Legambiente, la cementificazione e l’amministrazione 5 Stelle

Ci giunge un comunicato del Circolo ‘Il Carrubo’ di Legambiente Ragusa, di cui è Presidente il dr. Claudio Conti, ex assessore della giunta Piccitto, una nota che ci induce a profonde riflessioni.

Questo il testo del comunicato:

“Esattamente quattro anni fa il m5s organizzava con un post sul blog di Beppe Grillo il weekend #stopcemento per dire basta con la cementificazione e salvare il territorio.
Contemporaneamente il M5S presentava alla Camera dei Deputati la proposta di legge per l’azzeramento del consumo di suolo.
Due anni fa a Milano al congresso nazionale Legambiente Luigi Di Maio, capo politico del M5S e candidato premier, annunciava l’adesione del suo movimento alla campagna People4soil dell’associazione ambientalista, la raccolta di un milione di firme per fermare il consumo e arginare il degrado del suolo con l’obiettivo di ottenere un’efficace legislazione comunitaria per la tutela del suolo.
Oggi, con grande sorpresa, apprendiamo che la nostra richiesta del 2015 di fermare l’iter per la variante al PRG volta a consentire la costruzione in zona agricola di 12 alberghi, per più di 200.000 mc e una superficie occupata di 45.000 mq, non è stata ascoltata, nonostante avessimo dimostrato che sia la norma che la giurisprudenza non lo consentivano.
Un iter iniziato dall’ex sindaco DiPasquale, e portato avanti dall’attuale amministrazione in perfetta continuità, dimostrando che lo scontro in materia urbanistica e ambientale, finto, in consiglio comunale tra la maggioranza e l’opposizione che fa capo all’ex sindaco è semplicemente teatro.
In realtà c’è la stessa cultura della cementificazione del territorio.
È opportuno ricordare, a chi l’ha dimenticato, che negli scorsi anni tutte le aree a destinazione turistica-alberghiera a Marina di Ragusa sono state utilizzate per costruire villette ad uso residenziale e non alberghi, commettendo tra l’altro il reato di lottizzazione abusiva e che dietro i progetti attuali ci sono costruttori amici dei soliti politici locali.
Dopo averle consumate ad uso residenziale-speculativo, ora si chiedono nuove aree per edificare alberghi. Bella faccia tosta. Tutto ciò mentre la variante del parco agricolo, presentata come la svolta nella politica sul consumo di suolo dall’A.C. non è ancora arrivata in consiglio, la variante all’art. 48 delle NTA dopo la bocciatura per imperizia e presunzione dell’A.C., non è stata più ripresentata, continuando a consentire la costruzione di villette in zona agricola e della lotta all’abusivismo edilizio sulla costa si sono perse le tracce, sempre che sia stato un obiettivo dell’amministrazione comunale.
Alcuni giorni fa chiudevamo una lettera al sindaco Piccitto riguardante proprio l’abusivismo edilizio dicendo che ci rimaneva ancora l’ultimo barlume di fiducia prima di dire che in campo ambientale non ci sono state differenze tra la sua amministrazione e quella precedente.
Con l’avvio della procedura VAS, propedeutica alla variante alberghi al PRG, questo barlume di fiducia è venuto meno.
A Ragusa non c’è nessuna differenza nel governo del territorio tra tutti i partiti e movimenti locali che si sono avvicendati al comune negli ultimi anni, così come non c’è stata tra l’amministrazione Di Pasquale e l’amministrazione Piccitto.”

Pur ammettendo che chi scrive non è un ambientalista convinto, meno che mai un estremista in temi di politica ambientale ed urbanistica, non si può disconoscere l’importanza dei temi sollevati, soprattutto in ordine alla legalità e al rispetto della legge.
I temi sollevati nella nota suscitano diverse perplessità e non oche riflessioni.
Non vogliamo entrare nel merito delle scelte dell’amministrazione Piccitto, né tantomeno in quelle di suoi assessori, passati e presenti, né in quelle del Movimento 5 Stelle.
Non siamo a priori contrari alle costruzioni in verde agricolo e consideriamo che senza strutture ricettive di livello non si può parlare di turismo.
Ma vallo a raccontare agli ambientalisti che da Punta Braccetto a Kamarina, con profonda penetrazione nell’entroterra, vedremmo solo alberghi, grattacieli, centri vacanze, casinò, fra distese enormi di verde, e un porto turistico artificiale sul mare, modello Montecarlo.
Come, nel corso di un recente incontro, ha affermato l’on.le Chessari, gli arbitri dell’urbanistica di un territorio dovrebbero essere solo i consiglieri comunali, diretta emanazione del popolo che deve scegliere il suo futuro.
Sappiamo però che il Presidente di Legambiente, il prof. Claudio Conti, è stato per lungo tempo assessore al Comune di Ragusa, e con lui l’architetto Dimartino, assessore all’urbanistica.
Conserviamo quasi tutti i comunicati che riceviamo, ma non troviamo note dei citati personaggi che facciano riferimento alle questioni ora sollevate.
Quando Conti e Dimartino erano in carica, di certo, si saranno occupati dalle questioni ora sollevate, ma nulla è trapelato dalle riunioni che erano sempre avvolte nel più profondo mistero.
Non c’è stata sufficiente propaganda, nessuna informazione sulle richieste di costruzione degli alberghi in zona agricola, non ci sono elementi per valutare l’affermata dimostrazione che la norma e la giurisprudenza non consentono quanto autorizzato.
Se questi iter erano stati iniziati sotto l’amministrazione precedente, perché non sono stati subito bloccati con abbondante pubblicità sui termini della questione?
Non è la prima volta che si sente dire che aree a destinazione turistica-alberghiera sono state utilizzate per costruire villette ad uso residenziale, magari sotto le mentite spoglie di case -vacanza: ma quali sono queste aree, quali sono queste costruzioni, chi sono i costruttori, perché non ci sono denunce circostanziate in merito?
Ad un certo punto, si era saputo che esistevano carte diverse per il PRG, un gruppo a Palermo, altre diverse a Ragusa, ma sulla questione nessuno ha voluto fare luce, nemmeno i rappresentanti delle opposiiozni più agguerriti, una storia, per dirla semplice, come quella del disallineamento dei fondi della Legge su Ibla, iniziale silenzio dei grillini, tentativi di insabbiamento quado la merda è venuta a galla.
Storie ormai risapute e lasciate senza spiegazione, dai grillini e dalle opposizioni. Ci abbiamo fatto l’abitudine.
Quanto alla variante del parco agricolo, alla variante all’art. 48 delle NTA, quanto alla lotta all’abusivismo edilizio, occorrerebbe rivolgere questi interrogativi, a partire già dal prossimo sabato, non solo all’ultimo assessore ai lavori pubblici del Comune quanto, piuttosto, ai vertici regionali del Movimento 5 Stelle che lo hanno indicato come delegato regionale al settore, in caso di vittoria.
Quanto alle valutazioni sulle differenze fra l’attuale e le passate amministrazioni saranno gli elettori a giudicare comportamenti e ossequio ai programmi elettorali, noi restiamo con il grosso interrogativo del perché tutte queste problematiche, alcune delle quali anche particolarmente gravi, non sono state denunciate e diffuse alla popolazione e, soprattutto, agli organi di stampa quando sono venute fuori.

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