Luca Rivillito: è opportuno fare una doverosa riflessione…………!!!!!!

Riceviamo e pubblichiamo una nota del consigliere comunale di Ragusa e Delegato del Sindaco per le problematiche sociali, Luca Rivillito:

Ripensare ai lavori dell’ultima seduta del consiglio comunale porta a qualche riflessione, confortata dai commenti della stampa e della gente.
Di certo, non si è potuto assistere a dei lavori degni di questo nome, in una seduta dove ha prevalso lo spirito di esibizione dei soliti consiglieri di opposizione che si fanno scudo delle prerogative del mandato per dare vita a strategie che, forse, nemmeno loro sanno dove possono portare. Legittima, consentita, dovuta all’elettore, l’azione di verifica e di controllo degli atti dell’amministrazione ma sarebbe anche dovere dei consiglieri comunali conservare il rispetto delle istituzioni e non sfruttare strumentalmente le sedute per fini personali, forse, come detto, nemmeno conducenti al fine desiderato.
Rinegoziazione dei mutui, variazioni di bilancio, e altri punti all’Ordine del Giorno vanno affrontati nella loro essenza, discussi nella natura tecnica e amministrativa, non è normale spendere fiumi di parole inutili, dedicando, peraltro, la maggior parte del tempo ad argomenti del tutto fuori tema.
È comprensibile che l’astinenza comunicativa dovuta all’emergenza può portare ad una overdose di visibilità ricercata, ma le variazioni di bilancio servivano per accogliere le somme di Stato e Regione per l’assistenza ai nuovi bisognosi, si poteva negare l’approvazione ma il discorso sui criteri, sui metodi, sulle azioni di distribuzione dovevano e debbono essere discussi in altra sede.
Due anni di opposizione, che alcuni nemmeno definiscono tale, non sono serviti a far capire come, almeno una volta, occorrerebbe raggiungere un risultato. Invece, i soliti noti pensano bene di fare solo confusione con una serie di rilievi e di eccezioni nemmeno ben fondati.
Sono loro stessi ad esaltare, in più occasioni, il lavoro dell’assessorato ai servizi sociali, della protezione civile, dei dirigenti, degli uffici, lavoro giudicato egregio e instancabile ma devono trovare il modo di insolentire e di instillare il germe che qualcosa non sia andata per il verso giusto: ma non sanno dire cosa, né sanno indicare cosa vogliono di preciso.
È scappato dalle parole di uno di loro, sono stati tenuti fuori dall’emergenza corona virus, come del resto siamo stati tenuti fuori tutti i consiglieri della maggioranza, per scelta dell’amministrazione che ha diviso in maniera rigida i compiti operativi, dall’accoglimento delle richieste, ai controlli, alla distribuzione degli aiuti. Di certo qualcuno ci è rimasto assai male a non poter apparire in prima fila, e allora si cerca il cavillo, la lamentela, il ritardo, senza nemmeno saperli indicare bene, una denuncia generica ed evanescente, per rivalsa si chiedono dati precisi sui numeri e sui criteri degli aiuti e li vogliono in maniera urgente.
Ma non hanno percepito che gli aiuti sono erogati dallo Stato e dalla Regione, affidati ai comuni senza la condizione di farli passare dal consiglio comunale. Ci sono criteri dettati dalle norme, molto più rigidi quelli regionali, dovrebbero essere, e, forse, saranno Stato e Regione a chiedere conto dell’operato di tutte le amministrazioni, ai consiglieri comunali di opposizione, forse, non sono dovuti nemmeno i dati di tutte le azioni di assistenza. Considerato tutto ciò, assumono valenza di infimo ordine illazioni, battute, sfottò e apprezzamenti, soprattutto se scadono nel personale.
Il conforto viene dall’apprezzamento generale per quello che è stato fatto e che ancora sarà fatto, dalla condivisione del lavoro svolto e dalla considerazione degli addetti ai lavori di altri comuni che hanno valutato positivamente quello che è stato fatto e ne hanno anche richiesto contezza per replicare azioni ritenute efficaci e performanti.
Lo spettacolo, in alcuni momenti indegno, trascinato per ore, con momenti di scarsa lucidità quando ci si appellava al mantenimento del numero legale che già era assicurato dalla maggioranza, nella piena consapevolezza che nessuno sarebbe andato via o avrebbe votato contro atti che servivano per attuare gli aiuti, ha dato una valutazione evidente della caratura di certi soggetti, a quanti rivedendo le immagini della seduta, hanno espresso giudizi estremamente negativi, convinti che il livello del civico consesso fosse di ben altra natura.

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