di redazione
Fondamentale differenza di valutazione sul dettato della Corte dei Conti della Basilicata per l’utilizzo delle royalties
Giunta quasi la completo accanto al Sindaco, mancava solo il vice Iannucci e Salvatore Martorana di Partecipiamo, ufficialmente impedito a presenziare per impegni personali, c’era anche il capogruppo consiliare, Nella Disca, e i consiglieri Leggio e Fornaro per l’incontro con la stampa attorno al tavolo dove 36 ore prima si era concretizzato l’accordo fra 5 stelle e opposizioni per l’elezione del Presidente del Consiglio Comunale.
Si doveva parlare di royalties, dopo l’annuncio dell’onorevole Dipasquale della denuncia alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica per l’uso disinvolto dei proventi delle perforazioni petrolifere.
E’ stato il Sindaco Piccitto a introdurre l’argomento, con un excursus sugli ultimi avvenimenti palermitani, dove si è cercato di salvare le royalties che si volevano scippare alla città e si è lavorato per reperire il possibile finanziamento della Legge su Ibla.
Quanto alle denunce e alle minacce di denuncia, rispettivamente alla Corte dei Conti e al Tribunale civile, dell’onorevole DiPasquale, gli amministratori grillini si sono detti, per bocca di Stefano Martorana, “incuriositi”.
il Sindaco, prima di passare la parola al suo assessore al bilancio, ha voluto centrare l’attenzione sui rilievi mossi da Dipasquale, sulle denunce, sul caso Basilicata e sull’azione moralizzatrice che si vorrebbe imporre.
Disponibile per ogni chiarimento ha accennato come, dalla lettura del dispositivo della Corte dei Conti della Basiliacata si evince un’ampia discrezionalità per utilizzare le royalties che possono essere usate come si vuole.
Stefano Martorana, assessore al bilancio, ha replicato alle accuse di illegittimo utilizzo delle royalties, accennando anche alle accuse di mancato rispetto del Patto di Stabilità e ai bilanci che sarebbero falsificati.
A tal proposito, ha fornito alla stampa ampia documentazione sulle risposte dell’Assessorato alle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica, Dipartimento delle Autonomie Locali, Servizio Vigilanza e controllo degli enti locali, ufficio ispettivo, agli esposti dei consiglieri comunali Sonia Migliore e Manuela Nicita, Mario D’Asta e Mario Chiavola.
La Migliore aveva evidenziato una serie di anomalie e irregolarità che sarebbero state commesse dall’amministrazione comunale nel corso del procedimento di approvazione del rendiconto di gestione dell’esercizio finanziario 2014, come pure aveva segnalato Mario Chiavola per altri rilievi di carattere diverso sulla stessa materia.
Per entrambi, l’ufficio ispettivo della Regione ha considerato chiusi i procedimenti amministrativi, a seguito della dettagliata documentazione inoltrata dal Sindaco e dal Segretario Generale, corredata dalla relazione del Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti.
Si trattava di quelle questioni sollevate, anche in virtù dei differenti pareri espressi dai revisori dei conti, per anomale procedure di accertamento e valutazione delle entrate fiscali, nonché per conseguenti alterazioni degli equilibri di bilancio in funzione del mantenimento del Patto di Stabilità.
Ancora una volta è emersa la legittimità degli atti e delle procedure seguite che hanno relegato al ruolo di legittimo controllo, ma anche di fondamentale strumentale opposizione, l’azione insistente delle minoranze impegnate a sfiancare l’attività degli amministratori, con interminabili interventi in commissione e in aula consiliare.
Una prova, per gli amministratori, della legittimità e della regolarità degli atti di bilancio messi in discussione dai consiglieri di opposizione e dagli avversari politici.
Anche per la questione utilizzo delle royalties Martorana e il Sindaco ostentano sicurezza, mostrandosi sereni e disponibili a eventuali controlli.
Il caso Basilicata, preso a modello dall’on.le Dipasquale è stato studiato da Martorana relativamente alla verifica della Corte dei Conti che avrebbe controllato i comuni della regione relativamente all’utilizzo dei proventi derivanti dalle perforazioni petrolifere.
Non ci sarebbero vincoli per l’utilizzo, non c’è obbligo esclusivo per investimenti e opere pubbliche, ci sono indicazioni troppo generiche che non danno indicazioni precise, idonee a esprimere pareri univoci.
Ci sarebbe solo l’obbligo di una sana gestione finanziaria, tutti elementi che rafforzano la convinzione degli amministratori ragusani del corretto utilizzo delle royalties e li mettono in condizione di aspettare serenamente eventuali controlli e indagini sulle relative gestioni.
