Consolidata la situazione stranissima al Consiglio Comunale di Ragusa, solo guardando all’atteggiamento delle opposizioni, verrebbe da dire che sosteranno tutti la ricandidatura di Cassì.
Come si sa, la maggioranza, sulla carta, non esiste più: solo 12 consiglieri che non basterebbero per aprire le sedute in primo e secondo appello.
Alle opposizioni formate da Movimento 5 Stelle, 4 componenti, PD, 1 componente, Ragusa Prossima, 1 componente, INSIEME, 1 componente, gruppo misto, 3 componenti, si sono aggiunti, nel gruppo misto, i consiglieri baroniani Rivillito e Mezzasalma, da pochissimo usciti dalla maggioranza, dopo la defenestrazione dell’assessore Barone.
Si pensava che alla prima seduta le opposizioni, anche minimamente agguerrite avrebbero lanciato un segnale, anche solo al primo appello, per non consentire di aprire la seduta.
Se qualcuno avesse ritenuto doveroso intervenire nell’interesse della città, lo avrebbe potuto fare al secondo appello.
Un modo come un altro per lanciare un segnale politico e dare comunque fastidio a quel che resta della maggioranza, che, tra l’altro, non gradisce le ore serali per fare consiglio.
Sembrava, invece, la prima seduta della consiliatura, mancavano solo i parenti stretti nella parte riservata al pubblico.
19 presenti, se per caso ci fosse stato bisogno, di tutte le componenti di opposizione, compresi i due baroniani le cui posizioni, a questo punto, sono tutte da definire.
Qualcuno dice che ci sarebbe stato, in ogni caso il ‘soccorso rosso’ e si sarebbe trovato il consigliere che avrebbe tolto le castagne dal fuoco alla maggioranza, permettendo di arrivare a tredici presenze. Ma anche in questo caso era importante far emergere anche questo come segnale politico, una presenza che avrebbe potuto far pensare a future alleanze.
Ma è, ormai, tutto perduto: l’illusione di opposizioni che sarebbero il sale della democrazia sono, ormai, un ricordo, non solo si sono affievoliti i toni e i contenuti degli interventi in aula, si sono diradati anche i comunicati stampa, consentire l’apertura della seduta è il culmine delle fallimentari politiche di una opposizione al borotalco che ha svelato tutta la sua natura inconsitente.
Del resto, la politica è, ormai, solo un ricordo. Partiti che hanno una storia esitano nel proporre candidati per le prossime comunali, cincischiano con formazioni civiche di livello diverso, gli stessi contatti dei partiti con Cassì che ha spesso detto di non volerne sapere dei partiti, da il quadro del livello attuale e la caratura dei politici protagonisti.
Le formazioni civiche, i gruppi attorno ai quali si vorrebbero costruire alleanze non si contano, dei partiti sono rimasti solo Fratelli d’Italia e PD, inesistenti Lega e Forza Italia, qualche segnale di vita lo danno Articolo Uno e Sinistra Italiana ma non in grado di tenere in piedi un candidato.
In effetti, da Articolo UNO ci sarebbe il candidato ideale da contrapporre a Cassì e ad eventuali alleanze di destra, il senatore Gianni Battaglia, l’unico che nell’area di centro sinistra potrebbe catalizzare il consenso giusto per aggregare formazioni diverse.
Ma fino a quando non sarà il PD di Nello Dipasquale ad esprimersi con un suo candidato, interno o da sostenere, sarà tutto fermo.
Troppe variabili in gioco, tutte dal futuro ancora incerto, Territorio, pronto ai nastri di partenza ma senza ambizioni di essere protagonista a tutti i costi, Ragusa Prossima, GenerAzione, la componente Calabrese del PD, ancora stranamente troppo silente, i gruppi facenti capo a Pizzarotti, a Italia in Comune, Conti – Brafa e Dimartino da tempo in feeling con l’ex sindaco di Parma, ai quali si aggiunge, oggi l’ex vicesindaco Massimo Iannucci.
Senza dire che si dovrà svelare il ruolo che vorrà recitare Ciccio Barone nella prossima competizione elettorale comunale, il solo in grado, fra le piccole formazioni politiche, di esprimere consenso in maniera determinante.
Un caso a parte il Movimento 5 Stelle che, nonostante le dichiarate ambizioni di tornare protagonista in città,si ritrova invischiato nelle rivalità fra Stefania Campo e il gruppo dei consiglieri comunali, tutti parlano di un partito rinato o destinato a rinascere ma, soprattutto la Campo, perde tempo a contatti con formazioni minori, nessuno dei due contendenti è in gradi di mettere sul tavolo un candidato decente, che, vista la situazione generale, potrebbe fare anche lo scherzetto ai due poli dominanti. Destinati ancora a scomparire dalle scene, per gli stessi motivi che ne determinarono il tramonto nel 2018.
In bilico il gruppetto che farebbe capo al neo deputato Abbate, che vorrebbe avere voce in capitolo nella politica cittadina, ormai chiaro che il duo di nuova formazione D’Asta – Gurrieri è solo un binomio di facciata per dire che Abbate c’è, i nomi del possibile candidato e dei gruppi in grado di sostenere questo disegno politico sono tenuti ancora nel cassetto, anche se il cassetto è aperto e qualcuno ha sbirciato dentro.
E’ chiaro che la sola operazione credibile di Abbate a Ragusa dovrebbe avere come obiettivo contrastare Cassì, con una coalizione di centro destra che dovrebbe comprende una riedizione del governo regionale, quindi con Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e UDC, che vorrebbe dire anche Totò Cuffaro con la Nuova DC.
Ma questo disegno sarebbe tutto da costruire, anche perché si dovranno concretizzare le ambizioni di Abbate che, addirittura ambisce a fare l’assessore, e le posizioni dei deputati regionali sullo scenario dell’assemblea regionale.
Per farla breve, di sicuro, al momento, non c’è nulla, nemmeno la riconferma di Cassì che, non solo deve assicurarsi i giusti sostegni ma deve fare soprattutto chiarezza sulle zavorre che ha in giunta e che potrebbero essere determinati per un giudizio degli elettori per la sua ricandidatura.
