Ci giunge una lettera di un cittadino di Marina di Ragusa che sottopone il caso di un residence della frazione marinara, all’interno del centro abitato, edificato, secondo il lettore, con u a operazione pubblico/privato della quale, a distanza di anni, non si comprenderebbe “nitidamente quale sia l’azione compensativa in favore della pubblica utilità”.
Il lettore riflette sulla consuetudine di prendersela con quelli della precedente amministrazione e rileva, nello stesso momento, come alcuni degli attuali amministratori siano quelli dei cinque anni precedenti, segnatamente il sindaco e l’assessore ai lavori pubblici, direttamente interessati nella questione.
Ma, come vedremo, è una problematica, per usare un eufemismo, che affonda le radici in empi ancora precedenti e nessuno, fino ad ora, è voluto mai intervenire.
Si tratta di un tipico caso di irregolarità urbanistica tanto grande che riesce difficile metterci mano.
Anche accertandosi con tecnici del settore, si ha la sensazione che si tratti di una questione nota a tutti.
Nello specifico il lettore si chiede come mai la pubblica amministrazione non è riuscita a produrre atti, attraverso i propri uffici, per “incaricare “, finalmente, il costruttore a distribuire e concordare ,in base ai criteri stabiliti ( perequazione), gli spazi relativi, appunto , alla parte pubblica di questa edificazione ormai ,da tempo, satura .
La domanda, a questo punto, sorge spontanea e cioè: vuole il Comune di Ragusa, definitivamente, dare una equa distribuzione cominciando a mettere una tabella per indicare, intanto, la parte comunale, oppure la zona destinata a verde pubblico, piuttosto che l’uso della piscina ed altri locali che dovrebbero o potrebbero essere in uso al comune?
L’unica cosa, purtroppo, che emerge chiaramente è che, attualmente, la posizione dell’amministrazione sia quella di non riuscire a fare rispettare tale legittimo interesse della collettività.
Chi è del settore, non solo non si stupisce ma segnala come nelle zone urbanistiche D / A di Marina di Ragusa sarebbero dovute sorgere strutture dedicate alla ricettività, anche di lungo periodo, una destinazione, chiaramente turistico alberghiera, mentre, pare, le unità immobiliari, più o meno regolarmente sono finite per diventare normali residenze, anche per villeggiatura, e non sempre, pare, i termini perequativi sono stati rispettati in pieno.
Come sempre, questo dovrebbe essere lavoro delle opposizioni, qualunque lettore del giornale avrà un amico fra le opposizioni, e chi ci scrive lo ha di certo, ma le opposizioni, a Ragusa, indugiano a farsi fotografare con gli amministratori per le occasioni più diverse e diventano, sempre di più, con l’avallo dei leader politici, opposizioni al borotalco.
Per esempio, da anni, non solo sotto i governi Cassì, nella zona di costa di Passo Marinaro, c’è lo scheletro di un villaggio turistico abusivo che dovrebbe essere demolito, bonificando l’area.
Il Comune sarebbe tenuto alla demolizione, ma tutto è fermo da anni, al tempo dei grillini, nonostante 80 milioni di royalties, dicevano che non c’erano i soldi necessari per la demolizione e che era inutile pensare di agire in danno della proprietà in fallimento, non più esistente.
Ma lo sconcio, l’abuso, l’inquinamento ambientale resta, peraltro in una zona del tutto abbandonata e dimenticata del territorio comunale.
Ma gli amministratori e le opposizioni dormono tranquilli nello stesso letto e preferiscono far finta di nulla.
E tutti vissero felici e contenti.
