L’epoca dell’ ‘avviso pubblico’ di cui, poi, non si sa più nulla

Siamo tempestati di avvisi pubblici, molti emanati dal Comune, altri ai quali partecipa lo stesso Comune, ma di nessuno si sa come vanno a finire.
Non si sa chi partecipa, che risposta c’è stata, se si tratta di iniziative valide o di iniziative buone solo per far perdere tempi agli interessati.
Ma quello che manca e la comunicazione, formale quella iniziale, a mo’ di avviso da propagandare, peraltro gratuitamente, inesistente quella sui risultati dell’iniziativa.
Riordinando gli archivi del PC si trova di tutto, materiale che avevamo avuto l’intuizione di conservare presagendo la mancanza di informazione che ci sarebbe stata… e infatti !

Questo che pubblichiamo per primo è un avviso pubblico per la ricerca di partner pubblici o privati interessati a partecipare alle attività di co-progettazione e/o implementazione del progetto nell’ambito della 5^ edizione del bando Urban Innovative Actions, la cui istanza va presentata entro il prossimo 28/11
Si tratta di una iniziativa della Commissione Europea che intende fornire risorse alle aree urbane al fine di testare soluzioni innovative e sperimentali per far fronte alle complessità e alle sfide urbane e che siano rilevanti a livello europeo.
Vengono finanziati progetti di alta qualità, creati e concepiti da un partenariato strutturato, significativo e rappresentativo della realtà locale, in relazione al tema dell’Agenda Urbana Europea prescelto, orientati ai risultati e alla trasferibilità a livello europeo.
L’obiettivo del progetto è la rigenerazione collaborativa del patrimonio naturalistico e immobiliare del quartiere San Paolo e della Valle del fiume Irminio.
Si partirà dal patrimonio pubblico che rigenerato o riattivato costituirà il driver per la definizione di un processo di riattivazione dell’intero quartiere che non avvenga più in maniera frammentata, ma attraverso una visione di scala e collettiva del suo futuro: il quartiere di San Paolo come laboratorio di innovazione culturale urbana e porta sul territorio.
In pratica come far diventare il quartiere San Paolo meglio di Manhattan ! Vedremo come andrà a finire e, soprattutto, quando.

Entro il 16 ottobre scorso dovevano essere presentate le istanze di cui all’avviso pubblico per manifestazione di interesse per la selezione di uno sponsor per la “sponsorizzazione Passiva di Puro Finanziamento” delle spese necessarie alla redazione del Piano Strategico Città di Ragusa.
Di questo, sui riscontri, avevamo chiesto lumi ad alcuni notabili della macchina amministrativa e politica del Comune, ma non abbiamo ricevuto risposta.
Di questo piano strategico sentiamo parlare da anni, nell’avviso si legge che deve essere ancora redatto.
Le ditte eventualmente interessate a concorrere dovrebbero finanziare le spese necessarie alla redazione del Piano Strategico Città di Ragusa, ivi compreso il supporto tecnico ed organizzativo da parte della Società Nomisma Spa, società indipendente che realizza attività di consulenza economica per imprese, associazioni e pubbliche amministrazioni a livello nazionale ed internazionale, già individuata dal Comune, per la durata di mesi sei.
Quanti hanno risposto ? Nessuna comunicazione in merito.

A settembre ci veniva data comunicazione della partecipazione del Comune ad un avviso pubblico con la presentazione del progetto R.E.T.E, per la realizzazione di iniziative promozionali a sostengo dei sistemi produttivi regionali promossi dagli enti locali per l’anno 2019.

La Giunta Municipale ha approvato il progetto “R.E.T.E.” (Ragusa Exclellent Tasting Experience) per la partecipazione all’avviso pubblico emanato dal Dipartimento regionale delle attività produttive per la concessione di contribuiti per la realizzazione di iniziative promozionali a sostegno dei sistemi produttivi regionali per l’anno 2019.
Il predetto avviso prevede la possibilità di richiedere finanziamento di progetti dell’importo non superiore a 40.000 euro, per iniziative di promozione e valorizzazione dei prodotti siciliani dei settori agroalimentare, artigianato, nautica, turismo, lapideo e moda.
Il provvedimento è stato approvato dalla giunta municipale a seguito dell’interesse manifestato dal vice sindaco ed assessore allo sviluppo economico Giovanna Licitra di partecipare all’avviso per promuovere e valorizzare il comparto agroalimentare ragusano attraverso un piano promozionale dei prodotti del settore e la creazione di un’offerta turistica integrata indirizzata al turismo enogastronomico, turismo esperienziale e di radice, facendo leva anche sulla presenza a Ragusa di rilevanti attrattori culturali.
Il costo complessivo del progetto presentato è di € 39,350,00 che graverà nella misura di € 35.021,500 sulla Regione e la restante parte, pari a € 4.328,50, a carico del Comune di Ragusa.
In caso di approvazione del progetto – dichiara il vice sindaco con delega allo sviluppo economico Giovanna Licitra – ci si avvarrà della collaborazione di altri enti ed organismi quali la Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, i Consorzi di Tutela dei prodotti agroalimentari a Km 0, il Corfilac, Slow Food, le associazioni di categoria, i Centri Commerciali Naturali, il cui coinvolgimento sarà necessario per sviluppare un network di soggetti denominati R.E.T.E – acronimo di Ragusa Excellent Tasting Experience, che rappresenta il marchio comune identificativo di un territorio e connubio promozionale di prodotti agroalimentari”.
Come è finita ?

Sempre nello stesso mese di settembre scorso, il Comune aderisce, come partner, al progetto “Street & Truck Food Festival” proposto dall’Associazione Pescatori “San Francesco” di Scoglitti per la selezione di proposte progettuali finalizzate alla valorizzazione commerciale dei prodotti ittici siciliani della Misura 5.68 “Misure a favore della commercializzazione – interventi a titolarità PO FEAMP 2014-2020.
Cosa abbiamo a che fare con i pescatori di Scoglitti è tutto da scoprire, salvo leggere che, tra le diverse azioni d’intervento definite nel progetto ed inserite nel protocollo d’intesa sono previste la partecipazione alla Fiera Agroalimentare Mediterranea, non organizzata dal Comune di Ragusa, quale occasione per creare fra gli operatori della marineria iblea una rete che consenta di operare in chiave sistemica fra loro e con gli operatori di altri territori offrendo una più ampia ed organica capacità produttiva, e la realizzazione di un seminario in occasione della Fiera Agroalimentare Mediterranea a cui avrebbero partecipato i rappresentanti della marineria, referenti del mondo universitario, Ordini professionali provinciali degli agronomi, veterinari, biologi, rappresentanti dell’azienda sanitaria provinciale, referenti dell’Autorità marittima, cuochi del territorio specializzati nella preparazione di piatti realizzati con il pescato locale, iniziativa questa di cui non si è saputo nulla, sulla stampa.
Ancora organizzazione di attività promozionali e di ittiturismo e pescaturismo, mettendo in relazione il mondo della pesca con tour operator del nostro territorio. Nell’ambito di tale azione sarebbe stato organizzato, a Marina di Ragusa, il 4/5 ottobre, un evento promozionale sul pescato, altra iniziativa sconosciuta ai media.
Infine, campagna di informazione e comunicazione ai consumatori sulle qualità nutrizionali ed organolettiche dei prodotti ittici, sui requisiti igienico sanitari per la vendita al dettaglio dei prodotti ittici.
Il protocollo d’intesa prevede altresì che in caso di ammissione del progetto al finanziamento si provvederà ad attivare un gruppo di lavoro costituito da professionisti di grande esperienza nel settore.
Anche di tutto questo, nessuna notizia in merito.

Da ultimo, il Comune ha partecipato all’avviso pubblico della Regione Siciliana a favore degli enti locali per l’attribuzione delle aree residue e non assegnate delle Zone Economiche Speciali della Sicilia Orientale
Il Comune si è candidato, su proposta dell’Assessore allo sviluppo economico, decidendo di partecipare all’avviso pubblico emanato dalla Regione Siciliana – Assessorato delle Attività Produttive per la richiesta di inclusione nella ZES Sicilia Orientale, dando altresì mandato al Sindaco di presentare domanda di candidatura per l’attribuzione delle aree disponibili non assegnate delle Zone Economiche Speciali.
Con lo stesso provvedimento si dà mandato ai dirigenti dei Settori III e VI, rispettivamente “Governo del Territorio e Urbanistica” e “Sviluppo Economico” , di mettere in atto tutti gli adempimenti amministrativi necessari e consequenziali e di trasmettere la documentazione richiesta nell’apposito avviso pubblico della Regione Siciliana.
Iniziativa del tutto condivisibile, come ha scritto, a suo tempo, l’assessore per perseguire ogni azione utile che consenta un rilancio economico del territorio sotto il profilo infrastrutturale, produttivo e strategico al fine di creare le condizioni per sostenere le attività imprenditoriali già esistenti e, altresì, per attivare nuovi investimenti, nel campo dell’agricoltura, della manipolazione dei prodotti, del commercio, anche internazionale, dell’industria e del settore turistico.
Nulla da eccepire per una iniziativa che peraltro è comprensibile come possa imbrigliata nelle maglie dell’elefantiaco e immobile sistema della Regione, ma sarebbe auspicabile sapere, almeno, cosa rispondono da Palermo sullo stato di avanzamento della faccenda, si comprende che nella materia poco uò influire l’amministrazione comunale ma almeno, sapendo chi frena o chi non si muove, si ha di che cosa scrivere al riguardo, sul governo regionale, sugli assessori, sui parlamentari di maggioranza e via di seguito.

Per tutto questo, a Catania direbbero: “Cchiè, iucamu? – Speriamo qualcuno ci smentisca.

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