L’ASP e il suo settore tecnico sono andati nel pallone

Scrivevamo, nei giorni scorsi, che si attendeva il trasferimento del Laboratorio di Analisi dal Civile al maria Paternò Arezzo: lo aveva annunciato il Commissario, dr. Ficarra, nel corso di una conferenza stampa presso la Direzione Generale, in occasione della presentazione dei dati statistici sanitari del 2016.
Aveva detto, il Commissario che tutto sarebbe avvenuto nel giro di 10 giorni, da metà ottobre, ad inizio novembre, trascorsi oltre 15 giorni, veniva risposto alle domande sul ritardo che il trasferimento era imminente, il tempo di aprire il Pronto Soccorso di Modica e poi ci si sarebbe dedicati al trasloco del Laboratorio di Analisi
Possiamo comprendere il ritardo per il nuovo Pronto Soccorso della Contea, ma desidereremmo sapere, partendo dal presupposto della assoluta buona fede del dr. Ficarra, chi gli fornisce le assicurazioni sullo stato di avanzamento dei lavori, ci deve essere qualcuno, all’interno dell’ASP che dovrebbe essere consegnato agli affetti familiari, perché quella delle assicurazioni sul tutto a posto per le condizioni di apertura del nuovo stabilimento ospedaliero è ormai una vecchia questione, presumibilmente addebitabile al settore tecnico che già dovrebbe essere considerato il maggiore responsabile del trasloco farlocco che voleva organizzare Aricò.
Ora, mentre si attende inutilmente questo trasferimento giunge la notizia che non solo non co sarà trasloco ma, addirittura, il Laboratorio di Analisi di Cisternazzi viene chiuso.
Se ne è avuta notizia nella serata di ieri, martedì 12 dicembre, allorquando l’autorevole online ragusanews ha pubblicato la notizia ( http://www.ragusanews.com/2017/12/12/giudiziaria/chiuso-laboratorio-analisi-ospedale-ragusa/84415 ) che la Procura del Tribunale di Ragusa avrebbe chiuso il laboratorio di Cisternazzi per riscontrate criticità in ordine alle condizioni ambientali e agli standard di sicurezza relativi alle carenze dell’impianto di condizionamento e antincendio.
Problemi che, evidentemente, esulano dalle competenze e dalle capacità dei tecnici che se occupano da mesi e che continuano ad essere, secondo le notizie che trapelano, motivo dell’impossibilità di procedere all’apertura dell’ospedale, sempre sperando che non ci siano altre gravi mancanze che, alla luce delle gestioni allegre del passato, non sono assolutamente da escludere.
In tarda mattinata, dopo tante sollecitazioni e grazie alla pazienza della dott.ssa Micieli, capo dell’ufficio stampa dell’Azienda Sanitaria, alla quale era doveroso rivolgersi e alla quale hanno rimandato i tentativi di stabilire un contatto diretto con il Direttore Generale, è finalmente pervenuto un comunicato sulla questione che, però, non fa assolutamente cenno a quanto riportato dall’articolo, notizia che sarebbe destituita di fondamento dal momento che l’ufficio stampa dell’azienda afferma di non sapere nulla di eventuali interventi della procura.

Il comunicato dell’Azienda Sanitaria, inviato alle ore 12.42, in risposta ai chiarimenti richiesti alle ore 8.32, recita che:

È SOLO UNA SOSPENSIONE TEMPORANEA QUELLA DEL LABORATORIO ANALISI DEL GIOVANNI PAOLO II

L’Azienda Sanitaria di Ragusa precisa che il Laboratorio analisi, trasferito nel nuovo ospedale Giovanni Paolo II, aveva avviato la propria attività in via sperimentale con lo scopo di verificare che il nuovo Servizio fosse in grado di coniugare organizzazione, sicurezza, qualità, tecnologia e flessibilità.
Infatti nella progettazione e realizzazione del laboratorio si è tenuto conto, in particolare, dell’integrazione tra impiantistica, arredi, tecnologie e flussi di lavoro.
Una nuova struttura in grado di assicurare, da un lato, migliori e più ampi spazi nei quali gli operatori potranno continuare a lavorare e, dall’altro, in grado di garantire servizi più efficaci ed efficienti per i cittadini.

Tuttavia nella fase di “rodaggio” sono sopraggiunte delle criticità e, pertanto, si è provveduto a sospendere temporaneamente l’attività del Servizio nel nuovo ospedale, fino al superamento, si tratta di pochi giorni, delle suddette criticità.

Nel frattempo, in mattinata, lo stesso ufficio stampa aveva diramato una nota sull’avviamento della procedura per l’accreditamento dello stabilimento ospedaliero:

L’U.O. Accreditamento dell’Asp di Ragusa ha trasmesso, all’Assessorato alla Salute – Dipartimento Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico – Servizio 1 “Accreditamento Istituzionale”, la procedura per l’accreditamento del “Giovanni Paolo II”, ai sensi del DA del 17/06/2002 – “Direttive per l’accreditamento istituzionale delle strutture sanitarie nella Regione siciliana.
Si tratta di una checklist, serie di controlli per la verifica delle varie fasi di un processo operativo, contenente tutti i requisiti organizzativi, strutturali, tecnologici, sicurezza, generali e specifici per l’esercizio delle attività sanitarie e per l’accreditamento.
Strutturali: riguardano per lo più l’impiantistica con la relativa manutenzione della stessa;
Tecnologici: le attrezzature e di Sicurezza: quali il piano di emergenza, il registro degli infortuni, certificazione relativa alle attrezzature, ambienti di lavoro ecc.
Requisiti che rappresentano, nella loro completezza, tutte le specifiche derivanti dall’applicazione delle leggi vigenti.
La verifica da parte degli Ispettori del Dipartimento dell’Assessorato alla Salute avverrà in due fasi: nella prima parte per accertare i requisiti strutturali e la seconda fase si effettuerà quando l’ospedale sarà pienamente operativo.

Restiamo in attesa di sviluppi sulla situazione.

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