“Le frustrazioni di chi ha perso le elezioni”

Non le manda a dire l’assessore competente per la pubblica istruzione, Giovanni Iacono, per rispondere ad una nota del Movimento Territorio di Marina di Ragusa, a firma di Angelo la Porta.
Parla di frustrazioni di chi ha perso le elezioni, quella che noi abbiamo chiamato, spesso, “disperazione da sconfitta”
Nella nota si fa riferimento ai proclami dell’amministrazione, non seguiti da fatti: in particolare, in riferimento alla annunciata dismissione totale di piatti e bicchieri per la refezione scolastica.
Di tutte le novità positive della refezione scolastica, che nella nota vengono attentamente citate, l’autore della stessa si sofferma sulla eliminazione di piatti e bicchieri di plastica, non ancora avvenuta.
Come abbiamo potuto riscontrare dagli articoli di resoconto delle varie conferenze stampa sulla materia, in effetti c’era stato l’annuncio della iniziativa che era solo in fase progettuale e che, dipendeva, in ogni caso, dalla disponibilità dei genitori a fornire piatti e bicchieri che gli utenti della refezione avrebbero dovuto riportare a casa per la pulizia e il lavaggio.
Una svista che ci ha indotto a non pubblicare la nota per evidente discrasia con quanto realmente annunciato, alla quale l’assessore Iacono replica con il seguente comunicato:

In riferimento alle notizie di stampa relative all’utilizzo delle posate in plastica per il servizio di refezione scolastica, l’assessore alla pubblica Istruzione Giovanni Iacono dichiara quanto segue:

“Qualcuno, probabilmente, nostalgico della refezione al comune di Ragusa in cui al posto del cibo si trovavano le chiavi inglesi, non riesce a ‘digerire’ che la refezione scolastica a Ragusa, con questa amministrazione, è un servizio di alta qualità, a km zero, a costi tra i più bassi d’Italia, che offre una serie di iniziative (formazione su corretta alimentazione, menù speciali, mensa per i genitori, orti tematici, laboratori di cucina, ecc.) che nessun’ altro servizio di refezione contempla.
Fatta questa debita premessa, tra le tante iniziative, una era legata alla sensibilizzazione alla riduzione della plastica.
Noi non abbiamo detto o scritto, in nessuna occasione che avremmo, in corso di servizio già appaltato, sostituito le posate e i piatti di 1600 pasti al giorno con piatti di melanina.
Non avremmo potuto dirlo per la semplice ragione che eravamo con un servizio già appaltato e a regime e con condizioni del servizio che non prevedevano, finanziariamente, l’uso della melanina.
Abbiamo invitato in conferenza stampa, alla presenza dei rappresentanti dei genitori, ad iniziare una campagna tesa a ridurre il consumo della plastica attraverso l’uso quotidiano da parte dei bambini di posate non di plastica, tradizionali o in melanina e quindi da riportare a casa, ogni giorno, per il lavaggio e riportarle l’indomani e con le economie avremmo piantumato alberi nelle scuole.
Purtroppo, solo in pochissimi hanno utilizzato le posate, non di plastica, ogni giorno ed anche questo, sotto certi aspetti, non è stata una “frequenza” disattesa.
Non si potevano cambiare, in corso d’opera le condizioni economiche e sarebbe stato impossibile e sbagliato farlo, peraltro, per la semplice ragione che adesso e solo adesso tutte le case fornitrici si stanno adeguando alle nuove normative di “plastic free” ed anche i costi del materiale, alternativo, si ridurranno rispetto ad oggi; basti pensare che per 1.600 pasti al giorno il solo cambio della plastica in melanina ancora oggi costerebbe sui 30.000 € al mese ed il servizio dura 8 mesi.
Stiamo già lavorando per predisporre il nuovo appalto essendo il servizio di refezione scolastica in scadenza e considerando che gradualmente i costi dei prodotti alternativi alla plastica si ridurranno, gli uffici della Pubblica istruzione stanno già acquisendo informazioni utili per prevedere, finanziariamente, nel nuovo appalto, l’uso di posate e piatti solo in melanina o prodotti similari e quindi solo con il nuovo appalto non ci sarà più uso della plastica. Questo è ciò che affermiamo, il resto sono solo frustrazioni di chi ha perso le elezioni.”

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