Restaurata la Chiesa di Sant’Agata ai Giardini Iblei

di redazione
Proficua collaborazione con il Comune che ha sostenuto le spese per il restauro dell’importante monumento

Nel corso di una sobria cerimonia, in occasione dell’ultimazione dei lavori di restauro e consolidamento, la Chiesa di Sant’Agata ai Giardini Iblei e stata restituita alla pubblica fruizione. Un luogo di culto, un bene architettonico di pregio che accoglie, al suo interno, quello che costituisce, forse, il capolavoro d’arte più importante della città, il famoso Trittico del Novelli.
Il progetto di recupero dell’importante monumento si è basato sula proficua collaborazione fra l’ente proprietario dell’immobile sacro, la Fondazione San Giovanni Battista, e il Comune di Ragusa:
“Un meccanismo virtuoso di collaborazione, ha affermato il vescovo di Ragusa, monsignor Carmelo Cuttitta, che ha prodotto e produce risultati importanti. Mi auguro che si possa proseguire su questa strada al fine di permettere ai tanti visitatori, turisti e fedeli di potere usufruire con continuità dei tanti luoghi di culto presenti tra Ragusa e Ibla che, purtroppo, rimangono inaccessibili per lungo tempo. Da oggi lancio il sogno che tutte le chiese del territorio siano sempre fruibili”.
Monsignor Cuttitta ha esternato una ulteriore riflessione sul corretto uso dei soldi pubblici: “I lavori per Sant’Agata – sottolinea – sono frutto per metà di soldi dati dagli italiani con l’otto per mille alla Chiesa Cattolica e per la restante parte con fondi derivati dal Comune di Ragusa. Mi chiedo quanto si potrebbe fare di buono se lo Stato impegnasse il restante 992 per mille delle nostre tasse in reali servizi ai cittadini”.
Soddisfazione ha espresso anche il sindaco di Ragusa, Federico Piccitto, che, nel dicembre 2014, rispose positivamente alle istanze della Fondazione, per dei lavori che sono stati ultimati nei tempi previsti.
Una positiva sinergia che permette alla città di poter allargare l’offerta turistica con un capolavoro che torna, splendente, alla comunità, grazie anche alla proficua e opportuna destinazione dei fondi della Legge su Ibla.
Le note del maestro Marco D’Avola, celebre organista di fama internazionale, hanno costituito il sottofondo della cerimonia inaugurale, che ha visto anche la presenza di S. E. il Prefetto di Ragusa, e hanno sottolineato l’ottimo lavoro di restauro dello strumento musicale condotto dalla famiglia Bovelacci.
Padre Giuseppe Antoci, direttore dell’ufficio Beni culturali della Diocesi, ha ripercorso a beneficio dei numerosi presenti, la storia della Chiesa e delle opere d’arte in essa contenute, mentre i progettisti hanno ripercorso le fasi dei vari interventi di recupero.
Legittimamente raggiante il Presidente della Fondazione San Giovanni Battista, Tonino Solarino, che ha visto nella consegna dei lavori, seguiti con particolare dedizione, non solo la restituzione alla comunità di un importante monumento e delle opere d’arte in esso contenute, ma piuttosto la possibilità per i cittadini di riavere un luogo di preghiera e di aggregazione, ricco di bellezza e spiritualità.

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