Un civico consesso, quello attuale del Comune di Ragusa che non si è mai distinto oltre l’ordinaria amministrazione.
Una componente, non più maggioranza, a sostegno del sindaco e dell’amministrazione, informe, che non ha mai prodotto iniziative consiliari, dedita solo alla cieca obbedienza al primo cittadino, quasi perennemente silente.
Una componente, una volta minoranza, oggi, sulla carta, alla pari con la ex maggioranza, quanto mai variegata nella composizione e nell’atteggiamento nei confronti dell’amministrazione: due del PD, diventati tre, uno ciascuno di Territorio, uno, ex opposizione, ancora dissidente di Forza Italia, uno del Movimento 5 Stelle, uno di Fratelli d’Italia, quelli dell’originaria minoranza, ai quali si sono aggiunti 5 consiglieri che hanno abbandonato la ex maggioranza: tre DC, uno di Sud chiama Nord oggi passato in Controcorrente, uno di Ragusa Prossima.
Difficile metterli assieme, 12 consiglieri di 8 formazioni politiche diverse, non tutti uniformemente disponibili a fare vera opposizione, meno che mai a costituire fronte unico.
Da tutto questo ne esce il quadro di una componente a sostegno dell’amministrazione inerte, gli altri che, una volta per il bene comune, una volta per il bene della città, altre volte per motivazioni diverse e spesso personali, consentono al sindaco e alla giunta di vivacchiare, non imponendo la forza dei numeri quando potrebbe servire per onorare il mandato degli elettori.
Un consiglio comunale da dimenticare ma che riesce a riunirsi anche il terzultimo giorno dell’anno, il 29 dicembre, ma non per una seduta importante con punti all’Ordine del Giorno probanti, ma una del tutto inutile seduta ispettiva buona solo per dilapidare soldi pubblici a fondo perduto.
Solo oltre mille euro di gettoni di presenza, oltre alle spese generali, per il nulla assoluto.
Due le interrogazioni, entrambe del capogruppo PD, Calabrese, a risposta orale, di nessun esito.
L’una per conoscere, con la surreale precisazione di chiarimenti urgenti, le motivazioni della chiusura al pubblico degli uffici del settore III, edilizia privata, nei giorni 2, 5 e 9 novembre.
Essendoci di mezzo la festività dell’Immacolata sarebbe stato facile pensare ad un lungo ponte, dal 5 al 9, l’assessore competente ha risposto in maniera insindacabile di necessità di tirare le somme del lavoro svolto e di recuperare arretrato, stesse chiusure anche nel 2023 e nel 2024, occasione per ringraziare gli uffici per il lavoro non indifferente che viene svolto nel settore.
Piuttosto, si poteva chiedere quanti del settore hanno effettivamente prestato servizio nei giorni di chiusura e quanti, invece hanno sfruttato giorni di ferie.
Ma alla fine abbiamo conosciuto le motivazioni e non pensiamo che siano queste le preoccupazioni principali dei ragusani.
L’altra interrogazione riguardava le criticità del sistema dei controlli interni del Comune, per come sottolineato dalla Corte dei Conti: il Segretario Generale, competente dei controlli in oggetto, a suo tempo, quando la notizia venne fuori, sempre da una nota stampa del capogruppo PD, aveva replicato giudicando “pesanti le affermazioni e scorrette le informazioni riportate nel comunicato del capogruppo del Partito Democratico Peppe Calabrese, in relazione ad una presunta bocciatura della Corte dei Conti sui controlli interni del Comune di Ragusa” e si riservava di rispondere nella sede preposta, in Consiglio Comunale.
Cosa che non è avvenuta al primo Consiglio utile, né nella seduta di ieri 29 dicembre, stante l’assenza dello stesso, per cui l’argomento è stato rinviato.
In pratica, dalle interrogazioni, nulla di eclatante o di particolarmente importante.
Degne di attenzione le segnalazioni dei consiglieri comunali, ma non ci sono risposte da parte degli amministratori, meno che mai ammissione di colpe o di gravi mancanze, tutto viene minimizzato o si scaricano responsabilità che, però, vengono fuori solo al momento delle segnalazioni e non prima.
Peraltro, in un ordine normale delle cose, le segnalazioni non dovrebbero passare necessariamente dalla seduta di Consiglio comunale, un consigliere, di qualsiasi parte politica segnala un disservizio e l’amministratore deve intervenire o dare contezza dei motivi del mancato intervento.
Al riguardo la consigliera Caruso ha sottolineato il disappunto di qualche assessore per le segnalazioni dei consiglieri, che, addirittura inviterebbe i cittadini a rivolgersi direttamente all’assessore, all’assessorato, bypassando i consiglieri: un problema noto, siamo in possesso di messaggi rivolti in tal senso, ci sono stati anche interventi in aula, in passato, per esempio dell’assessore Gurrieri o dell’assessore Adamo che hanno invitato i consiglieri a recarsi negli uffici e a non pubblicizzare i disservizi, considerando le segnalazioni come invasioni di campo e inutili a prescindere.
Lunga la sequela di segnalazioni senza risposte concrete: il consigliere Chiavola ha chiesto dell’interruzione del servizio di vigilanza dei volontari fuori dalla scuola di San Giacomo o del servizio di pattuglia della Polizia Locale nella stessa frazione, del malfunzionamento delle telecamere di videosorveglianza, nessuna risposta concreta da parte dell’assessore Gurrieri, per il servizio di vigilanza manca il volontario del posto che c’era l’anno scorso, il servizio della Polizia Locale interrotto solo nella parte finale dell’anno, per esigenze di servizio, il servizio di videosorveglianza una telenovela infinita, l’ultima volta fu risposto che su tre telecamere una era in prestito, una non funzionava, sui nuovi 14 impianti su 7 postazioni di autovelox non ci sono ancora i decreti attuativi del Ministero.
Ma queste cose si sanno solo ora e non ci sono indicazioni delle sollecitazioni ufficiali rivolte agli organi competenti.
A questo ultimo riguardo era intervenuto il consigliere Calabrese che aveva sottolineato come per gli autovelox sulla provinciale per Santa Croce Cameria, teatro dell’ultimo incidente mortale, per la cui vittima il Consiglio, ieri, ha tenuto un minuto di silenzio, c’è un decreto prefettizio del 30luglio del 2024, e ancora non si è fatto nulla, dopo la richiesta del Comune al Libero Consorzio, proprietario della strada, autorizzata appunto dal Prefetto.
Il consigliere Calabrese ha anche sollevato le condizioni di scarsa manutenzione del verde all’interno del nuovo terminal bus, cosa della quale l’assessore Iacono ha preso atto: su questo siamo fermi nel considerare che l’assessore non se ne può andare in giro a controllare il verde in città, dovrebbe essere compito degli uffici, del Dirigente, dei funzionari, predisporre servizi di controllo periodici con una seria programmazione degli interventi.
Caso analogo sollevato dalla consigliera Caruso che ha denunciato l’ennesima proliferazione della vegetazione attorno alle panchine di piazza Duomo, a Ibla, dove, peraltro, si è intervenuto di recente ma, evidentemente, manca appunto la programmazione degli interventi ciclici necessari.
Per il resto, la consigliera Caruso un fiume in piena, accesso agli atti inevaso dopo oltre un mese, aree verdi di via sacro Cuore e di via Milito in abbandono, mancato intervento in via Olanda, nessun intervento per ripristinare lo stallo di sosta per disabili in prossimità dell’ufficio postale di piazza Sturzo, 4 interrogazioni senza risposta da giungo scorso, nessuna risposta eccezion fatta per quella surreale sull’apertura del centro polivalente dei Gesuiti: l’assessore Giuffrida ha candidamente ammesso che i lavori sono ultimati, la struttura è stata ultimata e la disponibilità è stata resa nota alla Pro Loco di Marina, come se questa fosse una istituzione.
Perché la Pro Loco non ne prende possesso? In base a quale determinazione la struttura è stata affidata alla Pro Loco? Non è che, per caso, la Pro Loco preferisce attendere la disponibilità di locali nella Villa Ottaviano, più centrali e più facilmente fruibili?
Queste sono le cose che i consiglieri comunali dovrebbero chiedere. Ma non li chiedono.
