Partita senza fine tra Nello Dipasquale e Federico Piccitto

di Cesare Pluchino
Rivalità accesa come nelle migliori squadre di calcio, e la gente pensa anche che, come nelle migliori squadre di calcio, ci possano essere scambi di giocatori e accordi sotto traccia

Dalle ultime elezioni comunali si erano quasi ignorati, se si fa eccezione per qualche tentativo iniziale di piccola collaborazione nell’interesse della città.
Federico Piccitto, coerente con la sua innata riservatezza, aveva sempre evitato lo scontro diretto con il suo predecessore, lasciando al suo assessore al bilancio il compito di rammentare alla città, anche e soprattutto durante le sedute del civico consesso, come l’ex sindaco avesse lasciato un disastro nelle casse comunali.
Nello DiPasquale per trenta mesi ha pensato alla politica regionale e poco ha pubblicizzato i suoi interessamenti per Ragusa e il territorio provinciale in genere. Un bel giorno ha convocato una conferenza stampa e ha detto: “Sono ritornato, (ad occuparmi della politica in città)”
È iniziata una guerra verbale, senza esclusione di colpi, che si è sviluppata su due fronti, uno tutto ragusano e uno palermitano.
A Ragusa tre fuoriusciti da Forza Italia, senza casa politica e senza un leader autorevole, danno vita ad un piccolo movimento che, a sorpresa riceve una offerta di collaborazione dal Movimento Territorio, è solo l’inizio di un abbraccio che coinvolgerà i consiglieri renziani del PD al Comune di Ragusa e li troverà uniti nel sostegno al grillino Antonio Tringali per essere eletto Presidente del Consiglio Comunale.
Nelle stesse ore nelle quali si concretizzava questa maggioranza trasversale che sembrerebbe voler aprire scenari inediti a Palazzo dell’Aquila, sputtanando i grillini ortodossi già in profonda crisi, Nello Dipsquale, a Palermo tesseva la tela di una norma che voleva spalmare parte delle cospicue royalties destinate a Ragusa, per i paesi della ex provincia, del costituendo Libero Consorzio, alleviandone le crisi finanziarie, destinandone anche un’altra quota determinante per il rifinanziamento della Legge su Ibla, ormai giunta la capolinea del sostegno regionale per esaurimento delle casse.
Un totale commissariamento per Ragusa che si voleva anche sottoporre ad una rigida normativa sulla destinazione dei proventi delle perforazioni petrolifere.
Per l’impegno convergente di Movimento 5 Stelle, Forza Italia e parte dei Democratico, l’emendamento Dipasquale, ancorché riscritto, viene bocciato, Ragusa resta con le sue royalties, ma senza fondi della Legge su Ibla.
Ma Di Pasquale non demorde, prima di tornare a Ragusa si ferma alla Corte dei Conti del capoluogo isolano e lascia un corposo carteggio che, poi, illustra, a Ragusa, ai giornalisti, in conferenza stampa, raccontando le sue giornate palermitane di fine febbraio.
Esordisce riferendo degli emendamenti, dei quali è firmatario, destinati anche al nostro territorio, 100 milioni di euro per i cantieri di lavoro, 40 milioni per IRCAC e CRIAS, per imprese, artigiani e commercianti, 3 milioni per i consorzi di bonifica e il blocco del canone idrico per gli agricoltori e gli allevatori, risorse per i forestali, 5 milioni per i Consorzi Universitari della Sicilia, compreso quello di Ragusa, garanzie per associazione allevatori e Corfilac che hanno visto stralciata la norma che era stata approntata.
Sulle royalties, rammarico per l’emendamento bocciato ma ferma intenzione di bloccare la festa al Comune di Ragusa che dilapiderebbe le somme in spese correnti, come anche vantato dagli amministratori ragusani.
A tal fine Nello Dipasquale comunica di aver depositato un esposto alla Corte dei Conti, sezione controllo, Presidente Graffeo, per ottenere, almeno, una moralizzazione della spesa al Comune di Ragusa.
Somme destinate all’incremento industriale, per risanamento ambientale e per favorire, lo sviluppo economico e l’occupazione sarebbero dilapidate in spese correnti, per il welfare, la cultura e lo sport, non ammissibili ancorché utili per la collettività.
Per la settimana successiva Dipasquale preannuncia una possibile denuncia per il Sindaco di Ragusa, alla locale Procura della Repubblica, per abuso d’ufficio, un ennesimo tentativo per bloccare lo spreco di denaro pubblico derivante dalle royalties e utilizzato in dispregio alle norme.
Dipasquale prevede uno scandalo come quello della Basilicata dove i Comuni sono stati bacchettati dalla locale  Corte dei Conti per uso illegittimo delle royalties, la possibilità che Ragusa diventi simbolo di questo spreco.
In Basilicata e in Campania sono i 5 Stelle a fare battaglia per l’uso illegittimo delle royalties, come a Porto Empedocle, a Ragusa avviene il contrario.
Anche la Legge su Ibla è posta al centro dell’attenzione, il fondo delle autonomie locali era ormai da considerare intoccabile, è un privilegio ormai da considerare estinto. A nulla sono valsi i provocatori tentativi dello stesso DIpasquale per il rifinanziamento tradizionale con fondi di bilancio, come pure inutili erano stati quella dell’on.le Ferreri, del Movimento 5 Stelle che aveva tentato di far destinare parte delle royalties spettanti alla regione per la 61/81.
Dipasquale ritiene difficile che si possa ottenere qualcosa in presenza di cospicue royalties, grazie alle quali il Sindaco di Ragusa ha avuto le mani libere per spendere e fare clientelismo: dovrà dare conto e ragione di quanto speso, secondo l’onorevole Dipasquale che definisce l’attuale primo cittadino “La vergogna della nostra isola”
Nello Dipasquale accenna anche alla possibilità che parte dei soldi siano stati utilizzarti anche per spese del personale, facendo saltare i parametri di riferimento, e respinge con forza le illazioni dell’assessore Martorana che deve denunciare se pensa che l’ex sindaco abbia anche lui utilizzato le royalties per spese correnti.

Una partita tutta da giocare, quella sulle royalties, con la risposta di Piccitto nella conferenza stampa di sabato 5 marzo. della quale riferiamo in altra parte del giornale e per la quale l’onorevole Dipasquale ha subito replicato con il seguente comunicato che riportiamo integralmente:
“Altro che chiarimenti. Sulle royalties il sindaco Piccitto fa ammissione di colpa”.
Così l’on. Nello Dipasquale, deputato regionale del Pd, ha commentato la conferenza stampa convocata dal sindaco di Ragusa e dalla sua Amministrazione comunale.
“Piccitto ha ammesso, e questa volta in modo plateale, di aver utilizzato le royalties per le spese correnti, confermando quanto ho sostenuto e le motivazioni alla base della denuncia presentata alla Procura della Corte dei Conti.
Piccitto e i suoi hanno utilizzato e sperperato le risorse delle royalties destinandole alle spese correnti e non, come era previsto dalla legge, per spese per investimento, sviluppo e occupazione.
Politicamente ha commesso uno scempio e politicamente è un’azione delinquenziale soprattutto perché con quelle somme, per svariati milioni di euro, avrebbe potuto realmente creare possibilità di crescita per il territorio e favorire l’occupazione.
Oggi dice che dal punto di vista contabile non ci sono problemi e, parlando della Corte dei Conti in Basilicata, fa capire che
quasi quasi la Procura abbia fatto praticamente i complimenti ai Comuni di quella regione che hanno speso in modo indiscriminato le royalties.
A me non risulta. Anzi a me risulta che hanno bacchettato gli enti della Basilicata.
Ed in ogni caso Piccitto stia sereno. Siccome non tarderà ad arrivare il giudizio di merito della Procura della Corte dei Conti, se ho sbagliato allora gli chiederò scusa e lui potrà continuare ad operare. Se viceversa la Corte dei Conti contesterà questo uso delle royalties per le spese correnti, allora gli consiglio vivamente di preparare le valigie perché non credo che potrà rimanere a fare il sindaco”.

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