Normale che la mancanza del numero legale in aula, per ben tre volte nella stessa seduta, determini agitazione politica, soprattutto in qualche esponente delle minoranze che si vede ringalluzzito nella desolazione politica del suo stesso partito o movimento che sia.
Ma le strategie politiche debbono essere valutate in maniera opportuna, l’analisi di quello che accade deve essere realistica, alcuni scappati di casa, nell’accezione del termine che parla di inadeguati, incompetenti e inaffidabili personaggi, non possono essere all’altezza di determinare segnali politici determinanti.
C’è una nota del capogruppo del Movimento 5 Stelle, Sergio Firrincieli, che parla di capolinea per la maggioranza al Consiglio comunale, ma è cosa nota da tempo come da tempo la cosa non è determinate per le sorti dell’amministrazione.
Cassì e la sua Giunta sono andati avanti nemmeno soffrendo il solletico di opposizioni inadeguate e incapaci di una azione politica efficace, peraltro opposizioni che, da tempo, si stanno sfaldando, con alcuni soggetti pronti ad assicurare sostegno per avere in cambio posti al sole o, in subordine, qualche caramellina.
In questa condizione l’unico elemento che rimane a fare opposizione è Firrincieli, ma da solo non può essere efficace, l’unico del suo movimento che assolve il ruolo con dignità è Antoci, ma la sua è opposizione elegante, disinteressata, troppo signorile per spaventare qualcuno.
Tutto il resto è incapace di fare opposizione, molti nemmeno pensano di farla, alcuni, in forme e per obiettivi diversi sono acquattati e non possono dare fastidio.
E poi, diciamolo chiaramente, i vuoti fra gli scranni del civico consesso, drammatici, penosi, non meno indecorosi, sono quelli delle minoranze che non presenziano in aula nemmeno per esternare il loro sdegno per la situazione esistente.
Firrincieli arringa il sindaco e la maggioranza, ma ha detto lui stesso che siamo alla fine del mandato, praticamente mancano solo 12 mesi effettivi di lavoro, nulla potrà mettere in difficoltà il sindaco, tenuto conto anche dei politici ‘onlus’ pronti a venire in soccorso, la pioggia di finanziamenti che dovrebbe arrivare lo mette al sicuro, con una dote da presentare agli elettori di tutto rispetto.
Alle prossime elezioni, il giudizio dei cittadini potrà essere condizionato solo dal nome dell’avversario alla scalata di Palazzo dell’Aquila, usiamo il singolare perché se gli avversari fossero più di uno, sarebbe partita persa in partenza, come nel recente passato.
Se arriva un concorrente affidabile, stimato, senza ombre e senza macchie, come era Cassì nel 2018, volto nuovo soprattutto, con alcune delle doti di Cassì, prima fra tutte quella di non essere un politico di professione, il gioco è aperto e non è detto che questo possibile candidato non sia già identificato e pronto alla sfida.
L’azione di qualcuno che per fini diversi, molti dei quali noti, abbandona l’aula, non può essere al centro dell’attenzione, né determinate, nell’attuale situazione. Solo troppa e ingiustificata importanza.
Firrincieli fa filosofia politica, se volesse portare avanti una azione politica seria ed efficace, dovrebbe tirare fuori tutti gli aspetti nascosti di una vicenda che, purtroppo, politica non è ma si basa su contrapposizioni personali, su capricci della maggioranza inenarrabili e vergognosi.
Tutto si basa sull’approvazione di una variante al PRG, indigesta per molti, per la quale, proprio nell’ultima seduta, le opposizioni, con la loro presenza, avrebbero potuto infliggere una sconfitta alla maggioranza, scompigliando i piani e facendoli uscire allo scoperto.
Bastava che uno solo delle minoranze fosse stato in aula, la variante passava per un voto e ci sarebbe stato lavoro, sviluppo economico e crescita della città. Invece solo tattiche e strategie della solita politica.
Si potrebbe anche pensare che qualcuno delle opposizioni abbia fatto da spalla alla maggioranza, del resto i tre che sono usciti dall’aula sono solo la punta di un iceberg in ebollizione contro questa variante e contro altri progetti avversati non tanto ideologicamente ma per fare una cortesia a qualcuno.
Solita becera politica da prima repubblica, quello che ha deluso la gente che, da Cassì e dal suo entourage, si aspettava ben altro.
Dove Firrincilei toppa di grosso nel comunicato è nell’attacco che rivolge al capogruppo della maggioranza, l‘avv. Andrea Tumino, prima di profondersi nelle scontate critiche all’inefficienza dell’amministrazione, scadendo nelle banali censure per ZTL, crisi idrica, parcheggi e rifiuti, con l’auspicio del ritorno agli affetti familiari, tutte cose più volte replicate, senza effetti e del tutto ridondante in una nota che doveva restare esclusivamente politica.
Firrincieli toppa soprattutto perché tratta solo di una parte delle dichiarazioni che il capogruppo Tumino avrebbe rilasciato ad un giornale, senza andare all’argomento troppo scomodo per le minoranze.
Il capogruppo 5 Stelle non ha afferrato come il collega della maggioranza, negli ultimi tempi sia stato defilato, quasi in lockdown autonomo per non essere infettato dal virus di una maggioranza inadeguata e incapace in molte delle sue componenti, una maggioranza dove ha rischiato anche lui di farsi male, per esempio per fatti di commissioni.
Dicevamo prima delle minoranze che, per ottuse strategie politiche, non hanno colto al volo l’opportunità di restare in aula, Firrincilei accusa Tumino di non capire un tubo di politica solo perché avrebbe dichiarato che i consiglieri di maggioranza avrebbero dovuto garantire la presenza in aula, eventualmente votando contro l’atto o astenendosi.
L’apoteosi della politica, della trasparente azione in ossequio al proprio mandato, l’auspicio di una azione alla luce del sole, senza infingimenti, senza tattiche a tavolino, senza mezzucci, quella auspicata dal capogruppo Tumino, il trionfo della chiarezza, invece Firrincieli giudica la scelta suggerita senza significato.
Ma cosa più grave, omette di parlare dell’altra dichiarazione dell’avv. Tumino, che, sornione, ha affermato che l’attività politica non potrà essere rallentata o fermata, ha ostentato sicurezza nel dire che per evitare questo potrebbero essere trovati “ulteriori equilibri”.
Un segnale che la maggioranza si muove non al buio ma con i fari accesi, un segnale che Firricncieli non ha colto, o non ha voluto cogliere nel comunicato, un segnale che costituirebbe un ulteriore debacle per delle minoranze già sbrindellate di suo.
