Una nota del gruppo consiliare all’Assemblea Regionale Siciliana, con dichiarazioni dell’on.le Stefania Campo, trascina quest’ultima nel vortice della comunicazione per la Ragusa – Catania, opera dal futuro quanto mai incerto, dove tutti vogliono mettere cappello senza la necessaria autorevolezza per imporre decisioni che sono inevitabili se si vuole sostenere la priorità dell’opera.
Quanto emerso dal tavolo tecnico al Comune di Ragusa, non ammette interpretazioni, soprattutto secondo la chiara sintesi del Sindaco di Ragusa, Cassì.
L’acquisizione del progetto da parte di ANAS era cosa già assodata, il particolare della somma decisa dall’arbitrato è del tutto marginale, se è vero quanto ci hanno detto prima.
Come inequivocabile era l’impegno del premier Conte a trovare le somme occorrenti per il finanziamento totale dell’opera.
Sabato, dal tavolo tecnico sono emersi, non solo un allungamento non indifferente dei tempi, almeno 2 anni e mezzo per la posa della prima pietra, ma l’assenza di una assunzione di responsabilità per i tempi di realizzazione, il tutto condito da procedure confuse e abbellite dall’unica certezza emersa: mancano circa 550 milioni e lo Stato, o meglio Cancelleri, propone di prelevarli, in prestito dalla Regione, dalla rimodulazione dei fondi regionali al momento stanziati su altre opere, una anticipazione che sarebbe rifinanziata dallo Stato alla regione nel 2020.
Ieri, l’assessore regionale Falcone esigeva una legge, già inserita nella prossima finanziaria, a garanzia dei fondi ‘prestati’, nulla di più legittimo, se non c’è malafede nella proposta.
Il giorno dopo il tavolo tecnico, viene fuori questo comunicato sibillino, a firma del gruppo 5 Stelle all’ARS, con dichiarazioni di Stefania Campo, per sollecitare la Regione a facilitare il cammino della Ragusa – Catania.
Prima di pubblicare la nota in questione, ci permettiamo chiederci e chiedere: così come qualcuno aveva voluto eccepire sul fatto che la Ragusa – Catania non avesse avuto motivo di essere a pagamento, come strada nazionale, perché, viene da chiedersi ora, una strada nazionale deve ricorrere all’aiuto economico, ancorché temporaneo della Regione? La Regione deve solo far fronte alle somme per cui si è impegnata a sostegno dell’opera, il resto tocca allo Stato, se vuole realizzare l’opera.
Sembra l’anticamera dell’ammissione che i soldi non ci sono o, meglio, non si vogliono stanziare.
Siamo stanchi di visite di ministri e sottosegretari, di promesse, di illusioni, di utopie e di progetti e strategie farneticanti: ripristiniamo i vecchi percorsi da Vizzini e da Monte Lauro, almeno ci divertiamo a guidare e i giovani impareranno a guidare bene!
Questa la nota dei 5 Stelle:
Ragusa-Catania. Stefania Campo (M5S): Vicini alla posa della prima pietra ma la Regione non sia da freno
Ragusa 24 novembre 2019 – “Siamo finalmente vicinissimi alla risoluzione di una vicenda che ha del grottesco e si trascina da 40 anni senza che mai, fino ad oggi, si sia mossa una sola pietra.
Il viceministro Cancelleri ha comunicato l’impegno preciso del governo Conte: è un’opera prioritaria e strategica, la più importante, in questo momento, fra tutte quelle siciliane.
Di ciò non posso che esserne sinceramente soddisfatta, è stato un lavoro faticoso e, per certi versi, durissimo. Non vorrei però che proprio a questo punto fosse la Regione Siciliana ad assumere un atteggiamento capzioso, magari a causa del mancato coinvolgimento nella realizzazione dell’opera stessa.
Difatti, oggi l’assessorato regionale è chiamato solo a rispettare alcuni impegni già presi, ad esempio l’anticipo di somme che saranno comunque corrisposte dal Governo nazionale il prossimo anno”.
A dichiararlo è la deputata regionale del Movimento 5 Stelle Stefania Campo a margine del tavolo tecnico sulla Ragusa-Catania.
“Come ha comunicato Cancelleri – spiega la deputata Ars – siamo davvero vicini all’ok definitivo da parte del Cipe, dopo decine di anni di tira e molla, e quindi alla fase di impegno delle risorse necessarie alla realizzazione della Ragusa-Catania.
In sostanza Anas comprerà il progetto, evitando così di vanificare il lavoro fatto fino a questo momento, rendendo l’opera completamente pubblica, e quindi senza alcun pedaggio.
Era proprio questo, d’altronde, uno degli aspetti che hanno portato il Mef a mettersi di traverso fino a ieri, ovvero l’eccessivo onere a carico dei cittadini automobilisti.
Ecco perché la Regione Siciliana dovrebbe sostenere, senza ulteriori tentennamenti, il percorso intrapreso dal governo Conte e dai ministeri dell’economia e delle infrastrutture.
Non è più tempo di dubbi, rallentamenti e sterili rivendicazioni. Ora bisogna solo iniziare a correre” – conclude Stefania Campo.
Gruppo M5S Ars
