di redazione
Cultura e beni culturali nel mirino dei consiglieri PD D’Asta e Chiavola, prima le iniziative culturali, ora lo stato del Castello di Donnafugata per cui arriva una nota di risposta dell’assessore Stefano Martorana
Attenzioni particolari sono state rivolte al settore della cultura e dei beni culturali dai consiglieri PD D’Asta e Chiavola, nei giorni dell’esplosione del caso Campo
L’insieme dei rilievi partiva dal bando per la gestione dell’auditorium-teatro dell’istituto scolastico Quasimodo, andato a vuoto, cartina al tornasole di una strategia non ottimale che non ha riscontrato interesse, forse per alcune clausole eccessivamente vessatorie che avrebbero consigliato di attendere successive eventuali stesure del bando stesso.
Un ennesimo rallentamento nelle politiche dell’amministrazione, spesso caratterizzate da tempi lunghissimi per certo tipo di procedure.
Un settore considerato sotto scacco, nonostante il giudizio positivo espresso, di recente, dal capogruppo del partito, Giorgio Massari, sull’operato
dell’assessore Campo in tema di programmi culturali.
Un cenno alla non risolta questione dell’ex cinema Marino, per il resto un intervento dei consiglieri PD incentrato sul drastico ridimensionamento dei contributi alle associazioni culturali.
Cancellazione, dopo 21 anni, del contributo a Melodica, senza spiegare, però, la genesi del mancato sostegno, stessa sorte, pare per Ibla Classica International.
Dispiace che D’Asta e Chiavola, dotati di un eloquio felice e colto, scadano nell’utilizzo di termini inopportuni, fra l’altro per nulla appropriati, quando parlano di scelte becere.
Tagli consistenti ad altre manifestazioni come Ibla Grand Prize, A Tutto Volume e Ibla Buskers. Sostegno in natura per Palchi Diversi, manifestazione che gode dell’utilizzo gratuito della sala Ideal. Nulla per il cartellone del Teatro Donnafugata di Ragusa Ibla.
D’Asta e Chiavola convengono sull’impossibilità di sostenere tutto e tutti, ma criticano le poche attenzioni riservate alle varie istanze.
Ci permettiamo di far notare, però, come, nonostante i tagli considerevoli, in qualche caso totali, sui contributi degli anni passati, molte iniziative sono ugualmente portate avanti, segnale che, forse, occorrerebbe un più attento controllo sui conti economici delle associazioni, in presenza di contributi comunali.
In ogni caso fisiologiche le divergenze sulle politiche culturali, acuitesi dopo l’avvento dell’amministrazione pentastellata che ha disarcionato un consociativismo culturale assai diffuso, da anni.
Rilievi che arrivano dopo due anni e 5 mesi di amministrazione del Movimento 5 Stelle e trovano, inaspettate le dimissioni dell’assessore Campo, sia pure dovute ad altre motivazioni, ma rilievi scarsamente propositivi che mettono solo in luce il mancato, oramai consueto e, per certi versi, quasi dovuto, rifornimento alle associazioni culturali.
Nel corso della seduta del consiglio comunale di martedì 17 novembre 2015, Mario D’Asta è intervenuto sollecitando interventi per lo stato del Castello di Donnafugata che, da alcune foto prodotte, risulterebbe in grave degrado.
Il consigliere PD, rivolgendosi in aula all’assessore Stefano Martorana, ha collegato i suoi rilievi alle anomalie segnalate per le politiche turistiche, nel contesto di un settore dove manca la dovuta lungimiranza e una visione d’assieme circa le strategie da attuare per garantire alla città quel salto in avanti che la stessa meriterebbe per le ricchezze monumentali e per l’effervescenza imprenditoriale che da sempre la animano.
Certo materia complessa, quella, in particolare del Castello di Donnafugata, per il quale c’è un incrocio di competenze, nonché, in atto, di forti interessi per la prevista privatizzazione dei servizi di gestione.
Assessorato alla Cultura, fra l’altro, al momento, vacante, assessorati al turismo e ai lavori pubblici, che devono operare anche sotto la vigilanza della soprintendenza, per un progetto che non è solo mettere quattro ombrelloni sulla spiaggia.
Sulla complicata gestione si inserisce l’allestimento della mostra permanente degli abiti d’epoca della collezione acquisita dal Comune, progetto che, alla luce dei ritardi ormai cronici, si può definire fallimentare, partendo dallo stesso acquisto che, forse, si sta rilevando non del tutto oculato, per arrivare ai costi di manutenzione e gestione della collezione che si rivelano più onerosi, senza un corrispondente funzionale progetto di sfruttamento in termini economico-turistici
Ci eravamo permessi di evidenziare all’assessore Campo, evidentemente non collaborata in maniera professionale e competente come per altre sue iniziative, i pericoli di un progetto che avrebbe potuto inficiare mesi di successi per ogni tipo di iniziativa.
Una brutta gatta a pelare per chi continuerà a gestire l’assessorato alla cultura!
Intanto, Mario D’Asta produce una documentazione impressionante sullo stato pietoso in cui versano alcune stanze del castello di Donnafugata, ritenuto dagli amministratori uno dei principali punti di forza per richiamare visitatori e turisti.
Una situazione di abbandono molto preoccupante: le abitudini inveterate dei consiglieri comunali, fermano le attenzioni alla segnalazione, anche se il consigliere D’Asta si ripromette di effettuare una visita all’antico maniero.
Sarebbe opportuno, piuttosto, chiedere tutta la documentazione sulle segnalazioni, e sulla loro data, che, di certo saranno state inoltrate agli amministratori per i gravi danni che si rilevano nelle foto e che non si sono potuti originare negli ultimi giorni. Sarebbe opportuno conoscere gli intendimenti degli amministratori alla data delle segnalazioni che gli addetti del Castello, soprattutto quelli alla manutenzione, avranno inoltrato ai destinatari di competenza.
Sull’argomento e sulle segnalazioni di D’Asta, l’incomprensibile nota di replica dell’assessore Stefano Martorana che utilizza il già sfruttato refrain, secondo noi inapplicabile in questo caso, del “disinteresse diffuso delle diverse amministrazioni che si sono alternate negli ultimi anni”.
L’amministratore ha comunque assicurato come priorità la conservazione e la valorizzazione del patrimonio artistico e, pensiamo di poter aggiungere, monumentale della città.
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