di Cesare Pluchino
Ennesimo teatrino, al Consiglio Comunale, le opposizioni non hanno nessuna intenzione di bocciare gli atti dell’amministrazione. Devastante intervento del consigliere Maurizio Stevanato
Anche nella seduta per l’approvazione dell’adesione al GAL terre Barocche, non esiste maggioranza del Movimento 5 Stelle che ormai, come componente consiliare, naviga a vista, affidandosi alla buona sorte.
Al momento della votazione solo 13 i grillini in aula, due assenti, i restanti 15 che potrebbero decretare la crisi dell’amministrazione con la bocciatura di atti importanti, sembrano non avere nessuna intenzione di disturbare il conducente.
Votano NO i componenti del gruppo di Maurizio Tumino e Giorgio Massari: ai sei NO si aggiungono le astensioni di Iacono, Castro, Migliore, Nicita, e D’Asta, risultano assenti Chaivola, Morando e Ialacqua, non determinante, ma segnale significativo, il SI della Sigona.
Centrale e determinante, anche per ammissione delle altre opposizioni, il ruolo svolto in aula da Giovanni Iacono che, di fatto ha guidato l’esito della seduta, pur mantenendo, come gruppo, un’astensione ampiamente supportata da una serie di interventi e da una richiesta di sospensione per un incontro dei capigruppo con uno dei consulenti che hanno predisposto il progetto di costituzione del GAL.
Come ha significato nel suo articolato intervento, Iacono non ha potuto esimersi da un SI incondizionato allo sviluppo locale, alla concertazione, al capitale sociale, nodi focali della lungimiranza delle politiche europee in tema di sostegno alle periferie, materie per le quali molto ha lavorato, anche nella sua qualità di Presidente del Consiglio.
I progetti ai quali si era dedicato prevedevano che Ragusa fosse capofila, con la piena condivisione di Modica, quello presentato dall’amministrazione, valido come iniziativa di fondo, lascia spazio a riserve, eccezioni, rilievi e interrogativi.
Mancano analisi territoriali, c’è un asse spostato verso il versante orientale del territorio ibleo, lasciano perplesse le scelte attorno alla componente privata, manca la giusta attenzione, che dovrà essere imposta in futuro, per le procedure di selezione trasparente che denotano, fra l’altro, la resurrezione di elementi della prima repubblica.
Alcuni consiglieri, in aula, sbagliando, hanno riferito il GAL al turismo, Iacono ha ribadito che lo strumento è, essenzialmente, dedicato all’agricoltura, molte sono le perplessità ma è impossibile privare il territorio di questa importante arma di sviluppo, senza la quale, molte aziende della provincia non potrebbero accedere ai fondi comunitari della programmazione 2014-2020.
Pur non riuscendo a votare NO, Giovanni Iacono non ha risparmiato critiche di totale irresponsabilità degli amministratori nel presentare, all’ultimo momento, un atto così importante, senza dare la possibilità alle opposizioni, ma anche a quella che era la maggioranza, di scelte ponderate e consapevoli.
Se l’astensione di Iacono è stata ampiamente compresa, senza che, nessuno, peraltro, abbia sollevato perplessità in merito, sbandate sono apparse le altre componenti di opposizione che hanno eccepito, quasi esclusivamente, le riserve su un atto palesemente senza programmazione, senza una direzione strategica, una sorta di passaggio al volo su un bus già avviato a destinazione.
Buona parte dei consiglieri ha dimostrato, ma non poteva essere diversamente, di non avere contezza dell’atto, se non superficiali elementi di conoscenza; quelli delle opposizioni sono sembrati solo impegnati nella scelta della posizione giusta, nella verifica di quella dei colleghi, nel voler evitare i panni dell’inciucista, sullo sfondo di uno scenario che mostrava esiti scontati grazie a qualche assenza determinante che ha permesso ai grillini di portare a casa l’approvazione, pur in uno stato di netta minoranza.
La serata, che poteva non lasciare segni sui resti della maggioranza pentastellata, ha vissuto un momento esaltante, per il dibattito politico, grazie all’intervento devastante di Maurizio Stevanato, consigliere del Movimento 5 Stelle, ossequioso alla squadra con il suo voto positivo per l’atto, che non ha voluto esimersi dal lanciare pesanti accuse agli amministratori.
Stevanato ha lamentato, innanzitutto, l’overdose di informazioni che i consiglieri sono stati costretti a subire per studiare l’atto, esprimendo solidarietà all’assessore Nella Disca che ha dovuto subire questa pesante incombenza fra i suoi primi adempimenti, dicendosi certo che, in futuro, la stessa nuova amministratrice saprà arginare queste scelte inopportune dell’amministrazione, al fine di permettere una valutazione serena, sedimentata, dei provvedimenti da esaminare.
Il consigliere ha considerato il GAL dedicato, come strumento, per la valorizzazione delle aree rurali, poco strutturato, con scarse informazioni e ancora minore trasparenza. È stato assalito dal dubbio se i soldi saranno ben spesi, ha recriminato sul fatto che la nostra città non ha, come invece ha fatto Modica, posto attenzione sullo strumento, generando, così, un asse spostato verso la parte orientale del territorio.
Ma dove l’intervento di Stevanato ha assunto toni decisi, pur nell’alveo di un tono sereno, quasi scanzonato, tendente più allo sfottò che alla critica feroce, è stato a proposito dei risvolti finanziari dell’atto.
Da alcune voci relative all’impegni di spesa, che ancora altri consiglieri andavano cercando fra le carte, Stevanato ha rilevato la presenza di dati tecnici ascrivibili alle nuove procedure di bilancio: allora ha chiesto, – Esiste già il bilancio ? Chi lo conosce ? Come è stata impegnata la cifra ? Su quali presupposti di bilancio ?
Stevanato ha ricordato che siamo in esercizio provvisorio, non ha capito la fretta di aderire, si è chiesto quale poteva essere il danno per l’ente se la scelta fosse stata quella di soprassedere.
Ha ribadito la sua approvazione, di fondo, per i GAL, lasciando intendere che sarebbero gradite le risposte ai suoi interrogativi.
Un intervento pesantissimo per i suoi toni eccessivamente pacati, eleganti, con il mezzo sorriso sulla bocca, nello stile tradizionale di questo consigliere che fa più male della critica gridata, artatamente violenta e offensiva ma esclusivamente teatrale.
Una caduta di stile di ben identificati consiglieri, dopo l’approvazione dell’atto, con una concordata ipotesi di rinvio della seduta, che prevedeva solo l’esame di alcuni Atti di Indirizzo: dopo che è stata chiesto il rinvio, alla votazione, i consiglieri di opposizione, compresi quelli che lo avevano chiesto, sono usciti dall’aula, determinando la mancanza del numero legale, costringendo alla seconda chiamata, dopo un’ora, con aggravio di costi della seduta stessa che, non avendo riscontrato ancora il numero legale, è stata rinviata alle 24 ore, assicurando, così, un altro gettone di presenza.
Sempre discutibili i comportamenti da prima repubblica di taluni soggetti che è auspicabile siano destinati al pensionamento politico, ma biasimevole anche il comportamento dei nuovi che non riescono a sopportare sedute notturne e, quasi sempre, dopo il primo atto importante esitato, sono già con la giacca in mano per andare via, pronti a cogliere ogni ipotesi di rinvio dei professionisti della politica.
Anche in questo, del cambiamento tanto atteso nemmeno l’ombra.
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