di Cesare Pluchino
Esibizioni di tipo politico nel più assoluto disinteresse di amministratori e componenti del civico consesso
Già convocata per giovedì 3 novembre la prima seduta ispettiva, del mese di novembre, del Consiglio Comunale di Ragusa, come previsto dal regolamento sempre invocato da parte delle opposizioni, nonostante i contenuti delle sedute ispettive risultino spesso inconsistenti, nel più assoluto disinteresse di assessori e dirigenti, quasi mai presenti alle interrogazioni che vengono rispettivamente inoltrate, e dei consiglieri che disertano, in massa, le convocazioni.
Da qualche tempo, poi, sono in calendario, puntualmente, delle interrogazioni, che non si discutono per assenza, appunto, di assessori e dirigenti relatori, anche gli interroganti hanno spesso da fare e non sono in aula, al momento, della discussione.
Come nell’ultima seduta ispettiva del 20 ottobre scorso, allorquando, alla presenza di soli 11 consiglieri, la vicepresidente del Consiglio, Federico, apriva la seduta rimandando l’esame di ben quattro delle cinque interrogazioni all’Ordine del Giorno della seduta.
Esaminata solo l’interrogazione del consigliere Ialacqua sulle tariffe di compartecipazione per la refezione scolastica, in relazione alla necessaria e inderogabile presentazione della dichiarazione ISEE, senza la quale gli uffici non accettano le istanze dei genitori per l’assegnazione alle fasce di utenza agevolate.
Alle istanze del consigliere che auspicava elasticità per l’accoglimento delle richieste in attesa di idonea documentazione ISEE, si contrapponeva la ferma posizione dell’assessore e del dirigente che consideravano sufficiente il margine di trenta giorni per la presentazione delle richieste.
Per il seguito, la seduta ispettiva, sulla scia di un canovaccio già sperimentato, assumeva i connotati di un rodeo, dove esperti esponenti della politica, i soli a non mancare nelle sedute ispettive, per fare opposizione, si esibiscono nella parte assegnata dal loro ruolo.
Le sedute ispettive sono diventate, ormai, palcoscenico per interventi di opposizione, spesso repliche di comunicati stampa già diffusi, dove si ascoltano solo critiche all’indirizzo del sindaco e degli assessori, come avviene già nello spazio delle normali sedute dedicato alle comunicazioni.
Raramente si è avuto modo di constatare interventi concreti dell’amministrazione per le istanze inoltrate nelle sedute ispettive, soliti interventi appassionati da parte delle opposizioni, talora infarciti da aspre critiche all’indirizzo degli indifferenti amministratori, quasi sempre impassibili, quando non assenti, ai rilevi sollevati.
Elemento semplicemente scandaloso delle sedute l’ordine impartito ai responsabili delle riprese video di interrompere le stesse e, soprattutto, di chiudere l’audio quando i toni si surriscaldano, anche solo verbalmente: un inno e un ossequio alla trasparenza, inspiegabilmente avallato dagli amministratori e dalla presidenza, entrambi marca 5 Stelle.
Sonia Migliore è intervenuta sui ritardi dell’amministrazione in relazione al regolamento dei dehors che dovrebbe sottostare ad una variante del piano particolareggiato e che, nelle more, si cerca di gestire tramite linee guida che dovrebbero essere stilate dalla commissione centri storici, invece, al contrario è l’amministrazione che sottopone alla commissione l’esame di linee guida che la Migliore giudica restrittive e, in ogni caso, di stretta competenza, per l’esame e l’approvazione, del Consiglio.
Stordita la grillina Marabita che ha appreso che i locali vuoti a pianterreno del palazzo Ina di Piazza San Giovanni sarebbero stati concessi dal Comune, che ne è proprietario, in affitto per un locale commerciale: nel programma elettorale del Movimento 5 Stelle era previsto l’utilizzo per associazioni giovanili e, in ogni caso, per fini di pubblica utilità.
Poi è iniziato il vero e proprio rodeo fra Angelo La Porta e Sonia Migliore, con relativo lancio di stracci che hanno lambito anche altre parti politiche.
Tutto nasce dalla latente rivalità fra Sonia Migliore e il gruppo di Maurizio Tumino che, dall’inizio della consiliatura, hanno tentato, inutilmente, accordi di opposizione, finalizzati alla futura candidatura a sindaco della città. Tentativi tutti andati a vuoto per la impossibile convivenza fra due personaggi entrambi aspiranti alla carica. Anche ora che le strade sembra si siano divise, resta sul campo la profonda rivalità perché, soprattutto la Migliore ne è consapevole, il consistente serbatoio di voti della cinquina Tumino, Mirabella, Lo Destro, Marino e La Porta costituisce un punto fermo e fondamentale di ogni candidatura.
Nel contesto di una normale e legittima dialettica politica, la Migliore non disdegna di attaccare costantemente il gruppo di Maurizio Tumino, adducendo a detrimento dello stesso, il malcelato appoggio all’amministrazione pentastellata e i paventati accordi con il deputato Nello Dipsaquale e il Partito Democratico renziano, ipotesi che la relegherebbero, entrambi, per la seconda volta, ai margini dello scenario politico locale.
Illazioni che la Migliore riporta in un dialogo sui social con Peppe Calabrese, sul quale interviene lo stesso La Porta che trasferisce, poi, la querelle in aula consiliare: incontenibile nel rigettare ogni accusa di inciucio, riferendosi al recente Patto di consultazione dei sette consiglieri di opposizione sottolinea che non è stato mai abituato a “insalate come quella dei ‘magnifici sette’ di appartenenze diverse e distanti “.
Quindi, provocatoriamente, addita la Migliore come aspirante sindaco ma la mette in guardia perché, a Marina di Ragusa, La Porta non le farà prendere un solo voto.
Siamo già alla sceneggiata, per l’eccezionale interpretazione del consigliere la Porta che aggiunge: “È lei che incontra il deputato ragusano del PD ed è lei che incontra un autorevole esponente del partito democratico, ex consigliere comunale”
Ormai incontenibile, Angelo La Porta rivendica il proprio ruolo alternativo al PD e al deputato Dipasquale, dichiarando che il suo gruppo è aperto solo a persone serie e con la faccia pulita, che la gente conosce il nome La Porta e il nome Migliore.
Da ultimo, quale vecchio militante dell’UDC, ricorda che proprio la Migliore è stata cacciata dal suo vecchio partito, come comunicato dai vertici dello stesso al segretario comunale.
La Migliore replica in maniera soft, specificando solo che non sarebbe stata cacciata dal partito, si sarebbe autosospesa, in attesa dei necessari chiarimenti sull’assetto del partito in Sicilia e a Roma, riservandosi di esigere le risposte dovute in altra sede, limitandosi ad accennare alle vicende che riguarderebbero il gruppo di Tumino e La Porta per fatti legati all’amministrazione di Comiso e a vicende legate alle nomine per l’aeroporto.
A poco servono le consuete dotte considerazioni di Giorgio Massari che esalta il ruolo del consiglio comunale, districandosi con maestria da ballerino provetto, per tutelare la collega dalle pesanti considerazioni di La Porta, rilevando il valore della discussione, del dibattito, anche animato, dello scontro fra opposte forze politiche pur auspicando la distinzione dei fatti personali.
Anche Giovanni Iacono ha voluto mettere in risalto la valenza della presenza delle sole opposizioni che animano il dibattito politico, criticando l’eccessivo riferimento a quello che si dice sui social, palestra di deliranti esibizioni dietro alle quali non può andare un consiglio comunale.
I due purosangue del consiglio comunale si sono sforzati di addolcire i toni, senza potersi esimere dal riconoscere le scelte e le decisioni di La Porta del quale hanno riconosciuto la grande onestà intellettuale, ma era evidente il loro imbarazzo per l’andamento dei lavori d’aula che ha destato molte perplessità e induce a riflettere sulla effettiva necessità delle sedute ispettive se ridotte a questo tipo di becere contrapposizioni di piccole formazioni politiche locali.
Molti si lamentano del modo di fare politica dei pentastellati, ma non è che chi lancia le accuse possa vantare grandi performances.
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