Lettera aperta di Lorenzo Migliore al Sindaco Piccitto

di redazione
L’ex primo cittadino scrive per sollecitare l’intitolazione di due vie alla memoria di nobili figure del socialismo siciliano, barbaramente dalla mafia

Ha scritto al Sindaco Piccitto l’ex primo cittadino Lorenzo Migliore, non avendo ricevuto risposta, scrive ora questa ‘lettera aperta’:
“Attraverso  la  rubrica “dillo al sindaco”, presente sul sito ufficiale del Comune,  ho chiesto  la  intitolazione  di  due  vie, o  altri   siti  eventualmente   individuati    dallo stesso primo cittadino, alla memoria  di  due  notissime  figure  di  socialisti   siciliani uccisi barbaramente dalla mafia per avere  assolto  con  fede  e  dedizione il loro ruolo di sindacalisti in difesa dei lavoratori, allora più di oggi sfruttati e indifesi.
Mi riferisco a Placido Rizzotto, ucciso a Corleone nel 1948, e  Salvatore  Carnevale, ucciso a Sciara nel 1955. Il loro sacrificio è stato universalmente riconosciuto da tutti: istituzioni, pubblicistica e società civile.
Non avendo ricevuto nessuna notizia in merito, ho reiterato la richiesta, con lettera assunta al protocollo il 2 aprile scorso, nella mia qualità di cittadino e di socialista militante, ancora oggi legato alla storia e agli eventi che hanno attraversato le vicende sindacali e civili della nostra isola, con il corollario di tanti caduti, tra cui Carnevale e Rizzotto, che sarebbe stato significativo ricordare a futura memoria quale esempio di alto valore civile che, come Ella saprà, è un valore universale senza delimitazione di confini politici o ideologici.
Anche quest’ultima richiesta è rimasta inevasa, senza peraltro nessun cenno di comunicazione, anche negativa, che introduce un metodo quantomeno singolare nell’esercizio delle pubbliche funzioni sul quale, per carità di patria, ometto di pronunciarmi.
Di tutto ciò sono alquanto rammaricato e mi auguro che si tratti soltanto di una disattenzione, in verità smentita come tale da notizie provenienti dal suo Gabinetto, che mi rifiuto di pensare possa essere legata a insensibilità o a risvolti di ordine politico, comunque lontani dall’idea della mia richiesta, che, in una materia come questa, non dovrebbero sussistere perché investirebbero valutazioni fortemente negative sul suo operato di ordine civile, politico ed etico.
Mi auguro comunque che al più presto la richiesta possa essere recuperata in nome di valori che appartengono a tutta la memoria collettiva e civile della città di Ragusa.”

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