Il primo caso pesante per l’assessore alla Cultura, Arezzo: la tassa di soggiorno per pagare il manager per la cultura

Se non fosse perché siamo, ormai, abituati ad un uso disinvolto della tassa di soggiorno, si potrebbe parlare di uno scandalo, nel quale, anche indirettamente, viene coinvolto il nuovo assessore alla cultura, Clorinda Arezzo.
Una indiscrezione che era trapelata ieri, lunedì 20 gennaio, per la quale cercavamo di avere maggiori particolari, è stata tirata fuori, stamane, da un comunicato di Mario Chiavola, Presidente dell’associazione Ragusa in Movimento.
Come riferisce Chiavola, “sembra che l’amministrazione intenda pagare con i fondi della tassa di soggiorno la consulenza dell’esperto per la cultura”.
Aggiungiamo noi di aver saputo che le somme necessarie si vorrebbero cercare alla voce promozione turistica e non a quella dedicata alla cultura o, in subordine, al Castello di Donnafugata.
Un vero e proprio arrembaggio, un assalto al forziere della tassa di soggiorno, nell’indifferenza di assessori e dirigenti che assistono, silenti, a queste strategie che, una volta, l’ex assessore Salamone, quando si pagarono i dipendenti dell’ufficio turistico con i fondi della tassa di soggiorno, nel 2018, definì la trovata di “finanza creativa” da addebitare al precedente dirigente della ragioneria, ma, con estrema disinvoltura, adottata dalla giunta Cassì.
Qualcuno potrebbe dire che il nuovo assessore alla cultura ha trovato tutto predisposto, ma sarebbe suo dovere denunciare la cosa e pretendere di annullare gli atti, se avviati, se volesse dimostrare l’assoluta estraneità a questo genere di meccanismi scandalosi.
Ma non ci vengano a dire che la cosa non sarebbe stata nemmeno ipotizzata, perché se ne è parlato abbondantemente, tanto che era noto da quale voce si intendevano prelevare i fondi.
La nota di Mario Chiavola rende del tutto ridicola la funzione delle opposizioni al consiglio comunale, i consiglieri di minoranza cincischiano con l’erba sui cigli stradali, con i rifiuti lasciati dagli ambulanti, con le pensiline pericolanti, e con altre amenità che lasciano il tempo che trovano, magari suggerite da qualche addetto stampa in carriera.
Anche il famoso Osservatorio per la Tassa di Soggiorno ne esce con una immagine danneggiata, perché è proprio l’Istituto che ha il compito preciso di controllare come sono stati spesi gli introiti della tassa.
Ci piacerebbe conoscere, al riguardo di questa spiacevole vicenda, e, in generale per tutto l’utilizzo della tassa di soggiorno, il parere del capogruppo di maggioranza, avvocato Tumino, fra l’altro anche componente dell’Osservatorio, nella sua qualità di rigido amministratore e uomo di legge che vede disattese le regole sull’utilizzo della tassa.
Invero, occorre dire che, già dal settembre scorso, il consigliere del Movimento 5 Stelle, Trinagli, inoltrò una interrogazione per avere un dettagliato resoconto sull’utilizzo delle somme della tassa di soggiorno, ma, da allora, Tringali attende, invano, una risposta.
Ora appare evidente perché è così difficile avere risposte, nonostante lo stesso Sindaco Cassì abbia, più volte, in Consiglio comunale, garantito che avrebbe sollecitato gli organi preposti a fornire le risposte agli interroganti nei termini di legge.
Si comprende che è difficile ammettere che somme della tassa di soggiorno vengono utilizzate per feste e festini, per la cultura, per l’aeroporto e per altre voci che con la promozione turistica e i servizi al turista hanno poco a che fare.
Nessuno parla, nessuno si ribella, perché ci sarà anche qualche consigliere di minoranza che gode, indirettamente, di vantaggi dalla tassa di soggiorno, ma basta il particolare di quando fu pagato il personale dipendente, per capire come la gestione della cosa pubblica è intesa, talvolta, come fatto di casa propria, dove si può decidere di utilizzare le somme per il riscaldamento o il servizio idrico per far pulire il giardino.
Questa del pagamento dell’architetto Iacono con le somme della tassa di soggiorno è una barzalletta, considerato anche che non abbiamo visto nemmeno la progettualità di questo consulente che conosciamo solo per l’incapacità di dare vita al Museo del Costume, senza spiegazioni, museo atteso da anni, tanti quanti sono gli anni durante i quali è stato incaricato della sua istituzione.
In fondo, avevamo capito che non tutto era chiaro: più volte ci siamo chiesti e abbiamo chiesto, dalle pagine di questo giornale, come venisse pagato, non tanto l’architetto Iacono, destinatario, in più occasioni, di delibere e determine per l’organizzazione di mostre e altre iniziative culturali, quanto il suo staff che lavora, da anni, al Castello, occupandosi della collezione di abiti d’epoca.
Come è stata reclutata questa gente, quali sono state le caratteristiche richieste per l’assunzione, come è regolato il rapporto di lavoro ?
Ora c’è questo guazzabuglio di incarichi e di mansioni, manager culturale, Castello di Donnafugata, ecomuseo, questo per l’architetto Iacono, servirebbe fare chiarezza sulle mansioni singole e sui relativi compensi, e di questo dovrebbe, ora, rendere conto l’assessore alla Cultura.
Ma anche gli altri assessori non sono esenti da responsabilità: l’assessore Barone vede questi spostamenti della tassa di soggiorno e non fiata né si ribella, non sappiamo quanto può essere attinente all’assessore al bilancio che non dovrebbe avere relazioni su come vengono spese le somme destinate nei vari capitoli, ma di certo è a conoscenza di questi meccanismi.
Anche l’assessore allo sviluppo economico, che si vanta di aver collaborato con il primo cittadino proprio per cultura, manager culturale, ecomuseo e Castello di Donnafugata, dovrebbe chiarire quali siano stati i suoi campi di intervento.
Dopo 18 mesi, considerato che non accennano ad esaurirsi queste stranezze che si concentrano attorno alla tassa di soggiorno, sarebbe ora che si faccia, definitivamente, chiarezza e si dia una immagine di buona amministrazione.
Potrebbe essere l’occasione per il nuovo assessore alla cultura di dimostrare le sue capacità che, naturalmente, non devono essere solo culturali ma, piuttosto, di buona amministratrice.

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