Le riflessioni di Antonio Tringali sulle quali è opportuno soffermarsi

Ad una lettura superficiale il solito ritornello di queste ore che fa sorridere il primo cittadino: non c’era urgenza di convocare il consiglio comunale, non c’era l’urgenza di aumentare indennità, non c’era urgenza di bandire l’avviso per l’assunzione di un nuovo dirigente, tanto meno in un momento di grave emergenza.
Le riflessioni di Antonio Tringali meritano, invece, una attenta lettura che deve trascendere la normale valutazione di un comunicato di opposizione classica.
Perché Antonio Tringali, nella sua posizione privilegiata di candidato secondo al ballottaggio, con i suoi 12.000 voti, non rappresenta una frangia di opposizione inquieta ma riporta la voce delle tante sollecitazioni che possono arrivare da qualcuno di questi 12.000 elettori, senza considerare la massa dei delusi fra gli stessi elettori di Cassì.
Per mesi, Tringali, ha osservato in silenzio, non ha parlato, non ha criticato, quando lo ha fatto, lo ha fatto su temi scottanti della pubblica amministrazione, scatenando anche le reazioni, poi rientrate, del primo cittadino. Significativo anche il fatto che la nota odierna è inoltrata come consigliere del Movimento 5 Stelle ma senza la firma dei colleghi di gruppo, forse più inclini alle classiche e stereotipate forme di opposizione, che dosano secondo dosi e modalità d’uso standardizzate, condizionate, in qualche caso, da interessi particolaristici o, indirettamente, personali
Cosa ci viene a dire, allora, Tringali ?
Sì alla necessaria attività amministrativa, ma dov’è l’urgenza particolare? e perché tanta insistenza per un Consiglio Comunale messo in discussione da molti ?
Minimizza Trinagli sull’aumento dell’indennità al segretario generale che sa inevitabile, contesta di più la ricerca delle candidature per un nuovo dirigente amministrativo, anche perché già appannata, come in altre occasioni simili, dal totonomi che puntualmente si presenta e per il quale, caso strano, c’è sempre un vincitore che azzecca il prescelto.
Ed è questo che scatena le reazioni del consigliere che, forse, non tutti leggeranno nella giusta maniera.
E’ consapevole che, nel 2018, la gente ha voluto preferire l’ ‘extranuovo’, come lo chiama Tringali, la gente ha preferito scartare tutti gli elementi della vecchia politica, compreso lui che era il più fresco, ma non vede questo extranuovo in giro, vede una lunga lista di personaggi, di dirigenti, di gente che ha fatto campagna elettorale per altri, gente rodata, che gravita attorno al sindaco e alla giunta, particolari che , confortate dalle diverse voci in giro, gli pongono due interrogativi: “Si tratta di una passione per l’antiquariato del sindaco Cassì oppure ci sono pressioni esterne, dei soliti noti, dei grandi vecchi della politica locale, per riportare, nei posti che contano, persone e personaggi della politica di sempre?
A che serve allora votare nomi nuovi? Tanto varrebbe rivolgersi agli stessi nomi del passato, anche alla luce della considerazione di molti che “si stava meglio quando si stava peggio”.
Che non è un comunicato di opposizione, né un attacco al Sindaco che lo superato al ballottaggio, lo si legge nella riflessione interiore se siano opportuni rilievi di natura politica – amministrativa in questo delicato momento, ma subito si riprende quando gli dicono che il primo cittadino sorride di fronte a quelli che considera polemiche strumentali di qualcuno che nemmeno appella come opposizione, convinto, forse, che opposizione non ne esiste.
Sarebbe da fessi, secondo Tringali, abdicare al ruolo di controllo affidato dagli elettori con il mandato di consigliere comunale, il sindaco non può pensare di appellarsi all’emergenza, sfruttando il momento per adottare, in fretta e furia, atti, provvedimenti e misure che possono sfuggire appunto nell’emergenza.
Rinnovata la disponibilità alla collaborazione ma serve anche condivisione nelle scelte derogabili

Ultimi Articoli