di Vilnius Nastavnic
Gli immigrati a Capalbio e il Convento di Santa Maria del Gesù a Ibla
Non è che possiamo avercela con i democratici, il problema è che loro, bene o male sono vivi, e offrono spunti di vario tipo per considerazioni diverse. Gli altri, soprattutto quelli di destra, di Forza Italia, quelli che una volta erano fascisti, o quasi, sembrano non esistere, in attesa di non si sa che cosa.
Leggiamo, su alcuni giornali, della rivolta di Capalbio per il possibile arrivo di 50 immigrati.
La Capalbio radical chic dei VIP di sinistra non vuole profughi. Claudio Petruccioli, una vita nel partito Comunista, poi nel Pds e Ds, ex presidente della Rai, è un po’ l’elemento di collegamento fra i residenti veri e quelli acquisiti, il popolo di vacanzieri rigidamente di sinistra, quelli per intenderci che vanno a caviale e champagne. Cosa dice Petruccioli: “non è una vendetta contro la piccola Atene, contro la vecchia guardia della sinistra, da qualche parte vanno sistemati, ognuno deve fare la sua parte”. Ma Petruccioli puntualizza quali sono le condizioni che, riteniamo ha potuto porre qualsiasi sindaco di qualsiasi località prescelta per posteggiare profughi e immigrati comuni.
“Deve essere chiaro quali sono le regole: come vengono alloggiati, da chi vengono controllati, quali sono le garanzie, chi sono gli ospiti e cosa fanno”
Richieste normali, legittime, che, si ritiene, saranno ascoltate come in qualsiasi altro posto d’Italia!
In questo lembo di Toscana ad alta densità intellettuale e politicamente corretta ma di sinistra, vogliono sistemare solo circa 50 immigrati. Ma il paese è rivolta, e non si ascoltano voci degli abituali frequentatori che auspichino, invece, secondo i principi della migliore sinistra, un numero maggiore di ospiti da integrare.
Secondo gli articoli dei giornali di destra, c’è, per esempio, la scrittrice e giornalista Annalisa Chirico, animatrice degli incontri letterari e compagna di Chicco Testa, che si preoccupa che gli immigrati siano piazzati a pochi passi dal cuore culturale del paesino.
C’è un residente che ha scelto Capalbio come ‘buen retiro’, accollandosi trent’anni di mutuo per la casa, e ora pretende la tranquillità che gli ha fatto scegliere il posto.
Ma la regola varrebbe anche a Ragusa, per i residenti di via Eugenio Criscione Lupis o meglio per i residenti della zona del convitto di San Francesco all’Immacolata, a Ragusa Ibla.
Ah! Questi comunisti, così bravi a sputare teorie politiche fino a quando non viene toccato il loro coso.
Dov’è l’accoglienza di cui tanto si parla?
Ma per le contraddizioni PD possiamo attingere anche in casa nostra. Dove gli esponenti renziani PD in consiglio comunale non mancano mai di segnalare ed evidenziare tutto quello che non va in città, qualche volta giustamente, più spesso in maniera strumentale, additando alla necessità di dimissioni quanti, inadeguati al ruolo, non sono in grado di governare.
Nei giorni scorsi comunicato dei due consiglieri renziani PD, Chiavola e D’Asta per partecipare alla gioia per l’ennesima consegna dei lavori per il recupero dei locali del Convento della Chiesa di Santa Maria del Gesù ove dovrebbe essere allocato un secondo Museo Archeologiche o di Ragusa.
Ineccepibile la voglia di partecipare ad un momento importante della vita della città, indiscutibile, come in tante altre occasioni, l’interessamento, per nulla messo in dubbio, dell’on.le Dipasquale che, nella qualità di deputato regionale, segue da vicino, con particolare attenzione, le questioni riguardanti la sua città, com’è naturale che sia.
Un interessamento peraltro riconosciuto, ufficialmente, nel corso di un incontro con i rappresentanti della stampa, dal Soprintendente e dal Sindaco di Ragusa.
Assodato questo, cominciano le contraddizioni: gli enormi ritardi accumulati vengono addebitati alla burocrazia, non ai responsabili della Soprintendenza che si sono succeduti negli anni, non ai vertici dell’assessorato regionale che hanno dimenticato l’opera, non ai responsabili di governo che, da quindici anni si sarebbero dovuti preoccupare di portare a termine i lavori.
Un progetto che, secondo Chiavola e D’asta, avrebbe avuto inizio con la precedente amministrazione, quella appunto dell’on.le Dipasquale.
Ma, leggendo solo la rivista del Comune di Ragusa, editata negli anni passati, si rilevano dati diversi.
Un tale Salvatore Scuto, già pezzo grosso della locale Soprintendenza, poi egli stesso Soprintendente a Enna, scriveva già nel 2001 di lavori da effettuare sul Convento della Chiesa di Santa Maria del Gesù, dei Frati Minori Riformati.
Nel 2004, sempre sulla stesa rivista del Comune, riferiva di lavori effettuati il noto restauratore locale Sebastiano Patanè.
Nel 2005 una tesi di laurea di Maria Carmela Bocchieri, architetto, ci dava già un’idea di quello che sarebbe stato il Museo Archeologico di Ragusa, una volta trasferito nei locali ristrutturati del Convento.
Nel 2009, sulla rivista, il resoconto di indagini non invasive per la caratterizzazione del degrado del monumento, entrato, intanto, a far parte del piano di intervento allegato alla candidatura per il riconoscimento UNESCO.
Ma particolari più probanti li ricaviamo da un altro articolo, sulla rivista, dell’architetto Scuto, nel 2004: dopo il terremoto del 90, quello di Santa Lucia, si cominciò a pensare ad un progetto di restauro per la Chiesa di ‘Jesu’. Un progetto venne redatto dalla Soprintendenza, con fondi 433, per le prime due elevazioni, oltre a fondi comunali della 61/81 per gli altri livelli della costruzione, edificata su più piani per adattarsi al dislivello del costone originario.
Non c’era un primitivo disegno per la destinazione d’uso, si pensava ad un utilizzo alberghiero, non si prevedevano interventi per l parte crollata. Nel 1999, mentre la Soprintendenza, in qualità di stazione appaltante affidava i lavori, si apriva un ampio dibattito in Commissione Centri Storici per una destinazione d’uso. Furono lo stesso Scuto, poi nominato direttore dei Lavori, e l’allora Soprintendente Gesualdo Campo a proporre la destinazione per Museo Interdisciplinare di Ragusa.
Scuto scriveva della opportunità di “dissotterrare uno dei tanti gioielli nascosti di Ragusa, il Museo Archeologico Ibleo … allora carcerato in uno scantinato”.
Cosa c’è da celebrare, se non da festeggiare, se dopo quindici anni la Soprintendenza, sia pure grazie ai provvidenziali buoni uffici dell’on.le Dipasquale, cerca di finire quanto cominciato ?
Non abbiamo visto gente con il capo cosparso di cenere, intenta a chiedere scusa alla città e ai cittadini per lo spaventoso ritardo che non può essere solo additato alla burocrazia.
D’Asta e Chiavola, sempre attenti a segnalare le discrasie del sistema locale, avrebbero dovuto bacchettare, come sono soliti fare e come sanno fare, quanti hanno concorso a questo piccolo scandalo locale che, per i rapporti che hanno e che, soprattutto, possono avere in questo momento, possono portare alla luce con facilità.
Ma non perdiamoci in inutili chiacchere, perché il tempo passa e a 365 giorni dalla data della conferenza stampa, a detta del Soprintendente, ci sarà l’inaugurazione del Museo, anche se quello Archeologico dello scantinato, particolare ‘dimenticato’ dai due consiglieri, resterà ‘nascosto’ come lo è da tempo.
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