Non più tardi di 5 giorni fa, ci eravamo soffermati sulle contraddizioni all’interno di Sud chiama Nord: notavamo come, per esempio, il coordinatore provinciale Paolo Monaca abbia spesso affrontato, assai criticamente, il problema di Iblea Acque, mentre gli esponenti del partito, a Ragusa, presenti come assessore e come consigliere comunale, quindi in maggioranza, abbiano mantenuto il più assoluto silenzio sulla questione più volte sollevata anche all’interno del civico consesso, peraltro con esiti imbarazzanti per il primo cittadino contro il quale, però non hanno detto nulla.
Altra contraddizione era venuta fuori quando il coordinatore cittadino di Modica di Sud chiama Nord segnalava la mancata programmazione dell’amministrazione locale in tema di scerbatura delle strade e di manutenzione del verde pubblico: un appello all’assessore competente per riportare il decoro in città, anche in ossequio al claim della campagna elettorale del primo cittadino modicano che era: “PRENDIAMOCI CURA DELLA NOSTRA CITTA’”.
Ci eravamo chiesti se le politiche per il verde pubblico e per il decoro urbano di Sud chiama Nord variano da Comune a Comune oppure sono ispirate agli stessi principi.
Perché, ancora una volta, gli esponenti ragusani del partito, peraltro in maggioranza e in giunta, quindi con autorevole voce, sul verde pubblico, sul decoro, sulle manutenzioni che attengono anche, se non in massima parte, alle periferie e alle contrade, delega detenuta dall’assessore di Sud chiama Nord, nulla dicono, sembra che tutto vada per il verso giusto nonostante le critiche e le proteste da più parti, spesso in pubblico civico consesso.
Oggi un’altra manifestazione di questo singolare aspetto sulle politiche di Sud chiama Nord che variano da Comune a Comune: il coordinatore cittadino di De Luca per Comiso – Sud chiama Nord, Giovanni Landro, che tra l’altro è anche vicecoordinatore provinciale, ha diffuso una nota per denunciare il totale abbandono di contrade, frazioni e periferie della cittadina casmenea, definito “situazione complessa di degrado”.
A Comiso, per il rappresentante di Sud chiama Nord, “vi è un totale abbandono delle citate zone e, inoltre, a causa della scarsa manutenzione, carenza di illuminazione oltre che di segnaletiche verticali e orizzontali, mancanza di strisce pedonali e dissuasori di velocità, si registrano anche svariati incidenti stradali. Chiede particolare attenzione sia prestata alla pulizia delle caditoie, al ripristino del manto stradale, dei muretti di contenimento e alla vigilanza sull’abbandono sconsiderato dei rifiuti. Sollecita la calendarizzazione degli interventi di disinfestazione e derattizzazione da eseguire non solo nel centro cittadino e in qualche frazione, ma da estendere a tutte le contrade di Comiso. Ovviamente con calendari da rendere pubblici e facilmente fruibili dalla cittadinanza”.
Una situazione non molto dissimile da quella che esiste a Ragusa, in un territorio molto più vasto di quello di Comiso, per la quale assessore e consigliere comunale, di maggioranza, non sembrano preoccuparsi o in dovere di raccogliere le diverse istanze provenienti da più parti.
Il coordinatore cittadino di Comiso lancia una iniziativa interessante, attraverso la deputazione regionale il partito si impegna affinché si realizzi all’Ars una proposta di legge specifica per le contrade, le frazioni e le periferie a cui ogni Comune in regime di trasparenza, per evitare che ci siano cittadini di serie A perché vivono in città e cittadini di serie B perché vivono in periferia, possa destinare annualmente da bilancio una quota utile alle frazioni, contrade e periferie dei Comuni siciliani.
Una iniziativa, senza dubbio interessante, che permetterebbe di mettere sullo stesso piano cittadini del centro abitato e cittadini oggi considerati di serie B, ma si deve fare attenzione, verrebbe chiesto di approntare una quota del bilancio e non una totale parità fra centro e periferie.
Anche a Ragusa chiesero all’amministrazione, in fase di bilancio, un capitolo ad hoc per contrade e periferie e ottennero solo una elemosina di 70.000 euro per manutenzioni, somma che, comunque, tentarono di spacciare per una conquista, nonostante l’esiguità della cifra sufficiente solo per le ordinarie manutenzioni che comunque, sarebbero state, in ogni caso oggetto di interventi.
Dovremmo capire perché a Modica o a Comiso, in Sud chiama Nord, sono così attenti a determinate esigenze delle città, e, a Ragusa, invece, dormono.
