Lo streaming … questo sconosciuto

Erano belli i tempi dello streaming al Comune di Ragusa, per le sedute del Consiglio Comunale e delle Commissioni.
Erano i tempi dei grillini al potere che onoravano, una volta, i principi professati dai leader, quindi massima trasparenza, il Comune aperto come una lattina di tonno, Palazzo dell’Aquila come una Casa di vetro.
Naturalmente, anche ai tempi del caro Piccitto, non fu mai così, erano tante le riunioni a porte non chiuse ma sprangate, anche le semplici riunioni di maggioranza erano segretissime.
Ma per lo streaming qualcosa fecero, non solo streaming della seduta del civico consesso, che ricordiamo è aperta al pubblico, ma anche impianto, non grandioso ma adeguato, per riprendere i lavori di Commissione consiliare, che sono, anch’essi, aperti ai semplici cittadini che volessero assistere.
In effetti Il Comune, sotto tutte le amministrazioni non ha mai fatto molto per favorire questa partecipazione: gli spazi in aula consiliare sono ancora più angusti di quelli per la Giunta e per i consiglieri, pochi posti a sedere, incuneati fra tavolo della stampa e vigili urbani, nella sala commissioni, fra armadi, sedie rotte, fotocopiatrici dismesse, cataste di pacchi per fotocopie, tavolo per il PC dei consiglieri comunali e apparecchiature per lo streaming con relativo groviglio di cavi elettrici senza nessun criterio di sicurezza, dove alloggia, malamente, anche la stampa, non c’è posto per eventuale pubblico che volesse assistere alle sedute.
Con questa amministrazione e con questa presidenza del consiglio, quest’ultima dalla quale dipendono i lavori delle sedute del consiglio e delle commissioni, lo streaming è diventato un optional di cui si può fare a meno, acclarato dalla affermazione del Segretario Generale, riportata dal Presidente del Consiglio, che basta la registrazione delle sedute per essere in regola con le normative.
Naturalmente, nessuno vuole sostenere che lo streaming è un obbligo di legge, ma, soprattutto in questo particolare periodo di emergenza, non sarebbe male per le sedute di commissione dove già la commissione è un assembramento. Forse, pensandoci bene, è per questo che non dispiace tanto che non ci sia lo streaming.
Di questi tempi, anche la diretta televisiva delle sedute di consiglio comunale è una agonia, guasti che si susseguono, gare da espletare, lungaggini burocratiche e riprese da notte dei tempi, con continui interventi di personale addetto.
Lo streaming, in generale, funziona, anche se non come un tempo, ritardi soprattutto nella archiviazione su youtube della registrazione della seduta.
Per le sedute di commissione, ormai lo streaming è sconosciuto, nell’assoluta indifferenza dei Presidenti che nemmeno si curano se è attivato o meno, anzi ti guardano male se glielo fai notare, se va bene ti rispondono che la cosa non è di loro competenza.
Qualcuno pensa che non è poi così male diffondere particolari su materie e argomenti delicati come il bilancio e l’urbanistica, dove è più facile eccepire qualcosa che non sulla cultura o sulle politiche giovanili.
Per le commissioni, addirittura, è diventata un’impresa conoscere le convocazioni, una volta c’era il comunicato stampa e veniva aggiornato costantemente il sito, oggi sembra che meno si sappia di queste cose, tanto meglio è.
Oggi, lunedì 19 ottobre, per esempio, era convocata la 2ª commissione, assetto del territorio, è arrivato il comunicato stampa, ma la gente normale non ne può sapere nulla dal momento che la pagina del sito dedicata alle sedute delle Commissioni consiliari è, tutt’ora, al momento in cui scriviamo, bianca.
Potremmo concludere… il nuovo che avanza … il cambiamento tanto atteso.

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