell’azione dell’amministrazione vorranno essere:
– mobilità, con un’apertura controllata ZTL come accade in moltissime città europee per riattivare la viabilità di questa e altre arterie;
– la ricerca di brand da coinvolgere al momento assenti in città così da diversificare l’offerta rispetto ai centri commerciali;
– un protocollo strategico con tutti i proprietari di locali sostenuto da incentivi economici;
– illuminazione e decoro degli spazi sfitti.
È stato chiesto ai commercianti di costituire una propria delegazione affinché possano seguire e accompagnare la realizzazione di queste proposte in tempi stretti.
Ci permettiamo suggerire una ipotesi di utilizzo da incentivare con ogni mezzo: ci sono due locali inutilizzati o sottoutilizzati: l’ex Standa e i locali dell’Ufficio Turistico in piazza San Giovanni.
Occorre impiantare uno o due fast food, aperti sin dalla mattina, in ogni caso dall’ora di pranzo fino a motte inoltrata, locali che rivitalizzano naturalmente una zona con il movimento che creano.
Occorre avere coraggio, servono decisioni forti, non si devono avere remore per le possibili proteste di altri operatori commerciali del settore che potrebbero non gradire determinate presenze, ancorché le loro attività commerciali ravvivano solo i loro portafogli.
Fare turismo o sviluppo economico non vuol dire agire come per il servizio di bike sharing, il cui bando è stato modificato e rinviato, con lo spostamento del punto di raccolta dal porto turistico a Punta di Mola, così che se uno deve andare ad affittare una bici deve prendere il treno o l’aereo per arrivarci.
Fino a quando l’interesse dei singoli sarà anteposto a quello della collettività, come da sempre avviene a Ragusa, non si risolverà niente. Lo stesso vale per la rinascita del centro storico superiore.
