Le Agorà democratiche non servano per far volare gli stracci in piazza

Le Agorà democratiche non servano per far volare gli stracci in piazza

La triplice mancanza del numero legale al Consiglio comunale di Ragusa ha visto confermare la nostra tesi che si è in campagna elettorale, per il rinnovo del consiglio comunale, e non solo, da diverso tempo.
Una ulteriore conferma viene da un ‘contributo’ che un componente della Direzione provinciale del Partito Democratico ha elargito ad un giornale online, prendendo spunto dalle Agorà Democratiche di Enrico Letta che dovrebbero caratterizzare l’ultimo quadrimestre di questo 2021, per entrare, quasi a gamba tesa, nella politica cittadina, segnatamente quella del Partito Democratico di Ragusa, ancorché da componente provinciale.
È il segnale, se ce ne fosse stato bisogno dell’agitazione che corre all’interno di ben definiti ambienti della sinistra ragusana che, usciti dal PD, tentano a tutti i costi di rientrarvi, ma senza il capo cosparso di cenere.
E vogliono rientrare dalla porta principale, con tanto di musica d’organo che solennizzi il ritorno e posto riservato in prima fila.
È l’anteprima dei film visti nel 2013 e nel 2018, quando le ambizioni, i traccheggi, i tradimenti, le rivalità personali all’interno del Partito Democratico ragusano portarono una volta a far vincere i 5 Stelle, cinque anni dopo a favorire la vittoria dell’attuale sindaco del capoluogo, lasciando al palo i candidati del PD.

Il segretario del PD Letta ha voluto le Agorà “per far tornare il partito dentro la società, spalancando le porte
a chi per anni ha praticato l’impegno civico, l’associazionismo, il volontariato senza tuttavia mai trovare casa nella politica organizzata. La sfida delle Agorà Democratiche è soprattutto questa: spalancare quella porta chiusa, far entrare popolo e ossigeno, passare dal controllo all’ascolto e al dialogo.”
Non ha detto che debbano servire per accogliere tutti quelli che se ne sono andati polemicamente o intravedendo spiagge migliori.
Le Agorà sono aperte sia alle iscritte e agli iscritti al Partito Democratico sia a tutte le cittadine e i cittadini interessati a partecipare a questo percorso nuovo e innovativo.

Vito Piruzza, autore di questo contributo, dà vita polemicamente alle sue riflessioni, con una considerazione non del tutto accettabile sulla ridotta partecipazione di pubblico, a Marina di Ragusa, per la Festa Regionale dell’Unità.
Una considerazione in linea solo con le preoccupazioni del segretario Letta che tenta, in tutti i modi, di incrementare la partecipazione nel PD, partito che mostra, secondo lui, segni di stanchezza.
Ma non si può essere del tutto d’accordo su questa linea, dello stesso segretario, perché il PD è sempre sulla cresta dell’onda, protagonista indiscusso della politica nazionale e regionale e anche locale dove ci sono esponenti responsabili, competenti, di esperienza, che lavorano per il partito e per il bene pubblico, senza ambizioni personali e per i propri sodali.
Pur firmando da componente della Direzione provinciale e, dimenticando di interessarsi delle Agorà Democratiche, Piruzza concentra le sue attenzioni su Ragusa e sul segretario cittadino, senza nominarlo, per sottolineare come abbia messo in risalto il rischio “che le Agorà possano rappresentare, per persone che non condividono i nostri valori, l’occasione per usare il PD come trampolino di lancio per le proprie ambizioni personali.”
Piruzza condivide la preoccupazione ma rileva come, spesso, le conversioni sarebbero determinate da interessi per i partiti che hanno il vento in poppa, reiterando una sua idea di scarso appeal del Partito Democratico, che a questo punto stupisce e preoccupa in quanto espressa da un componente di Direzione provinciale.
E viene subito al dunque, svelando i veri motivi ispiratori del suo ‘contributo’: “L’attenzione deve rivolgersi ai tantissimi compagni di strada di centrosinistra che, negli ultimi anni, hanno abbandonato l’impegno diretto o si sono rifugiati nel mero civismo, a causa dei molteplici motivi di delusione che il nostro partito ha fornito loro. E sono in tanti!”
Qua dovevamo arrivare, e aggiunge: “Per strada si sono persi troppi “veri democratici e vere democratiche” che aspettano dal partito un segnale di apertura “reale” e non solo parole.”
“Se si vuole davvero rifondare il PD e tornare ad essere competitivi elettoralmente di questi tantissimi amici non possiamo fare a meno!”
Seguono poi altre considerazioni sul ruolo del Partito Democratico come essenza di centro sinistra e guida dello stesso, ruolo irrinunciabile che non può essere delegato per “inseguire risentimenti e perpetuare faide”, ma le considerazioni sembrano rivolte solo al gruppo dirigente, non a quelli che se ne sono andati, gruppo dirigente chiamato a “non farsi scudo dei formalismi statutari per autoassolversi da tutte le spaccature che si sono consumate e deve rivisitare in modo critico le proprie scelte.”
il ‘contributo’ così si chiude: “I risultati delle divisioni nel centrosinistra in provincia di Ragusa per il PD sono sotto gli occhi di tutti: una serie di brucianti sconfitte alle quali non possiamo rassegnarci. E la terapia non può certo essere perpetuare le divisioni!!!”
Delle Agorà Democratiche, in fondo, si è parlato poco o niente. Del tutto evidente il fine di spendere un intervento per favorire un dibattito teso a far rientrare nel partito fuoriusciti e scappati. o iscritti che hanno già un piede fuori.
Numerosi sono i cittadini, fra cui chi scrive, simpatizzanti o comunque interessati alle sorti del Partito Democratico, e soprattutto ad un suo nuovo corso, che ritengono alcune delle considerazioni degne di attenzione, ma se il fine deve essere quello di riportare sul palcoscenico vecchie cariatidi del Partito, che entrerebbero, senza alternative, in rotta di collisione con il nuovo Partito Democratico che già esiste e per cui si è lavorato con disinteressata passione politica, si rischia che le Agorà democratiche vengano inquinate da argomentazioni strumentali, tradendo i principi ispiratori di una iniziativa interessante ma che, come forma di democrazia partecipata, attraverso la rete, ha i suoi grandi limiti, come hanno evidenziato Salvatore Iaconesi e Oriana Persico in un articolo per “Il Manifesto”, dal titolo “I limiti delle Agorà democratiche di Enrico Letta”

I limiti delle Agorà democratiche di Enrico Letta | il manifesto

per chi volesse leggere il contributo di Vito Piruzza :

Tempo di agorà (democratiche) – Ragusa Oggi

Tempo di agorà (democratiche)

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