Di solito, nel weekend, è difficile fare cronaca politica, dal venerdì pomeriggio si va in ‘vacanza’ e mancano gli argomenti. In questo fine settimana, invece, siamo, inaspettatamente, gratificati, ancorché con uno spettacolo per nulla edificante dal punto di vista politico, dalle baruffe fra esponenti della minoranza e della maggioranza che, a suon di comunicati, se la battono e se la suonano senza capire, forse, che la commedia a cui danno vita lascia basita l’opinione pubblica per l’inconsistenza del dibattito politico, già dominante, superata anche da queste piccole contrapposizioni che, addirittura richiamano temi assai più importanti, solitamente, e con gravi responsabilità, ignorati da tutti i consiglieri comunali.
Motivo del contendere la mancata riunione dei capigruppo, come tantissime volte è accaduto nel passato, senza che nessuno abbia avuto la buona idea di farne oggetto di discussioni da cortile.
Tutto nasce dalla esigenza di qualche consigliere del Movimento 5 Stelle di fare appello alla precisione, alla regolarità dei lavori d’aula e di commissione e di conferenza dei capigruppo.
Vero è che, nei 5 anni precedenti, il consigliere Firrincieli, forse, non era neppure grillino, ma nulla ci può impedire di sorridere, per usare un eufemismo, perché dopo quello che ci hanno fatto vedere, per cinque anni, gli esponenti del Movimento 5 Stelle, in materia, sarebbe dignitoso che gli attuali esponenti del Movimento non sollevassero determinati argomenti e non riportassero alla memoria quanto avvenuto in passato.
Fare illazioni su presunti scricchiolii della maggioranza, che tutti sanno non ci sono, al netto della questione interna al gruppo di Barone per l’assessorato assegnato ingenuamente alla Salamone, è una inutile provocazione, come pure asserire che gli impegni istituzionali vengono presi sottogamba.
Grave che in un primo comunicato, al contrario di quanto fa in una nota di replica, Firrincieli non ammetta subito di essere arrivato in ritardo. Anche le giustificazioni per il fatto che ha dovuto sostituire la capogruppo Federico impegnata in un sopralluogo al nuovo ospedale con parlamentari del suo Movimento sono da considerarsi prive di ogni valenza, se alla riunione dei capigruppo si antepone una passerella politica puramente propagandistica, quale è stata la visita al Giovanni Paolo II.
In ogni caso, una sostituzione che non sarà diventata inevitabile di prima mattina, ma doveva essere programmata in tempo.
Se poi, in conferenza dei capigruppo, è mancato il numero legale, perché qualcuno si è stancato di aspettare, vale la reprimenda della consigliera Federico che ha fatto rilevare al Presidente del Consiglio un ritardo di 12 minuti nell’avvio di una seduta del Consiglio Comunale.
Nella vita si deve essere coerenti, se si esige la puntualità si deve esigere sempre, non a convenienza.
Il capogruppo della maggioranza non era assente, se ne era soltanto andato dopo che, all’orario della convocazione, non c’era nessuno, indipendentemente da giustificazioni pervenute o non pervenute.
Quanto al rilievo circa la mancata sostituzione, è normale rilevare che se uno se ne va perché non ci sono i convocati, non si vede perché dovrebbe farsi sostituire.
Quanto all’episodio della mancanza del numero legale nel corso dell’ultima seduta di consiglio comunale, è apparso evidente a tutti la mossa strumentale, ancorché del tutto legittima, messa in atto dalle minoranze, dal momento che è stato evidente per tutti che i consiglieri di maggioranza erano tutti dentro il palazzo, tanto che, al secondo appello, la seduta è stata regolarmente riaperta.
Le conclusioni di Firrincieli sono da testo di scienze politiche, peccato che non hanno nessuna attinenza con la realtà del consiglio comunale di Ragusa e della sua maggioranza.
Tutto poteva finire nella banalità usuale di molti comunicati stampa, avulsi dalla realtà e solamente retorici e propagandistici.
Ma il livello del consiglio comunale, anche questa volta, non è che sia eccelso, anzi nei cinque anni precedenti c’erano Tumino,(Maurizio), Iacono, Massari, La Porta, Lo Destro, Agosta, Stevanato, Licitra, Leggio che animavano il dibattito, oggi sono tutti dei principianti, ci sono solo Mirabella e Tringali, della vecchia guardia, a mantenere un livello dignitoso per un consesso che non è destinato a splendere.
Ribatte, al consigliere Firrincieli, il capogruppo Tumino, e, se lo fa, bene fa a evidenziare la menzogna dell’avversario: è stato Firrincieli a non presentarsi puntuale, punto e basta. Tutto il resto è commento inutile.
Solo che Tumino non riesce a trattenersi e ritiene opportuno sollevare, come se fossero attinenti alla questione, le disastrose condizioni nelle quali sarebbe stata lasciata la città dopo 5 anni di amministrazione grillina, pur in presenza di consistenti incassi per le royalties petrolifere, sul cui utilizzo stanno indagando i giudici della Corte dei Conti.
Un appunto che ci potrebbe stare, anzi è l’occasione per sollecitare il capogruppo Tumino a spiegare alla città come la nuova amministrazione ha sistemato le cose, al riguardo, per il consuntivo 2017 e, soprattutto, per il preventivo 2018, per il quale potrebbero essere spiegate ai cittadini le destinazioni secondo le normative che, di certo, saranno state diligentemente applicate e delle quali tutti i consiglieri comunali, lui per primo, avranno contezza per aver approvato gli atti relativi.
Ma se sono baruffe, devono essere di livello come quelle di Goldoni, e allora via alla replica di Firrincieli, per allietare un sabato sera uggioso.
Firrincieli esordisce, addirittura, replicando a quelle che giudica inesattezze e non bugie, non volendo scendere sul terreno del vilipendio
Si giustifica di non aver accusato il collega di assenza ingiustificata, particolare che Tumino non ha nemmeno toccato, ritorna sulla assurda pretesa della possibile sostituzione.
Poi esce la novità dell’avviso del ritardo comunicato al Presidente Ilardo, e continua in un groviglio di considerazioni attorno ai ritardi suoi, quelli eventuali e non dimostrati del Presidente, alle giustificazioni e alle interpretazioni che può aver dato Tumino alle assenze.
La sostanza, acclarata dai comunicati, è che all’orario della convocazione, non c’era il numero legale. Amen.
Pensavate che tutto finiva qui? No, di certo.
Quanto ai temi di interesse generale, richiamati dal capogruppo Tumino, cari alla comunità, i 5 Stelle sono in prima linea, nel confronto con i problemi dei cittadini, nel riferirli nelle comunicazioni in consiglio e dopo, casomai, a mezzo stampa. Sarebbero, piuttosto, i consiglieri di maggioranza a non fare mai segnalazioni e a non richiamare mancanze degli assessorati.
Sarebbe la riprova che nel gruppo PeppeCassìSindaco non ci sarebbe la percezione delle problematiche cittadine visto che come Alice vedono intorno solo meraviglie oppure vedono la città trovata in un vero disastro.
Fin qui, sarebbe stata dialettica politica, ma volete che, come i bambini, dopo che Tumino è caduto volutamente nella pozzanghera, non lo voglia fare anche Firrincieli?
Allora via con la farneticante considerazione che la Corte dei Conti sta verificando l’utilizzo delle royalties, secondo Firrincieli per pura formalità, ma, attenzione, nessuno si è macchiato di reato (!?!) che, comunque, sarebbe accertato dopo il terzo grado di giudizio, alla Berlusconi per dirla più chiara.
Peccato che, per primo, l’allora assessore Stefano Martorana ammise, con carte e slide alla mano, che abbiamo di recente pubblicato di nuovo, che le destinazioni erano, in buona parte, per spesa corrente, quindi in disattenzione alla norma.
Ma si è capito, alla fine che Firrincieli era provato per la lunga diatriba e ha perso il filo: è stato quando ha detto che il rinvio della conferenza dei capigruppo comporterà nuova convocazione, ulteriore mobilitazione degli uffici e nuovo esborso per le casse della pubblica amministrazione.
Là abbiamo capito perché qualcuno ci dice: “Lasciali perdere, poca cosa !”
