Mario D’Asta preoccupato per la gestione finanziaria del Comune di Ragusa

di redazione
Ennesimo comunicato del Consigliere Comunale del Partito Democratico sulla delicata situazione finanziaria di Palazzo dell’Aquila, che lascia trasparire, secondo il   leader dei renziani iblei, l’inadeguatezza degli esponenti della Giunta Piccitto per amministrare la città

E’ il consigliere comunale Mario D’Asta, assieme al collega Mario Chiavola, ad esprimere, ancora una volta, preoccupazioni per la situazione sconcertante, che si verifica al Comune di Ragusa, per gli adempimenti di bilancio. In particolare, D’Asta segnala come, dopo ben 18 giorni dalla scadenza del termine di legge, non sia stato, ancora, approvato il conto consuntivo.
Non sarebbe il primo caso di mancato adempimento entro i termini previsti dalla legge, nonostante l’assessore al ramo abbia provveduto a potenziare gli uffici tramite l’assunzione di personale, segnale che rivela disfunzioni, ormai croniche, della gestione amministrativa del settore.
Si fa rilevare come, negli anni passati, spesso troppo criticati dall’assessore Stefano Martorana, il Comune di Ragusa si distingueva nel fare da apripista nella redazione e approvazione dei documenti contabili.
Oggi, invece, ci sarebbe un andazzo del tutto negativo, che spingerebbe l’ente sulla china dei comuni più disastrati, disattendendo, con leggerezza, norme e scadenze.
“In quest’ottica ci si è mossi con l’apertura dell’anticipazione di tesoreria, mai attivata al Comune di Ragusa (“mettendosi al pari” dei peggiori), cominciando a far pagare ai cittadini ragusani gli interessi passivi per le anticipazioni di cassa del Comune, scaturenti da una incapacità di gestire i flussi di cassa a causa dell’aumento inspiegabile della spesa corrente”. Queste le parole di D’Asta, in proposito, che aggiunge:
“Forse si cerca di aggiustare i numeri del patto di stabilità o mascherare  elevati disavanzi di amministrazione generati da un’allegra gestione, caratterizzata da  un cospicuo aumento della spesa corrente, sulle tasche dei cittadini ragusani, passata in soli due anni da 69.274.691,02 euro a ben 77.159.100 euro. 
Ben 7.885.000 euro in più di  spesa corrente, di soldi dei cittadini ragusani, in cambio di non si comprende quali miglioramenti per la città, visto l’ ultimo disastro della scomparsa della prestigiosa bandiera blu a Marina.
Non solo si aumenta in maniera incontrollata la spesa corrente al punto da non sapere più governare la cassa e andare in anticipazione, ma cosa ancora più grave non si riesce nemmeno a mantenere quanto già acquisito dal Comune in termini di qualità dei servizi e rispetto delle norme e delle scadenze.
Questa è la triste realtà in cui è piombato il Comune di Ragusa: la totale incapacità ad amministrare e a gestire la “cosa pubblica” è ormai davanti agli occhi di tutti. Chi amministra non riesce a governare scadenze, a programmare la stesura degli strumenti finanziari nei termini di legge.
Eppure non si comprende come mai sia già stato liquidato un progetto speciale  per il riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi con determina dirigenziale n. 690/2015 , senza riuscire poi a produrre il documento contabile finale nei termini di legge.
Diversamente da quanto è accaduto in passato, quando  il Comune di Ragusa si distingueva dagli altri per la capacità di programmare e adottare i documenti contabili nei termini di legge e prima di tutti gli altri Comuni.
Basti leggere le delibere di Giunta municipale n. 248/2007, n. 269/2008, n. 239/2009, n. 225/2010, n. 135/2011, n. 128/2012, sempre adottate nei termini di cui all’art. 227 del Tuel così come modificato dall’art. 74 del decreto legislativo 118/2011.
Oggi si rischia, per effetto del combinato disposto degli artt. 109/bis dell’Oreell, art. 58 della L.R. 26/93 e art. 227 del d.lgs. 267/00, la nomina del commissario ad acta e il conseguente scioglimento del Consiglio.
Si continua a temere sulle sorti finanziarie e amministrative del Comune di Ragusa che, dopo avere già collezionato in appena 2 anni pareri negativi dell’Anac e sospensione da parte del Tar di atti relativi al servizio idrico, fa i conti, adesso, con il Tuel disatteso nei suoi termini perentori.
Tutto ciò dimostra una totale inadeguatezza ad amministrare della Giunta Piccitto”.

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