di Cesare Pluchino
Mutuando ancora parole pronunciate da Giovanni Iacono, nel suo intervento alla seduta del Consiglio Comunale per l’elezione del nuovo presidente del Consiglio, avremmo potuto sintetizzare il titolo in “Miseria e nobiltà”
Passaggi assai difficili e poco dignitosi quelli del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle in occasione della elezione del nuovo Presidente del Consiglio Comunale.
Ai fatti contingenti, alcuni dei quali incontrollabili dal gruppo nella sua interezza, si aggiungono le volontarie esternazioni dei due consiglieri che hanno votato in maniera difforme dai colleghi
La vicepresidente del Consiglio, Zaara Federico, aveva, subito dopo la votazione, sentito la necessità di dichiarare che non aveva votato per Tringali, con queste parole:
“Caro presidente e amico Tringali, in politica occorre distinguere l’amicizia dalla politica stessa; mi preme dire al Consiglio Comunale che non ho votato per Lei.
Sin dal 1° giorno delle dimissioni del Presidente Iacono, avevo approvato il gesto per combattere una battaglia per la nostra città, per la dignità della città e dei suoi cittadini, pensavo che anche gli altri erano in linea, ma non mi aspettavo che, anche venuti meno i motivi della protesta, non si volesse confermare il Presidente uscente
Sono una donna libera e desidero che si sappia che ho votato per Iacono che considero essere stato un ottimo Presidente, senza la cui persona e il cui supporto noi (i grillini, ndr) non ce l’avremmo fatta.
A lui dobbiamo anche la nostra maturazione, desidero che il Consiglio Comunale sappia la verità.”
All’intervento che ha qualificato e nobilitato la figura della consigliera Federico, più di quanto si fosse mostrata con la sua eleganza e la sua leggiadria nei primi trentadue mesi di sindacatura Piccitto, si è aggiunto il comunicato del giovane consigliere Salvo Dipasquale che ha mostrato doti umane e di carattere non indifferenti e assai promettenti per il suo futuro, anche politico.
Questo il testo integrale del suo comunicato:
“Quando perdiamo il diritto di essere differenti, perdiamo il privilegio di essere liberi.
Io mi sento libero di esprimere il mio rammarico per ciò che accaduto lo scorso Consiglio Comunale, una cosa è certa, la maggioranza del mio gruppo Movimento 5 Stelle ha deciso per l’opportunità non curandosi delle conseguenze; ebbene, seppur ero contrario, mi sono attenuto a questa scelta sino a che non ho visto con i miei occhi, a pochi minuti prima del voto, un tavolo di “concertazione” con le opposizioni.
Ovviamente non potevo far altro che uscire dalla stanza, posso solo pensare che il tutto è stato orchestrato per la elezione a prima votazione, visto che non c’erano i numeri mancando 2 consiglieri sui 16 del nostro gruppo.
Contrariato per questo modus operandi, ho votato per riconfermare Giovanni Iacono, dal canto loro i gruppi consiliari di minoranza di Insieme e PD (Dipasqualiani), che hanno dato il voto al nostro candidato, lo hanno fatto per loro come ovvio che sia, non di certo per noi.
Cosa volete farci, “Son stato sempre la voce fuori dal coro”, però questa voce è giusto che si faccia sentire “.
Salvatore Dipasquale
Consigliere Comunale di Ragusa
Entrambi deflagranti, ancora di più nella delicata situazione del gruppo pentastellato che vive fasi assai difficili
Disarmante la schiettezza della Federico, esaltante la sete di pulizia del giovane grillino che si auspicava di trovare in tutti i grillini
Disarmante, ma non certo esaltante il comunicato del gruppo 5 Stelle che riportiamo, appresso, integralmente:
Sulle elezioni del presidente del Consiglio, il Gruppo consiliare del M5S, attraverso la capogruppo Nella Disca, dichiara: “Inciucio? Non c’era alcun motivo per farlo ed è una prassi che non ci appartiene. Chi parla di Inciucio lo fa perché persegue fini occulti”
“È sconcertante, oltreché imbarazzante, dover assistere allo spettacolo indecoroso che certi personaggi, legati direttamente o indirettamente alla politica, sono soliti dare.
La voglia di dire la propria, sempre e comunque, l’esigenza di strumentalizzare a tutti i costi una situazione al solo fine di renderla torbida ed intricata, quando non lo è, è solo deprimente, non posso che definire tutto ciò con una sola parola: ignoranza”.
“Chi parla di ‘inciucio’ dovrebbe quanto meno conoscere il senso ed il significato di questa parola, specie se utilizzata in un contesto politico.
L’inciucio, in politica, lo si fa affinché due ipotetici contraenti possano raggiungere i propri obiettivi, altrimenti impossibili da conquistare. Ecco perché l’inciucio è sempre sinonimo di qualcosa di oscuro, di negativo, di amorale, se non addirittura di immorale.
In tal senso, solo il tempo, che è galantuomo, potrà dire se quei voti frutteranno, o meno, qualcosa agli esponenti delle opposizioni che hanno votato Tringali.
Ma è l’intera impalcatura di questo ragionamento, tutta incardinata sul concetto di ‘inciucio’, a sfiorare il ridicolo e per un solo motivo: il Gruppo consiliare dei Cinque Stelle non aveva alcun bisogno di appoggi esterni per eleggere il suo candidato e a dirlo non sono io, non sono i Cinque Stelle, ma l’art. 19, 1° comma della L.R. 26/8/92, che richiede la maggioranza assoluta solo per la prima elezione, poi occorre solo una maggioranza semplice.
Nessuno dimentichi che il Gruppo consiliare dei 5 Stelle consta di 16 consiglieri e questa è l’unica maggioranza in Consiglio.
Inoltre, nonostante giovedì, due dei nostri erano assenti e la Federico ha votato per Iacono, saremmo riusciti ugualmente ad eleggere il nostro candidato, anche perché le opposizioni non sono mai state in grado di far fronte comune, anche in questa occasione, dilaniate come sono dalle loro lotte intestine.
Perciò quale motivo avevamo di fare inciuci?”
“Il voto a Tringali di una parte dell’opposizione persegue, invece, due obiettivi, molto poco lusinghieri: provare ad indebolire la maggioranza e colpire Iacono, per chissà quale storia pregressa.
Noi non abbiamo nulla da nascondere e vogliamo precisare che nulla è cambiato, gli obiettivi programmatici rimangono gli stessi come i nostri progetti e le nostre alleanze, l’unica cosa che è cambiata è il presidente del Consiglio. chi ha voglia di ricamare e fantasticare è libero di farlo”.
“Questo chiarimento ci è sembrato doveroso oltreché dovuto. Lasciandoci alle spalle questo vacuo chiacchiericcio, non possiamo che ringraziare il presidente uscente Giovanni Iacono per l’impeccabile lavoro svolto ed augurare al neoeletto, Antonio Tringali, i nostri più sinceri auguri per la sua elezione e per l’importantissima sfida che lo attende”.
Farneticante concentrato di mistificazione il comunicato del gruppo 5 Stelle, pare approvato dai componenti prima della diffusione, quindi da non considerare solo parto del capogruppo.
Avventato parlare di sconcerto e imbarazzo nel bel mezzo delle vicende, non dissimili negli effetti, che hanno coinvolto il gruppo.
Poco delicato e inopportuno dare dell’ignorante a politici e giornalisti che hanno parlato di inciucio, accusandoli, fra l’altro, di voler rendere torbida e intricata una vicenda come se non lo fosse già, gravemente compromettente per l’immagine dei grillini e del Movimento 5 Stelle.
Assai poco dignitoso non riconoscere i termini di un accordo con le opposizioni che era noto da giorni e che si è concretizzato per come era stato precisamente previsto.
Ingenuo pensare che gli effetti del sostegno possano passare tutti e solo dalle maglie, peraltro larghe, del Consiglio Comunale. Gli interessi sono alti e volano alto.
Da colapasta in testa cercare di convincere che la maggioranza è solida, condivisibile l’affermazione che la supposta maggioranza di sedici consiglieri sia “l’unica”, ma resta lo stupore quando si legge che rimarrebbero le stesse alleanze, dopo le ichiarzioni di Partecipiamo nell’ultima riunione in sala Giunta.
Da ultimo, si reta basiti per la poco elegante ‘liquidazione’ dell’ex Presidente che viene solo ‘ringraziato per l’impeccabile lavoro svolto’.
Tutto il resto, per i grillini, è vacuo chiacchiericcio, noi pensiamo, invece, che il bello deve ancora venire!
